Scuola, gli scenari possibili dell’epidemia in autunno per l’Oms

Il direttore aggiunto dell'Oms Ranieri Guerra fa una previsione degli orizzonti possibili dell'epidemia in vista dell'autunno

Il direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e membro del Comitato Tecnico-scientifico, Ranieri Guerra esclude una chiusura totale e mondiale per il Covid-19 come quella scattata in primavera. “Un lockdown globale è improponibile”, commenta “siamo in una posizione diversa”, nella quale “stiamo ancora vivendo di rendita rispetto a quanto il lockdown ha permesso di ottenere”.

Gli scenari possibili dell’epidemia in autunno per l’Oms, Ranieri Guerra: “Lockdown da escludere”

Nonostante la pandemia continui a registrare numeri preoccupanti a livello globale, l’Oms ha rilevato nell’ultimo report un piccolo rallentamento del 5% dei contagi e del 12% dei decessi in particolare nel continente americano, tra i più colpiti dal Covid-19.

Sono forse questi dati che infondono ottimismo nelle parole del rappresentante dell’Organizzazione mondiale della Sanità, in previsione di un autunno che però potrebbe riservare una seconda ondata di infezioni, nascosta tra l’altro dall’arrivo dell’influenza stagionale e di altre malattie portate dall’abbassamento delle temperature.

Per il professore Guerra adesso possiamo contare su “piani ospedalieri aggiornati e sono aumentate le strutture di terapia subintensiva e intensiva” e non si deve sottovalutare il fatto che  “non ci troviamo più di fronte a un virus del tutto sconosciuto”. Fattori che perlomeno in Italia potrebbero scongiurare un secondo lockdown.

L’abbassamento dell’età media dei contagi, continua Guerra “ci fa capire che gli anziani si proteggono rigorosamente, cosa che non fanno i giovani, forse anche per colpa del messaggio dato inizialmente”.

Gli scenari possibili dell’epidemia in autunno per l’Oms: il fattore riapertura delle scuole

Ma il momento spartiacque per capire che piega prenderà lo sviluppo della pandemia è rappresentato dalla riaperture delle scuole, inevitabilmente luogo di aggregazione e quindi assembramenti e possibile terreno per nuovi focolai. Nemmeno gli esperti del Comitato tecnico scientifico sanno cosa aspettarsi dal ritorno alle attività didattiche.

Con un maggior ricorso ai trasporti pubblici a settembre e quindi una mobilità più intensa di famiglie e studenti, Ranieri Guerra prevede che si possa creare una sorta di “corto circuito fra scuole e famiglie” che potrebbe portare a “un aumento ulteriore dei casi, speriamo contenibile”. Questo è lo scenario più probabile descritto per l’Italia dall’esperto del Cts.

D’altra parte il professor Guerra chiarisce che gli istituti “devono riaprire perché i danni su una generazione privata dell’educazione potrebbero essere incolmabili” . Ma sarà essenziale tracciare immediatamente i contatti e proteggersi adeguatamente” in caso di insorgenza di contagi dentro i plessi scolastici, ed è altrettanto importante adottare misure diversificate a seconda delle scuole di grado differente perché “il rischio per bambini delle primarie sembrerebbe inferiore rispetto a quella dei ragazzi delle medie inferiori e superiori, assimilabili agli adulti”.

Se la situazione dovesse sfuggire di mano anche a causa di nuovi focolai a scuola ecco che ci si ritroverebbe con “un aumento dei casi tale che sul territorio non si riuscirebbe più a fare diagnosi e tracciamento adeguati” causa ed effetto di “un aumento dei ricoveri, anche se in media i casi potrebbero essere meno gravi in quanto in ospedale si arriverebbe comunque prima”.

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