Scuola, come saranno le lezioni a gennaio: le misure anti Covid del Governo

Al vertice tra Regioni e Governo si decide il futuro della scuola, con il ritorno in classe previsto per il 7 gennaio, ma ad alcune condizioni

Il Governo vuole riaprire il prima possibile la scuola dopo le vacanze di Natale. Lo ha sottolineato il premier Giuseppe Conte intervenendo, con un video messaggio, all’evento Ripensare l’educazione nel XXI secolo, organizzato dalla ministra Lucia Azzolina. “La didattica si è dimostrata un risorsa, ma l’obiettivo è far tornare in classe ragazze e ragazzi. Condividere la scuola insieme agli insegnanti è un valore fondamentale”, ha dichiarato il presidente del Consiglio.

“A scuola si radicano principi in grado di combattere i mali della società come il femminicidio e il bullismo“, ha continuato Giuseppe Conte nel videomessaggio destinato agli insegnanti. “Presteremo attenzione agli edifici scolastici, all’ammodernamento, alla formazione dei docenti e del personale scolastico. Non esiste un investimento più proficuo di questo. Buon lavoro alla ministra Lucia Azzolina, alle ragazze e ai ragazzi”.

Riapertura della scuola: le proposte del Governo alle Regioni

La scuola in presenza dovrebbe ripartire il 7 gennaio, ma prima dovranno essere fatti degli interventi mirati a diminuire le possibilità di contagio e rendere gli istituti sicuri. Per questo il Governo, durante il vertice con le Autonomie e la Cabina di regia del 19 dicembre, ha messo sul tavolo diverse proposte che dovranno essere valutate e in parte applicate dai presidenti di Regione.

Dai territori arrivano richieste specifiche, come quella di abbassare la soglia degli studenti da riportare in classe dal 75% attualmente prevista al 50%. Senza dimenticare l’appello di Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, che ha sottolineato che prima di ripartire in tutto il territorio nazionale “andrà valutata la situazione epidemiologica anche a livello locale”.

Riapertura della scuola: cosa cambia per il trasporto pubblico

Per prima cosa si dovrà sciogliere il nodo mezzi pubblici prima di procedere con la riapertura delle scuole. Agli enti locali viene chiesto di riorganizzare il servizio, con la possibilità di utilizzare i bus turistici e privati all’interno delle flotte delle compagnie di trasporto.

Oltre a rinforzare la disponibilità di treni e bus locali, le misure pensate dall’esecutivo per ridurre la pressione sul trasporto pubblico prendono in considerazione un aumento delle ore di smart working per dipendenti pubblici e privati, l’apertura posticipata alle 10.30 dei negozi e gli ingressi a scuola scaglionati in due o più turni durante la mattinata.

Riapertura della scuola: screening e prevenzione con l’Esercito

Le Regioni sono invitate dal Governo a effettuare screening di massa su tutta la popolazione scolastica, dunque studenti, docenti e operatori. Diverse unità speciali, anche con personale militare, potrebbero essere messe in campo per somministrare tamponi rapidi ai sintomatici e attivare il contact tracing per ricostruire la catena di contagi.

Riapertura della scuola: lezioni fino al 30 giugno per recuperare

Il documento dell’esecutivo prevede un cambiamento del calendario scolastico, con le lezioni protratte fino al 30 giugno per tutte le scuole di ordine e grado, fatta eccezione per le classi di terza media e quinta superiore, così da recuperare i rallentamenti sul programma dovuti alla didattica a distanza. Misura, quella della Dad, che non potrà più essere invocata liberamente dalle Regioni.

Scuola: nessuna chiusura dei governatori e Dad decisa dai ministeri

Ai governatori viene infatti negata la prerogativa di chiudere le scuole, come avvenuto durante la prima e la seconda ondata di coronavirus. Prima di firmare ordinanze in materia dovranno, anche a fronte di nuovi incrementi dei contagi, consultare il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione.

La didattica a distanza, si legge nel documento che il Governo ha posto sul tavolo con le Regioni, è una misura “residuale e disposta unicamente sulla base di evidenze scientifiche condivise e verificate con i dicasteri competenti”.

Riapertura della Scuola: più fondi per il personale e mezzi pubblici

Anche l’esecutivo prevede nuove misure, con più risorse dedicate al Fondo del Mof, per il Miglioramento dell’offerta formativa, che serviranno a pagare il personale Ata chiamato a lavorare anche nel pomeriggio, e più investimenti nei servizi di trasporto pubblico aggiuntivi.

Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità dovranno inoltre procedere all’aggiornamento dei protocolli per i casi sospetti nelle scuole prima di sciogliere definitivamente i dubbi sulla riapertura delle scuole prevista per il 7 gennaio dall‘ultimo Dpcm.

 

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