Caos scuola, vacanze di Natale in anticipo e no rientro il 7 gennaio: le ipotesi del Governo

Sul tavolo del Governo l'ipotesi di anticipare le vacanze di Natale e di non far rientrare gli studenti delle superiori il 7 gennaio

Gli indicatori disponibili in questo momento dicono che la scuola non è uno dei luoghi con maggiore rischio di contagio per il Coronavirus. Certamente non lo è più di un ristorante o di un bar.

I numeri fotografano una realtà particolare: è vero che l’avvio della seconda ondata Covid è coincisa, dal punto di vista temporale, con la riapertura delle scuole a settembre, ma è pur vero che il contagio avviene, nella maggioranza dei casi, fuori da scuola: sui mezzi pubblici, ad esempio, o nei contatti sociali che i ragazzi hanno tra di loro, non in classe.

Ipotesi anticipo vacanze di Natale

Al di là dei risvolti psicologi, gravi e del tutto trascurati, che ricadono sugli studenti, ancora una volta la scuola, motore di crescita del Paese, viene messa da parte. Il Governo ha riaperto quasi tutto, si medita persino la ripartenza a gennaio di palestre e piscine, ma sulla scuola, dopo le promesse delle settimane scorse, lo scenario potrebbe cambiare ancora.

Mentre il Governo continua a discutere sulle misure da prendere per Natale e le feste, a Palazzo Chigi spunta persino l’ipotesi di anticipare le vacanze di Natale, chiudendo le scuole non più mercoledì 23 dicembre, ma sabato 19. Misura fortemente contestata dal premier Conte.

Inoltre, potrebbe scattare la zona rossa in tutta Italia già questo sabato 12 dicembre, bloccando di fatto gli spostamenti del weekend, che sarebbero stati gli ultimi possibili prima delle restrizioni di Natale. Weekend che, guardando le prenotazioni full di treni e aerei, sarebbe preso d’assalto anche da moltissimi docenti fuori sede, che avrebbero anticipato la partenza con il rischio esodo da Nord a Sud come già successo durante il primo lockdown.

Rientro a scuola a rischio il 7 gennaio

Intanto, non è più certo neanche il rientro a scuola il 7 gennaio degli studenti delle scuole superiori (più prima e seconda media per l'”eccezione Piemonte”). L’incidenza dei casi Covid è ancora troppo elevata, e troppo drammatico il numero di morti. Finché la curva dei nuovi positivi non si abbasserà almeno sotto quota 5-10mila casi, le lezioni in presenza potrebbero restare ancora un miraggio.

Il rientro in classe verrà deciso, probabilmente, nella settimana tra Natale e Capodanno, ma secondo i rumors di palazzo, e nonostante il no fermo della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, tornare in classe dopo l’Epifania potrebbe non essere più così certo.

Le Regioni frenano e il lavoro dei prefetti sullo scaglionamento degli ingressi pare in difficoltà. Di fronte all’incredulità delle famiglie, e con enormi problemi organizzativi, didattici e psicologici, gli studenti delle superiori potrebbero continuare ancora con la DAD, fino a data da destinarsi.

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