Seconda dose con vaccino diverso, funziona? Cosa dicono la scienza e gli esperti

Le ricerche su rischi e vantaggi del richiamo con un preparato differente da quello della prima somministrazione

Dopo lo stop alla somministrazione di AstraZeneca (ulteriori dettagli sulla decisione del Cts qui), in seguito alla morte di Camilla Canepa a causa di una trombosi, pochi giorni dopo l’inoculazione del preparato di Oxford durante una delle Astra-Night liguri, si ripiega sul “mix and match” tra vaccini diversi.

Sul caso della giovane di 18 anni sono in corso gli accertamenti, che si focalizzerebbero in particolare su una piastrinopenia non dichiarata e sull’utilizzo di altri farmaci per la cura di una cisti, che comporterebbero anch’essi il rischio di trombosi. Mentre le indagini della Procura vanno avanti, sono 900mila le persone in attesa di un richiamo misto. E ci si interroga sull’opportunità del cosiddetto cocktail di vaccini.

Quali rischi comporta? Quali vantaggi?

Cosa dicono gli studi sul mix di vaccini

Vale la pena premettere che la combinazione di due vaccini è una scelta già operante in alcuni paesi. Tra questi, Germania, Francia, Svezia, Canada e Spagna. Il Regno Unito in particolare ha portato avanti anche uno studio sugli effetti collaterali del mix. Dal quale risulta un leggero aumento di dolori, stanchezza e febbre.

C’è poi una ricerca condotta su 448 volontari in Spagna, che, a 8 settimane di distanza, hanno prodotto anticorpi neutralizzanti. Si tratta di risultati assimilabili a quelli raccolti a in Germania nel corso di un paio di analisi, una delle quali ha registrato perfino un accrescimento della risposta immunitaria contro il virus.

In tutti e quattro i casi, la combinazione è avvenuta tra il preparato anglo-svedese e quello realizzato dal tandem Pfizer-BioNTech.

Quali sono i dubbi sul richiamo con un preparato diverso

Qualche dubbio permane, ma per il momento gli studiosi non lanciano nessun allarme. Anzi, come sottolinea l’immunologa di Padova Antonella Viola, i due principi (adenovirus e mRNA), attivano anticorpi e cellule T, “quindi la loro combinazione potrebbe essere strategica”.

Più prudente il professore Andrea Crisanti, che ne fa una questione di metodo: “Prima dovremmo aspettare i dati”, avverte.

Per Pierluigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Salute in Puglia “utilizzare un secondo vaccino diverso non sarebbe una scelta indolore: “Non è escluso che l’efficacia possa essere diversa”, ha sottolineato l’esperto.

Ma cosa succede adesso alla seconda dose di AstraZeneca? Qui una risposta.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Seconda dose con vaccino diverso, funziona? Cosa dicono la scienza e g...