Scuola, i tamponi non bastano. E il Governo di Draghi cambia strategie

Tamponi e attività tracciamento effettuati dalle Asl ormai non bastano più, così per non bloccare l'attività scolastica e le lezioni in presenza il Governo mette in campo l'esercito

Tra aumento dei casi, possibili focolai in classe e quarantena per alunni e personale docente, l’attività scolastica rischia di paralizzarsi di nuovo in Italia. Per scongiurare chiusure prolungate degli Istituti, dunque, Mario Draghi ha deciso di potenziare l’attività di tracciamento e screening dei contagi all’interno di una struttura. E così, laddove le Asl non sono state in grado di arrivare a tutti e tempestivamente, il Governo ha deciso di far scendere in campo l’esercito.

Tamponi e screening positivi: come cambia il monitoraggio dei nuovi casi nelle scuole

L’obiettivo dell’Esecutivo è quello di potenziare le attività di monitoraggio e screening dei nuovi casi di Covid all’interno delle scuole. Così, per evitare un ricorso alla Dad che duri più del necessario (qui le nuove regole in caso di alunni o docenti positivi), i tamponi molecolari effettuati a domicilio saranno eseguiti da team mobili militari.

Seguendo le nuove disposizioni del Governo, il generale all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo si occuperà di potenziare l’attività degli undici laboratori di biologia molecolare della Difesa già presenti in otto regioni italiane. Questi centri, in pratica, avranno il compito di:

  • processare tamponi molecolari, rendendo più veloce l’intera procedura di screening all’interno delle scuole:
  • effettuare a domicilio test e tamponi, che saranno eseguiti da team mobili militari.

In aggiunta, si sta valutando anche il dispiegamento di laboratori mobili nei territori in cui sarà necessario intervenire.

Il sistema di tracciamento regionale verrà potenziato grazie a questi nuovi assetti militari resi disponibili dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che saranno coordinati dal Comando operativo di vertice interforze.

Scuola, come si procede se un alunno risulta positivo?

In caso di positività al Covid di uno o più alunni, attestata e confermata da un test molecolare (qui le indicazioni su quando farlo e quando invece basta quello rapido), il Dipartimento di prevenzione della Asl è tenuto a notificare il caso, così che la scuola possa avviare la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata.

Il Referente scolastico COVID-19 deve fornire al Dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti, individuati dal Dipartimento di prevenzione con le attività di tracciamento dei contatti, saranno posti in quarantena per 10 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato e sottoposti a tampone molecolare. Il Dipartimento di prevenzione deciderà la strategia più adatta in merito ad eventuali screening al personale scolastico e agli alunni.

Se il test molecolare è positivo, l’alunno (anche se asintomatico) deve restare in isolamento per 10 giorni. Per il rientro in comunità bisognerà attendere l’esito negativo, a fine quarantena, di un ulteriore unico tampone molecolare. Se, dopo aver trascorso i primi 10 giorni in isolamento, il risultato del test molecolare risulta ancora positivo, l’alunno resta ancora in isolamento e deve ripetere il tampone dopo ulteriori 7 giorni (al 17^ giorno dall’inizio dell’isolamento). Se anche l’ultimo test molecolare risulta positivo, l’isolamento si interrompe, comunque, al 21^ giorno dall’inizio dell’isolamento, in quanto le evidenze disponibili non mettono in luce alcun caso di presenza di virus competente per la replicazione.

Gli alunni e/o tutte le persone che sono indicati come “contatti stretti” del positivo dovranno sottoporsi a un isolamento fiduciario per 10 giorni, trascorsi i quali sarà sottoposto a tampone antigenico rapido o molecolare.