Scuola, chi deve provare la temperatura agli studenti: il Piemonte si dissocia

Il Comitato Tecnico Scientifico ha spiegato nelle linee guida a chi tocca misurare la temperatura a bambini e ragazzi prima dell'ingresso a scuola. Ma c'è un'eccezione

Mentre la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina annuncia lo stanziamento di 2,9 miliardi e più risorse grazie al Recovery Plan europeo, come stabilito nelle linee guida per la scuola decise dal Comitato Tecnico Scientifico e dal Governo, la responsabilità della rilevazione della temperatura degli studenti è stata affidata alle singole famiglie.

Toccherà quindi ai genitori verificare che i propri figli non abbiano la febbre prima di andare a scuola ogni mattina. Ma non sarà così in una Regione.

Piemonte in controtendenza

In Piemonte, per ordinanza emanata dal governatore Alberto Cirio, saranno le scuole a dover misurare la temperatura a bambini e ragazzi.

In pieno caos da rientro, con il ritorno in classe in quasi tutta Italia il 14 settembre (con alcune eccezioni), la Regione Piemonte raccomanda a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’ingresso a scuola.

Qualora l’istituto, “per ragioni oggettive e comprovate”, non fosse nelle condizioni di farlo, dovrà prevedere un meccanismo di verifica quotidiana, attraverso un’autocertificazione che potrà essere fornita sul registro elettronico, sul diario o su un apposito modulo, per controllare che la temperatura sia stata effettivamente misurata dalla famiglia.

Nel caso in cui uno studente dovesse presentarsi senza autocertificazione, la scuola avrà l’obbligo di misurare la febbre per consentirne l’ingresso in classe. In questa operazione gli istituti potranno avvalersi dei volontari delle associazioni, come Protezione civile e Carabinieri.

Il piano anti-Covid del Piemonte

La decisione è stata adottata perché Cirio e il suo assessore all’Istruzione Elena Chiorino sono convinti che “un elemento così delicato e importante non possa essere lasciato alla sensibilità delle singole famiglie”. Perché “mandare a scuola un bambino con la febbre mette a rischio lui, gli altri bambini e tutto il personale scolastico. E questo non lo si può permettere, perché vogliamo che quando i nostri figli sono a scuola siano in un luogo sicuro”.

La Regione Piemonte lamenta che lo Stato avrebbe dovuto dotare le scuole di strumentazione adeguata. Visto che così non è stato, aggiunge il presidente, la Regione ha stanziato 500mila euro per l’acquisto di termometri o termoscanner.

Per consentire agli studenti che dovessero avere la febbre di effettuare nel giro di tre ore il tampone, che sarà esaminato in via preferenziale, ogni Asl verrà dotata di una corsia esclusiva.

Le regole a scuola

L’assessore alla Sanità Luigi Icardi ha fatto sapere di aver predisposto delle linee guida con i medici, pediatri e con il sistema sanitario territoriale.

Le linee trattano di ruolo dei genitori e responsabilità individuale, formazione degli operatori, misure organizzative generali, igienico-sanitarie e di prevenzione, somministrazione dei pasti, cosa fare in presenza di casi sospetti di Covid, tutela dei lavoratori della scuola.

Inoltre, forniscono indicazioni per gli studenti con disabilità e dettano le cinque regole per il rientro in sicurezza:

  • se lo studente presenta sintomi di infezioni respiratorie acute (febbre, tosse, raffreddore) deve parlarne immediatamente con i genitori e non andare a scuola.
  • quando si è a scuola, bisogna indossare una mascherina per la protezione del naso e della bocca
  • seguire sempre le indicazioni degli insegnanti e rispettare la segnaletica realizzata nelle scuole
  • mantenere sempre la distanza di sicurezza di l metro, evitare gli assembramenti, soprattutto in entrata e uscita, e il contatto fisico con i compagni.
  • lavare frequentemente le mani o usare gli appositi dispenser per tenerle pulite
  • evitare di toccarsi il viso e la mascherina.

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