Sardegna, tutti contro l’ordinanza di Solinas

Il Presidente della giunta sarda emana una nuova ordinanza, ma finisce con lo scatenare le reazioni di forze politiche ed economiche

In Sardegna si entra solo con certificato medico. O, comunque, si può restare solo se si dimostra di essere non infetti o immuni dal SARS-CoV-2 entro 48 ore dall’arrivo. Al termine della stagione estiva, il Presidente della giunta sarda Christian Solinas emette una nuova ordinanza per regolare gli ingressi nell’isola. Una misura che a molti sembra arrivare in ritardo e, non solo per questo, fa da detonatore a nuove polemiche.

Nelle settimane passate, infatti, la Sardegna è stata al centro della cronaca “sanitaria” nazionale. Migliaia e migliaia di turisti di ritorno dall’isola, infatti, hanno affollato i “drive in” e i punti di primo soccorso delle regioni di appartenenza, per verificare se fossero o meno positivi al nuovo Coronavirus. Nonostante ciò, e nonostante i focolai legati ai locali della movida sarda (come il Billionaire), la Sardegna non aveva posto alcun limite in ingresso. Almeno fino a oggi.

Cosa prevede la nuova ordinanza per entrare in Sardegna

L’ordinanza 43 dell’11 settembre 2020 riguardante nuove “misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da COVID-19”, la giunta regionale guidata da Solinas stabilisce che chi vuole entrare in Sardegna, sia via mare sia via aereo, deve registrarsi preventivamente via web o via app utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla stessa amministrazione regionale. In particolare, si può utilizzare lo sportello unico dei servizi della Regione Autonoma della Sardegna o l’app “Sardegna sicura”.

L’articolo 10 dell’ordinanza regionale, invece, prevede che “tutti i passeggeri che intendono fare ingresso nel territorio regionale, provenienti dall’estero e/o dal territorio nazionale, sono invitati a presentare, all’atto dell’imbarco, l’esito di un test – sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido – eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza, che abbiano dato esito negativo per covid-19″. Insomma, chi vuole entrare in Sardegna deve presentare un documento che certifichi di non aver contratto il virus.

Ordinanza Coronavirus Sardegna, le reazioni

Come detto, l’ordinanza di Solinas ha immediatamente attirato critiche, tanto dalle opposizioni consiliari quanto da alcuni esponenti del Governo. Per l’opposizione, l’ordinanza è incompatibile con la Costituzione e un boomerang per il settore turistico. “Nel testo si utilizzano termini che sembrerebbero non rendere obbligatoria la certificazione – osserva il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau – in realtà tutti sono costretti ad accettare di fare un test dopo lo sbarco, quindi di fatto c’è un’imposizione per chi arriva nell’Isola”. Una modalità che potrebbe avere pesanti ricadute in questo ultimo scorcio della stagione turistica.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Francesco Boccia. Il ministro ha annunciato l’intenzione di voler avviare una verifica sulla legittimità dell’ordinanza. Per l’esponente dell’Esecutivo, infatti, il cosiddetto “passaporto sanitario” è incostituzionale e, nel caso fossero rilevati punti di incostituzionalità “Non esiste in nessun Paese un passaporto sanitario – ha affermato Boccia – , non tra un Paese e un altro, figuriamoci tra una regione e l’altra. O siamo persone serie o significa usare le istituzioni per fare propaganda, ed è inammissibile”.

Infine, anche Confindustria interviene sulla decisione della Regione Sardegna. Lo fa con Nicola Monello, presidente della Sezione Turismo di Confindustria Centro Nord Sardegna, che chiede maggior chiarezza sulle modalità di controllo e ingresso nell’isola. Il rischio, infatti, è quello di far scappare gli ultimi turisti. “Riteniamo che la tempistica dell’ordinanza numero 43 sia del tutto sbagliata. Mancano infatti 3-4 settimane alla fine della stagione turistica. Perché non lasciarci finire di lavorare tranquilli, proprio ora che l’onda mediatica che aveva investito la Sardegna si era attenuata?”.

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