Scuole chiuse anche ad Ancona, nonostante la zone arancione: l’ordinanza di Mancinelli

Ancona è ben oltre il limite che il Comitato Tecnico Scientifico nazionale indica nelle nuove linee guida accolte nel primo Dpcm Draghi

Peggiora l’emergenza Covid nelle Marche, passate in zona arancione, e soprattutto nel capoluogo. Fino a sabato l’Asur regionale raccomandava chiusure puntuali, ma i dati degli ultimi giorni sono peggiorati e Ancona è ben oltre il limite che il Comitato Tecnico Scientifico nazionale indica nelle nuove linee guida accolte nel primo Dpcm Draghi e nei diversi criteri resi noti per la chiusura totale delle scuole.

L’ordinanza Mancinelli sulle scuole ad Ancona

Tutti gli indici segnalano che il virus nella città corre velocemente, soprattutto tra i giovani, per questo motivo la sindaca Valeria Mancinelli a maggior tutela della popolazione ha firmato un’ordinanza di chiusura con la quale sospende tutte le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado del capoluogo delle Marche dal 2 fino al 14 marzo.

I ragazzi diversamente abili che hanno l’insegnante di sostegno possono frequentare la scuola, che si organizzerà per garantire il servizio.

Ma non è tutto. Proprio oggi, giorno dell’entrata in vigore dell’ordinanza, è stata firmata anche un’integrazione relativa alle università: viene concessa per gli universitari la possibilità di mantenere e svolgere in presenza laboratori didattici e tirocini formativi, e di mantenere e svolgere in presenza ogni altra attività didattica o accessoria, in sicurezza.

Il territorio del Comune di Ancona avrebbe dovuto essere in zona arancione fino al 5 marzo, ma tutta la Regione ora si trova nella stessa situazione per le prossime due settimane almeno, a seguito della nuova ordinanza del ministero della Salute Roberto Speranza del 27 febbraio.

Cosa si può fare e cosa no nelle Marche arancioni

Ecco le disposizioni in dettaglio per il Comune nelle Marche arancioni:

  • vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. Consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto;
  • vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune. Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Sono consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;
  • sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ATECO 56.3 e 47.25 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18,00. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
  • sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche, dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica.

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