Scuola, nuovi requisiti insegnamento: dai crediti al tirocinio. Cosa cambia

Scuola, pronta la riforma per l'accesso alla professione di docente: come cambiano le regole e i requisiti per l'insegnamento

Che il Governo abbia intenzione di rimettere mano sul reparto scuola e insegnamento lo ha confermato anche il Presidente Mario Draghi recentemente, che in conferenza stampa ha ribadito di stare lavorando insieme ai tecnici affinché buona parte delle risorse del PNRR siano destinate a questo settore. In questo contesto si inserisce anche il progetto di riforma per l’accesso alla professione di docente, che prevede di cambiare regole e requisiti per l’insegnamento.

Chi potrà insegnare dopo la riforma: regole e requisiti per l’insegnamento

Il primo intervento rilevante promosso dalla riforma scolastica riguarda i requisiti per l’accesso all’insegnamento. Secondo quanto annunciato (qui la conferenza), l’Esecutivo pare abbia in mente di rivedere le regole per l’abilitazione, riconoscendola a coloro i quali possono far valere 60 crediti universitari (24 dei quali di tirocinio formativo).

La riforma è stata anticipata dai responsabili dei ministeri Istruzione e Università, Patrizio Bianchi e Maria Cristina Messa, ai capigruppo di maggioranza delle VII commissioni di Camera e Senato, martedì 9 novembre 2021. Stando a quanto emerso, tuttavia, il testo definitivo dovrebbe essere approvato insieme alla prossima legge di bilancio. L’intervento, quindi, rientra tra quelli previsti dalla manovra 2022.

Concorso insegnamento: come cambia l’accesso alla professione docente con la riforma scuola

La riforma scuola andrebbe a rivedere anche le regole per l’accesso al concorso insegnanti. Nello specifico, il titolo universitario conseguito (ovvero i 60 CFU e il tirocinio) permetterà l’iscrizione al bando e la partecipazione alla selezione.

Le prove del concorso saranno ridotte ad una sola prova scritta, ovvero un test a risposta multipla.

Per contrastare la situazione di precariato nel mondo della scuola, inoltre, si sta valutando di permettere agli studenti universitari di scegliere, durante il corso di laurea, esami utili a conseguire 60 crediti nel settore pedagogico (compreso il tirocinio da svolgere presso le scuole). In questo modo la laurea conseguita avrà valore abilitante. Anche in questo caso, tuttavia, l’ammissione a ruolo dipenderà dal superamento del concorso. Rimane invece l’anno di prova, conseguente al superamento dei test, per la conferma del posto.

“Abbiamo scelto di cominciare con l’istruzione perché il piano dovrebbe disegnare l’Italia di domani”, ha dichiarato Mario Draghi. “Istruzione e ricerca sono determinanti per la crescita e l’economia – ha aggiunto lo stesso durante la conferenza stampa di presentazione del PNRR– ma anche per il benessere dei giovani che non devono andare a cercare e crearsi un destino fuori dall’Italia”.

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