Rsa, ripartono le visite ai parenti: dal green pass alla mascherina Ffp2, le nuove regole

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza con cui consente, regolamentandole, le visite di parenti e amici agli anziani ospiti nelle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie

In mezzo al fitto calendario di riaperture (qui trovate tutte quelle confermate ad oggi, che però potrebbero essere anticipate dal governo), anche le RSA ripartono a pieno regime. Il ministro della Salute Roberto Speranza, infatti, ha firmato un’ordinanza con cui consente nuovamente, regolamentandole, le visite di parenti e amici agli anziani ospiti nelle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie.

L’elevato livello di copertura vaccinale raggiunto tra gli ospiti e il personale consentono una ripresa dei contatti, seppur con limitazioni. Una ripresa “in piena sicurezza” assicura il ministro, che ringrazia le Regioni e il Comitato Tecnico Scientifico che hanno lavorato in sintonia con il ministero della Salute. “È ancora necessario mantenere la massima attenzione e rispettare le regole e i protocolli previsti, ma condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo la distanza indispensabile per proteggerli”.

I visitatori potranno andare a trovare i loro cari nelle RSA nel rispetto delle indicazione formulate nel documento “Modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”, elaborato con Regioni e Comitato tecnico scientifico.

L’accesso riguarda i familiari e visitatori a queste strutture:

  • strutture di ospitalità
  • strutture di lungodegenza
  • residenze sanitarie assistite (RSA)
  • hospice
  • strutture riabilitative
  • strutture residenziali per anziani, autosufficienti
  • strutture residenziali sociosanitarie.

Il documento, in vigore fino al 30 luglio 2021, prevede che il direttore sanitario o l’autorità sanitaria competente in relazione allo specifico contesto epidemiologico possano adottare misure precauzionali più restrittive necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Rsa e certificazione verde (green pass)

La prima inderogabile regola è che per poter accedere è necessario esibire, al momento dell’accesso alle strutture, la certificazione verde, il green pass previsto per chi abbia già avuto il Covid, si sia già sottoposto a vaccinazione completa oppure abbia effettuato un tampone antigenico entro le 48 ore precedenti (qui tutte le info su cos’è e come funziona).

II possesso e la presentazione del certificato verde non sostituisce comunque il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio né l’interruzione dei programmi di screening dove previsti.

La programmazione delle visite deve considerare le condizioni dell’ospite, si legge nel documento del Ministero, e cioè età, fragilità e stato immunitario, ma anche del visitatore, nonché le caratteristiche logistiche della struttura stessa e le condizioni epidemiologiche, proprie della struttura e del suo territorio di ubicazione e del territorio di provenienza del visitatore o del territorio di destinazione dell’ospite in uscita.

La pianificazione degli accessi e delle uscite deve anche tenere in debita considerazione non solo i bisogni clinico-assistenziali-terapeutici dell’ospite, ma anche quelli psicologici, affettivi, educativi e formativi.

Devono essere favoriti nella massima sicurezza possibile gli accessi di familiari, parenti e visitatori e le uscite programmate degli ospiti, intraprendendo tutte le modalità organizzative/strutturali necessarie.

Condizioni della struttura per l’accesso dei visitatori e l’uscita degli ospiti

Nel caso in cui all’interno delle strutture si riscontri la presenza di casi positivi tra gli ospiti o il personale, l’accesso dei visitatori è consentito esclusivamente sulla base delle valutazioni della Direzione Sanitaria o del referente medico/referente Covid della struttura o altra figura di riferimento in base alla specifica organizzazione regionale, e comunque solo nell’ipotesi in cui venga garantita una netta separazione strutturale o organizzativa (es. aree completamente separate e con staff differenziato o con soluzioni che garantiscano la separazione dei percorsi e dell’assistenza) delle attività dedicate agli ospiti Covid positivi rispetto a quelle Covid-free.

I gestori sono tenuti a trasmettere alle ASL le modalità organizzative adottate sulla base delle presenti indicazioni, per consentirne la condivisione e le eventuali verifiche.

Modalità organizzative generali per l’ingresso dei visitatori

In via generale e nelle disponibilità organizzative della struttura, deve essere assicurata sempre la possibilità di dare continuità al sostegno e supporto affettivo agli ospiti attraverso videochiamate o altre forme di collegamento da remoto.

Compatibilmente con la disponibilità di personale da dedicare alle visite in presenza, la struttura garantisce una programmazione degli accessi dei familiari lungo l’arco della giornata con modalità e forme atte a evitare assembramenti.

La visita deve essere prenotata, fatto salve situazioni di emergenza clinica/psicologica o altrimenti non prevedibile, e vanno fornite informazioni clinico-anamnestiche circa il rischio di Covid, oltre che naturalmente è vietato presentarsi in caso di febbre.

Gli accessi devono riguardare di norma non più di 2 visitatori per ospite per visita, identificati dall’ospite o, in caso di sua incapacità certificata, identificati nella sfera di relazione/affetti dell’ospite stesso e per una durata definita per favorire anche frequentemente le visite a tutti coloro che vengono autorizzati.

In specifiche condizioni cliniche/psicologiche (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo: nelle fasi del fine vita, in caso di utenti minori, depressione grave, deterioramento cognitivo, specifiche disabilità psichiche o sensoriali, gravissime disabilità, stati vegetativi ecc.) è possibile valutare l’alternanza di più visitatori individuati specificamente, così come per eventuali caregiver, anche per frequenze e durate superiori.

Devono comunque essere evitati assembramenti di persone e deve essere assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra visitatori, estendibile fino a 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale.

All’ingresso i familiari/visitatori, oltre ad esibire la certificazione verde Covid-19, sono sottoposti al protocollo di sorveglianza già in uso presso la struttura, in particolare:

  • verifica all’ingresso, con un questionario (check-list), che i visitatori siano in buona salute, limitatamente ai dati sanitari correlabili a Covid-19
  • rilevazione della temperatura al momento dell’accesso alla struttura tramite termoscanner;
  • firma del “Patto di Condivisione del Rischio“;
  • conservazione del registro degli accessi per almeno 14 giorni;
  • rispetto delle norme igienico-sanitarie per la prevenzione della diffusione del SARS-CoV-2, tra le quali: igiene delle mani, distanziamento, igiene respiratoria, divieto di introdurre oggetti o alimenti portati da casa se non in accordo con la struttura ed esclusivamente sanificabili secondo le procedure ordinarie.

Regole anti-Covid all’interno delle Rsa: mascherina Ffp2 e distanziamento

Il familiare/visitatore deve sempre effettuare l’igiene delle mani all’ingresso e all’uscita dalla struttura e indossare sempre e correttamente i dispositivi di protezione individuale in base al livello di rischio: la mascherina deve essere almeno una FFP2 o superiore.

Vanno garantiti, dove possibile, percorsi distinti di accesso e di uscita dei familiari/visitatori agli spazi dedicati alla visita. I percorsi dovrebbero evitare, quando possibile, l’ingresso all’interno della struttura e rendere possibile l’accesso diretto agli spazi esterni dedicati alle visite. Per la stessa ragione, dovrebbero essere evitate sovrapposizioni con i percorsi di ingresso e di uscita di altre tipologie di soggetti: operatori, familiari destinati a visite all’interno della struttura, pazienti ambulatoriali.

Il familiare/visitatore deve sempre effettuare l’igiene delle mani all’ingresso e all’uscita dalla struttura e indossare sempre e correttamente i dispositivi di protezione individuale in base al livello di rischio: la mascherina deve essere almeno una FFP2 o superiore.

Massimo rigore nell’utilizzo delle mascherine, nel rispetto del distanziamento sociale e nel divieto qualsiasi forma di assembramento all’interno delle strutture.

Compatibilmente alle condizioni cliniche e di tollerabilità, l’ospite indossa i dispositivi di protezione delle vie aeree in base al livello di rischio almeno FFP2 o superiore.

II contatto fisico tra visitatore/familiare e ospite/paziente può essere preso in considerazione in particolari condizioni di esigenze relazionali/affettive. L’interazione con contatto fisico può avvenire esclusivamente tra familiare/visitatore in possesso della certificazione verde e di ospite/paziente vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi.

È sconsigliato l’accesso di minori di 6 anni.

In caso di ospite/paziente Covid positivo, l’accesso da parte di familiari/visitatori nella stanza di degenza in isolamento deve essere prevista solo in caso di utenti minori e di pazienti in fin di vita o in altri specifici contesti a rischio di scompenso psichico.

Visite in spazi al chiuso

La visita deve avvenire preferenzialmente in spazi dedicati esclusivamente alla finalità della visita stessa.

È opportuno che la struttura identifichi spazi idonei, ampi ed arieggiati.

Necessario mantenere aperte il più possibile porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni.

In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, va verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti.

Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati.

Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.

Vanno mantenute adeguate procedure di sanificazione dei locali e l’areazione, detersione e sanificazione della stanza dove e avvenuta la visita con attenzione alle superfici e agli altri elementi che vengono toccati più frequentemente, come maniglie, interruttori, corrimano, ecc..

Visite in spazi esterni

In presenza di condizioni climatiche favorevoli vanno sempre privilegiati gli incontri in spazi aperti.

Le visite all’esterno hanno per target privilegiato, anche se non esclusivo, ospiti in grado di deambulare autonomamente con sufficiente sicurezza.

La necessità di utilizzare ausili per la deambulazione o una carrozzina non esclude comunque le visite in esterno se gli spazi sono idonei, quali assenza di barriere architettoniche e di altri ostacoli al corretto utilizzo degli ausili per ii movimento.

Visite all’interno del nucleo di degenza

In presenza di specifiche condizioni psico-fisiche (es. paziente allettato e difficilmente trasferibile, etc.) può essere valutata la visita all’interno del nucleo di degenza.

Nel caso in cui la visita nella camera dell’ospite/paziente risulti opportuna in considerazione del contesto e delle condizioni psico-fisiche o cliniche dell’ospite, può essere effettuata da parte di 1 solo familiare/visitatore qualora nella medesima camera convivano altri ospiti non vaccinati.

La visita deve comunque prevedere che il familiare/visitatore rispetti il protocollo previsto dalla struttura per questa specifica fattispecie utilizzando i dispositivi di protezione individuale coerenti con ii livello di rischio (almeno FFP2).

Rientri in famiglia e uscite programmate degli ospiti

Tenuto conto della rilevanza ai fini progetto assistenziale e del benessere psicosociale dei residenti, va garantita la possibilità di uscite programmate degli ospiti e rientri in famiglia.

L’uscita programmata degli ospiti dalle proprie strutture richiede una specifica regolamentazione da parte delle Direzioni sanitarie/Responsabili medici/Referente Covid-19 o dello specialista di riferimento o del medico curante in accordo con la Direzione della struttura.

La presenza di ospite/paziente vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi può favorire una maggior frequenza delle uscite, se richieste dalla persona. È comunque sempre necessaria la firma di un patto di reciproca responsabilità fra struttura e ospite, se persona cognitivamente competente) o fra struttura e figure legalmente rappresentative, in caso di incapacità naturale.

Patto di condivisione del rischio

Le strutture devono garantire una regolare informazione ai familiari sulla situazione clinica degli ospiti, non solo nei casi di positività dell’ospite al Covid, e sulle regole di prevenzione e sicurezza, fra cui quelle relative agli isolamenti e quarantene.

In caso di insorgenza dei sintomi Covid nei due giorni successivi alla visita in struttura è necessario informare la struttura stessa.

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