Seconde case e nuovo Dpcm: le regole definitive fino al 5 marzo per la zona gialla

Molto si è discusso riguardo agli spostamenti verso le seconde case. Si possono raggiungere? Ci sono differenze tra Regioni a seconda dei colori?

Come sappiamo, in base alle ultime ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza dell’8 e del 16 gennaio 2021, l’Italia è stata nuovamente suddivisa in zone a colori a seconda della gravità dell’emergenza epidemiologica in corso a livello territoriale.

I colori delle Regioni al 22 gennaio

In questo momento la suddivisione è questa:

  • zona gialla (qui tutte le regole in vigore): Basilicata, Campania, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana;
  • zona arancione (qui tutte le regole in vigore): Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto;
  • zona rossa (qui tutte le regole in vigore): Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.

Nelle sue Faq aggiornate al 20 gennaio, pur con giri di parole arzigogolate che richiedono notevoli sforzi interpretativi, tra l’istituzionale macchinoso e il burocratese, il Governo precisa tutte le misure in vigore nelle tre aree come indicate nell’ultimo Dpcm 14 gennaio.

Molto si è discusso riguardo agli spostamenti verso le seconde case. Si possono raggiungere? Ci sono differenze tra Regioni a seconda dei colori?

Le regole per le seconde case in zona gialla fino al 5 marzo

Dal 16 gennaio le seconde case, anche fuori Regione, rientrano sempre, in tutte le tre zone, nella categoria delle proprie abitazioni in cui è sempre consentito il rientro. Le disposizioni in vigore consentono dunque di fare rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle seconde case.

In pratica, se avete una seconda casa da prima del 14 gennaio 2021, ci potete andare anche se fuori Regione. Ma deve essere proprio vostra, di proprietà o in affitto, e non di vostri parenti o amici.

Proprio perché si tratta di una possibilità limitata al rientro, è possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma, e anche da o verso le zone arancione o rossa, solo per coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quella casa prima dell’entrata in vigore del decreto-legge 14 gennaio.

Il titolo deve avere data certa, come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, o la data di registrazione di una scrittura privata, anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a questa data, comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione.

La casa di destinazione non deve essere però abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente questo nucleo.

La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o con autocertificazione, che sarà oggetto di controlli successivi: la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

Quindi, nel caso ad esempio di una famiglia che si sia trasferita nella seconda casa, in un’altra Regione o Provincia autonoma, entro il 20 dicembre e uno dei due coniugi abbia dovuto fare rientro al lavoro nella Regione (o Provincia autonoma) di provenienza, questi può tornare dalla famiglia nella seconda casa dopo il 15 gennaio.

Lo spostamento dalla seconda casa al luogo di lavoro nel periodo successivo al 15 gennaio può essere addotto, con autocertificazione, come motivo giustificativo di un nuovo rientro nella seconda casa, in un’altra Regione o Provincia autonoma.

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