Scuola, scontro sui trasporti: dopo i “congiunti” nasce il “gruppo abituale”

In attesa di risolvere i nodi dei trasporti per la riapertura della scuola, arriva l'idea per togliere il metro di distanza sui bus

Dopo le etichette di “congiunti” e “affetti stabili”, è nata una nuova definizione per individuare i soggetti con cui si possono avere contatti teoricamente a riparo da contagio da coronavirus. Nel vertice con i governatori per stabilire le regole della mobilità a scuola, il ministero dei Trasporti ha concepito il concetto di “gruppo abituale”, per indicare nel caso specifico la scolaresca che sullo scuolabus può stare più a stretto contatto.

Scuola, vertice sulla riapertura: è scontro sui trasporti

Nel nuovo confronto sulle linee guida per la ripartenza della scuola, le Regioni hanno dato il via libera sulle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai. Rimangono però i nodi irrisolti dei trasporti.

Sul tema continua la battaglia tra il Comitato tecnico scientifico che non vuole transigere sul metro di distanza a bordo dei bus e i governatori che invece insistono sull’impossibilità di lasciare vuoti a metà i mezzi di trasporto pubblico.

Scuola, sui bus nasce il “gruppo abituale”: che significa

Tra le diverse soluzioni ideate spunta allora la proposta di una deroga al metro di distanza sui bus fondata sul “principio del gruppo abituale esteso ai componenti della stessa classe“, come ipotizzato dal presidente della Commissione Trasporti, Fulvio Bonavitacola.

Dall’ultima Conferenza delle Regioni è arrivato intanto il nulla osta al documento con le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” in attesa di un nuovo incontro nelle prossime ore per superare lo stallo attorno alla mobilità scolastica.

Nel vertice di ieri alla presenza dei ministri Boccia, De Micheli, Speranza e Azzolina, il Cts ha ribadito alcune misure da adottare sui bus necessarie al rientro a scuola: dalla fornitura di ulteriori mezzi per aumentare le corse, all’uso dei separatori ‘anti-goccioline’ sui bus, fino all’adozione di sistemi con filtri innovativi per un maggiore ricambio dell’aria a bordo.

Ancora, l’utilizzo di bus privati, una diversificazione degli orari di apertura delle scuole (con due blocchi orari in particolare per le superiori, nella fascia 7,30-9,30), norme diverse per il trasporto urbano e quello regionale o extraurbano e la moral suasion da parte degli stessi controllori.

Sullo scontro a proposito dei trasporti il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli, si dice preoccupato: “È assolutamente necessario fare in modo che i ragazzi possano raggiungere le scuole e possano farlo in sicurezza. Non possiamo rischiare che la ripresa della scuola, dopo tanta fatica e un immenso lavoro dei dirigenti e del personale tutto, si areni ora sul problema trasporti che, lo ricordo, è noto da tempo”.

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