Le scuole superiori restano chiuse in 3 Regioni. Altre pronte a prolungare la Dad

Gli studenti delle scuole superiori di Veneto, Friuli e Marche non rientreranno in classe giovedì 7 gennaio

AGGIORNAMENTO: In seguito al Consiglio dei ministri di lunedì 4 gennaio 2021 il Governo ha stabilito nuove regole per l’Italia dopo l’Epifania e nuove misure relative alla scuola: gli studenti delle scuole superiori non torneranno in classe il 7 gennaio in nessuna Regione, bensì l’11. Le varie ordinanze regionali potrebbero essere ritirate. Vi rimandiamo qui per l’articolo completo.

Mentre il Governo in bilico cerca la quadra sulle nuove misure da adottare dopo l’Epifania, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e le Marche fanno una scelta contro.

Le giunte regionali guidate da Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Francesco Acquaroli hanno deciso con una nuova ordinanza di posticipare la riapertura delle scuole superiori. Gli studenti veneti, friulani e marchigiani delle scuole superiori, quindi, non rientreranno in classe giovedì 7 gennaio.

In Campania, invece, dall’11 gennaio tornano in presenza solo l’infanzia e prime e seconde della primaria. Nel Lazio Nicola Zingaretti si dice “pronto a firmare per le superiori a casa nel Lazio”. Anche la Liguria di Toti, la Puglia di Emiliano e la Sardegna di Solinas sembrano orientate verso il no alle lezioni in presenza il 7 gennaio.

Valle d’Aosta, Provincia di Trento, Molise e Abruzzo invece hanno già assicurato che i loro studenti saranno tutti in classe giovedì.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, duramente contestata anche all’interno della maggioranza, ha provato a difendere la riapertura: “Le Regioni riflettano bene sulle conseguenze per studenti e famiglie. Il Governo ha mantenuto gli impegni, i tavoli guidati dai prefetti hanno prodotto piani operativi in tutte le Province lavorando sul potenziamento dei trasporti e sullo scaglionamento degli orari di scuole e altre attività. Ognuno faccia la propria parte”.

L’ordinanza sulla scuola di Zaia in Veneto

Le nuove ordinanze in Veneto, Friuli e Marche hanno effetto fino al 31 gennaio 2021, salva proroghe o modifiche anticipate disposta con apposita ordinanza come eventuale conseguenza del cambiamento delle condizioni di contagio a livello regionale.

Dopo che l’ultimo monitoraggio dell’Iss relativo alla settimana che va dal 21 al 27 dicembre 2020, aggiornato al 29 dicembre, ha trovato nel Veneto la situazione più critica di tutta Italia, con un’incidenza Covid pari a 444.24 per 100000 e un Rt di 1,08, Zaia ha stabilito che le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritari, e le scuole di istruzione e formazione professionale (Ie FP) continueranno ad adottare la Ddi, Didattica digitale integrata, complementare alla didattica in presenza per gli studenti dei percorsi di studio e per gli iscritti ai percorsi di secondo livello dell’istruzione degli adulti, in modo da assicurare il ricorso alla didattica digitale integrata per il 100% degli studenti.

Le modalità concrete di attuazione delle misure sono definite da ciascuna scuola. Gli istituti devono comunque garantire la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'”effettiva inclusione scolastica” degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

L’attività dei servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continuerà a svolgersi integralmente in presenza.

L’ordinanza di Fedriga in Friuli Venezia Giulia

Stessa decisione in Friuli, dove il governatore Massimiliano Fedriga ha fissato gli stessi paletti. In Friuli le persone risultate positive al Coronavirus dall’inizio della pandemia sono in tutto 53.760. I decessi complessivamente ammontano a 1.731, con in testa Trieste, 460,  794 a Udine, 367 a Pordenone e 110 a Gorizia.

L’ordinanza di Acquaroli nelle Marche

Idem le Marche, dove il presidente Francesco Acquaroli ha deciso di far proseguire la didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, al 100% fino al 31 gennaio. “E’ evidente”, ha detto il vicepresidente della Regione Marche Mirco Carloni, “che la positività più alta sia tra i giovani dai 10 ai 19 anni, asintomatici, ma vettori di contagio, anche in relazione alla variante inglese”.

Proprio qui è stata lanciata sul territorio il 18 dicembre l’operazione “Marche sicure”: un’iniziativa di screening Covid-19 della popolazione su larga scala per individuare, isolare e tracciare il virus. Lo screening, gratuito e volontario, aperto a tutti i cittadini (qui trovate tutte le info per effettuare il tampone).

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