Chi rifiuta AstraZeneca: la prima e l’ultima regione per numero di somministrazioni

Al Meridione il 66,5% delle fiale rimaste in frigorifero, Italia a due velocità sul preparato di Oxford

“Il mancato sprint della campagna vaccinale è influenzato dalla mancata somministrazione di 1.286.041 dosi di AstraZeneca”. Con queste parole, Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE, mette a fuoco un’Italia che si sta muovendo a due velocità rispetto ai tempi dell’immunizzazione. Il 66,5% dell’1,3 milioni dosi di vaccino anglo-svedese attualmente non utilizzate, infatti, si trovano al Meridione.

Quali sono le regioni in cui il vaccino AstraZeneca è stato somministrato di più

In un quadro che vede contrapporsi il Sud e il Nord del Paese, alcune regioni risultano disporre di un maggior capitale, in termini di fiducia, nei confronti del preparato di Oxford. A fare la parte del leone sono Lombardia, Veneto e Piemonte, che hanno chiesto le fiale avanzate altrove per implementare la campagna di profilassi con un surplus di AstraZeneca.

Il commissario straordinario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo non sembra contrario all’idea di avvantaggiare i territori in cui la domanda si è rivelata più alta. Al punto che si starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di anticipare più dosi di AstraZeneca, tra quelle in arrivo, agli enti virtuosi. Un flusso tuttavia in corso di prosciugamento, come anticipato dall’Ue. E che porta a chiedersi se non sia possibile procedere con un vaccino diverso in sede di richiamo (qui i risultati di uno studio).

Il primato di regione con il numero di somministrazioni maggiore del vaccino di Oxford, è la Lombardia: 31mila le dosi in frigorifero, mentre le restanti, che rappresentano il 97%, sono state inoculate ai cittadini.

A seguire (limitatamente al Nord), il Veneto e il Piemonte. Con, rispettivamente, l’88% e il 78%.

La situazione al Sud e la regione che ha registrato il maggior numero di rifiuti

Come anticipato, la situazione è molto diversa al Sud. Calabria e Basilicata di certo non possono vantare le percentuali osservate negli enti al Settentrione. Qui infatti state somministrate, rispettivamente, il 70% e il 66% delle dosi disponibili di AstraZeneca. La maglia nera va però alla Sicilia, dove le inoculazioni hanno riguardato soltanto il 61% dei vaccini AstraZeneca disponibili. Sicuramente uno scenario molto distante dall’assalto che invece è andata in scena in questo Paese europeo.

Al Sud però la paura delle trombosi gravi non è uniformemente diffusa tra tutte le regioni: in Campania e Puglia la vaccinazione prosegue come previsto, anche nel segmento di AstraZeneca. In entrambi i casi è stato utilizzato l’88 per cento delle dosi.

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