Scuola, non tutte le superiori riaprono: elenco e date per Regione

Mentre i contagi Covid, purtroppo, continuano ad aumentare, diverse Regioni in zona rossa hanno deciso di rimandare il ritorno in classe per gli alunni delle scuole superiori

Mentre i contagi Covid, purtroppo, continuano ad aumentare, diverse Regioni in zona rossa hanno deciso di rimandare la riapertura delle scuole superiori, distaccandosi da ciò che è stato approvato con il nuovo Dpcm gennaio.

Scuola e ritorno in classe: cosa prevede il nuovo Dpcm Conte

Didattica in presenza ma ad orari scaglionati e ad alternanza per evitare assembramenti e ridurre il rischio di infezioni: questo ha previsto il nuovo Dpcm Conte, in merito al ritorno in classe dei ragazzi e delle ragazze della scuola secondaria di secondo grado. Il numero delle persone risultate positive al Covid, però, ha spinto diversi Presidenti di Regione a rimandare il ritorno in aula anche degli alunni più grandi, approvando restrizioni più severe rispetto a quanto aveva previsto l’Esecutivo.

“La didattica a distanza non funziona più”, aveva dichiarato pochi giorni fa la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, eppure le sue parole non sono riuscite a superare lo scetticismo di molti governatori regionali, che di fronte ad un indice Rt alto e il rischio di un nuovo boom di contagi, hanno deciso di derogare – nel pieno delle loro funzioni sia chiaro – alle indicazioni del Governo centrale.

Le scuole che non riaprono: date e Regioni

Tre sono, ad oggi, le Regioni che hanno deciso di non riaprire le scuole superiori fino a quando lo scenario di rischio sarà alto all’interno del proprio territorio: si tratta di Sicilia, Puglia e Basilicata, che hanno deciso di prolungare il periodo di Dad anche per gli alunni e le alunne della scuola secondaria di secondo grado.

Nello specifico, il Presidente siciliano Nello Musumeci, dichiarando la Regione zona rossa per 14 giorni, ha deciso di ricorrere in questo periodo alla didattica a distanza anche per i licei e le scuole superiori, derogando quindi a quanto indicato dal Governo (che col nuovo Dpcm aveva previsto il ricorso a forme flessibili della didattica in presenza, con almeno il 50/75% di alunni in classe, ad alternanza). Se la curva dei contagi continuerà a salire, inoltre, non è escluso che lo stesso chiuda anche scuole primarie e dell’infanzia.

Dello stesso parere il governatore pugliese Michele Emiliano, che manterrà in Dad le scuole superiori per un’altra settimana, rimandando il ritorno in classe fissato al 18 gennaio dal nuovo Dpcm.

Dad fino al 31 gennaio, invece, per gli studenti delle scuole superiori di secondo grado che risiedono in Basilicata. In questa regione, infatti, il Presidente Vito Bardi ha deciso di rimandare il rientro in aula, in questo caso con un’apposita ordinanza anti-Covid.

Didattica digitale integrata in Friuli Venezia Giulia

Alla Ddi (Didattica digitale integrata) ha deciso di ricorrere infine il Friuli Venezia Giulia. In questo caso specifico gli alunni dei licei alterneranno la loro presenza in aula presentandosi a lezione in numero minore rispetto a quello della classe al completo. La Ddi, infatti, è complementare alla didattica in presenza: gli studenti quindi si recano a scuola per un numero stabilito di ore alla settimana (variano da istituto a istituto). Nelle restanti, invece, seguono le lezioni da casa, a distanza.

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