La Sardegna si blinda: cosa cambia per i non residenti con la nuova ordinanza Solinas

Il 17 marzo il presidente della Regione Christian Solinas ha firmato una nuova ordinanza per il contenimento dell'epidemia Covid

Mentre in tutta Italia si riparte con la campagna vaccinale (con la novità dei vaccini in farmacia), la Sardegna si blinda. Il 17 marzo il presidente della Regione Christian Solinas ha firmato una nuova ordinanza per il contenimento dell’epidemia Covid.

Nell’unica zona bianca d’Italia (qui la nuova mappa a colori), obiettivo dichiarato del governatore è evitare un rialzo dei contagi che potrebbe essere facilmente causato dall’arrivo di persone sull’isola provenienti dal resto d’Italia. I riflettori sono accesi soprattutto su chi proviene dalle zone rosse e sui proprietari di seconde case nell’isola, che si stima siano circa 220mila, concentrate soprattutto nelle zone della Gallura e del Sassarese.

Il governatore, che sottolinea di non aver ricevuto alcuna osservazione da Roma, è convinto di aver messo in campo un “modello di buon senso” che ha il fine alto di tutelare al meglio la salute pubblica. “Abbiamo interlocuzioni costanti e crediamo che questo modello possa essere un laboratorio per tutto il Paese”. Un provvedimento che Solinas definisce “assolutamente in sintonia con l’attuale quadro normativo”.

Solinas è stato preceduto da alcuni sindaci sardi che avevano annunciato ordinanze locali per vietare l’invasione dei non residenti nelle seconde case, ad esempio nei Comuni di Bauladu, Macomer, Scano Montiferro e Villanovaforru, nelle zone interne della Sardegna, e sulle coste dell’Ogliastra il comune di Girasole.

Cosa cambia con la nuova ordinanza Solinas

Nell’ordinanza, in vigore dal 18 marzo fino al 6 aprile 2021, si stabilisce che l’ingresso in Sardegna per recarsi presso le proprie seconde case da parte di persone non residenti è consentito solo in presenza di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e/o di indifferibilità documentata, o per motivi di salute.

Non solo. Vengono poste alcune regole anche per compagnie aeree e navi e traghetti, che sono tenuti, prima dell’imbarco dei passeggeri, ad acquisire e verificare, oltre alla ricevuta dell’avvenuta registrazione dei passeggeri sull’applicazione “Sardegna Sicura”, la documentazione attestante il possesso dei requisiti previsti dal Dpcm 2 marzo 2021 per gli spostamenti dalle Regioni di provenienza. E nel caso di documentazione incompleta o mancanza dei requisiti, vietarne l’imbarco.

I passeggeri che, come previsto per gli ingressi in Sardegna, si sono sottoposti al tampone rapido antigenico al quinto giorno successivo a quello di sottoposizione al primo tampone presso le aree dedicate nei porti e aeroporti, o che si sono sottoposti al tampone molecolare entro 48 ore dall’ingresso nel territorio regionale, devono darne atto sempre attraverso la piattaforma Sardegna Sicura.

Il Tar dà ragione alla Sardegna

Che la Sardegna sia sulla strada giusta lo conferma anche il Tar, che ha stabilito l’ok alle precauzioni e ai limiti presi dalla Regione per evitare che si ripeta nelle giornate di Pasqua l’invasione turistica della scorsa estate.

“Proprio l’attuale classificazione della Sardegna come zona bianca giustifica la previsione di strumenti precauzionali come quelli introdotti dalla Regione” dice il Tar nell’ordinanza con la quale è stato respinto il ricorso cautelare presentato da Comicost, Comitato per le libertà costituzionali e 79 cittadini, quasi tutti fuori isola, che si sono aggiunti all’iniziativa legale.

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