“Scuole aperte anche la domenica”: bufera sulla proposta della ministra De Micheli

Per la titolare del Mit il ritorno in classe dovrebbe prevedere maggiori scaglionamenti degli studenti, anche a costo di farli entrare in aula nel weekend

La ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ha lanciato una proposta nel corso di una sua intervista concessa alla Repubblica: riaprire le scuole, ma scaglionare gli studenti per non appesantire i trasporti pubblici, anche a costo di farli andare in classe sabato e domenica. La ministra ha spiegato che le Regioni hanno messo a disposizione quasi 10 mila bus aggiuntivi in tutto il Paese con le risorse assegnate dal governo, ma non dovrebbero bastare per garantire il distanziamento a bordo.

Scuole aperte sabato e domenica: la proposta della ministra De Micheli

La De Micheli ha sottolineato come normalmente siano 24 milioni i cittadini a usufruire dei mezzi pubblici: “Almeno fino all’estate si dovrà rispettare il riempimento massimo al 50%, ma in alcune città sarebbe impossibile. Dovremmo togliere dalle strade le auto”.

Quindi, la soluzione proposta: spalmare l’entrata e l’uscita degli studenti, i principali passeggeri del trasporto pubblico locale, e fargli fare lezione in presenza anche il sabato. Magari anche la domenica. “Siamo in emergenza – ha detto la ministra – bisogna far cadere ogni tabù”. Proposta che non è piaciuta a parecchi colleghi del suo governo, come il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che l’ha bollata come “inopportuna“.

Scuole aperte di domenica: cosa pensano i presidi

Le critiche sono arrivate anche da Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. Si è detto favorevole alla possibilità di scaglionare gli orari di ingresso a scuola, a condizione che i mezzi di trasporto vengano riorganizzati per consentire agli studenti di arrivare a scuola e poi di rientrare a casa. “Non dobbiamo dimenticare che moltissimi studenti – ha aggiunto – affrontano spostamenti che durano oltre un’ora”.

Sulla proposta di aprire le aule sabato e soprattutto domenica, GIannelli ha dichiarato che sarebbe irrealistico pensare di allungare la settimana scolastica anche alla domenica, mentre il sabato per moltissimi istituti è già giornata di lezione”. Quindi, l’appello al governo del numero uno dei presidi: incrementare l’autonomia dei singoli istituti per consentire a ognuno di loro di modulare adeguatamente il servizio.

Inoltre, un sondaggio della ‘Tecnica della Scuola’ evidenzia che il 90% degli addetti ai lavori della scuola, compresi gli studenti e i loro genitori, sarebbe contrario al ritorno alle lezioni in presenza prima di Natale.

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