Italia spaccata tra riaperture e vaccini: le Regioni che rischiano di più adesso

Il governo studia le aperture, mentre esplode il caso del vaccino Johnson & Johnson, sospeso in Usa per 6 casi di trombosi. Intanto il Covid non molla: ecco i livelli di rischio delle Regioni

Italia divisa tra il nodo aperture e il caos sul vaccino Johnson & Johnson, appena arrivato nel nostro Paese. L’Italia ha accolto le prime 184mila dosi del farmaco monodose. E mentre si delineano nuove regole meno rigide per la zona gialla, maggio sarà il mese delle riaperture assicura il Governo.

Le Regioni che sono avanti con i vaccini, e che risultassero con contagi in calo, potrebbero teoricamente riaprire prima (qui la mappa possibile).

Aperture a maggio? Il piano del Governo

Bar e ristoranti aperti a pranzo e forse anche a cena sfruttando gli spazi all’aperto, e ripartenza anche per palestre, cinema, teatri e musei. La bozza delle Regioni con le misure sarà discussa giovedì, nel corso della Conferenza Stato-Regioni. La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri, anticipa il ministro Giancarlo Giorgetti.

Ma il premier Mario Draghi ha già ribadito una condicio sine qua non: la tutela della salute dei cittadini. Non si può sacrificare la salute in nome dell’economia, questa la linea del premier. E dunque, si riapre solo se la curva epidemiologica e la campagna vaccinale lo consentiranno, dopo aver protetto a dovere anziani e persone fragili. Troppo presto quindi per avanzare ipotesi sulle date, si deciderà tutto alla luce dei contagi.

Ma tra le ipotesi in campo si parla della possibilità di posticipare il coprifuoco di 2 ore, dalle 22 a mezzanotte, di riaprire musei, cinema e teatri con regole ferree per il distanziamento, e far ripartire palestre e piscine, forse anche gli stadi. “A giugno si torna allo stadio, con l’Olimpico di Roma aperto per Euro 2021, con il 25% del pubblico sugli spalti” ha garantito la Sottosegretaria al Governo con delega allo sport Valentina Vezzali all’Adnkronos (qui trovate riassunte le regole al vaglio dell’Esecutivo).

Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, che i rumors di palazzo danno possibile alle dimissioni forzate spinto da Draghi, ha detto che, “premesso che tutto dipenderà dai dati, l’ipotesi di lavorare in modo particolare sulle riaperture per attività all’aperto è un’ipotesi che personalmente mi convince molto. Abbiamo bisogno di essere però prudenti perché fare un passo un po’ più lungo può farci tornare indietro”.

Perché il vaccino Johnson & Johnson è stato sospeso e cosa cambia per l’Italia

L’epidemia in Italia continua a pesare tantissimo. E la campagna vaccinale procede a rilento, soprattuto in alcune Regioni. Dopo i rallentamenti causati da AstraZeneca, ora tocca a J&J. Ieri la Food & Drug Administration e i Cdc americani hanno diffuso una dichiarazione riguardo al nuovo vaccino Janssen di J&J. Come misura precauzionale, è stata raccomandata “una pausa” dell’uso di questo siero.

Ma la squadra di Draghi ha già assicurato che la campagna in Italia proseguirà senza sospensioni questa volta. “Valuteremo se dare il vaccino di Johnson & Johnson agli over 60, e lo faremo non appena si potrà riprendere la campagna vaccinale con questo vaccino, nel giro di 2-3 giorni, forse anche meno” ha detto a Porta a Porta il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini. “Se poi si potrà aprire alla somministrazione dal medico di famiglia, in farmacia o nei punti di libero accesso che aumenteranno, lo vedremo”.

L’epidemia in Italia: le Regioni con rischio più alto

I contagi sono in lieve calo, ma la situazione negli ospedali resta esplosiva. Al momento, rimane alto e in aumento il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o aree mediche sopra la soglia critica (15 contro le 14 della settimana precedente). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in lieve aumento da 3.716 a 3.743, quello di persone ricoverate in aree mediche passa da 29.231 a 29.337.

Scendono però ancora lievemente l’incidenza (210,8 casi per 100mila abitanti, contro i 232,74 di prima) e l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici, che si fissa a 0,92. Segnali che certamente indicano che ci stiamo muovendo verso un miglioramento, ma ancora non basta.

Guardando al rischio delle Regioni, nell’ultimo monitoraggio Iss si osserva una diminuzione del livello generale del rischio, con 4 Regioni che hanno un livello di rischio alto e 15 moderato, di cui 4 ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e 1 Regione e 1 Provincia Autonoma che hanno una classificazione di rischio basso. Ecco tutti i livelli di rischio.

Regioni con rischio basso

  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Veneto

Regioni con rischio moderato

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Emilia-Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Marche
  • Molise
  • Piemonte
  • Umbria

Regioni con rischio moderato ad alta probabilità di progressione

  • Lombardia
  • Provincia autonoma di Trento
  • Sardegna
  • Sicilia

Regioni con rischio alto

  • Liguria
  • Puglia
  • Toscana
  • Valle d’Aosta.

Cosa sappiamo della relazione tra vaccino Johnson & Johnson e trombosi

Se non si prosegue spediti sul fronte vaccini, la curva continuerà a decrescere troppo lentamente, e potrebbe sempre rialzarsi a causa dell’allentamento delle misure di contenimento o di nuove varianti Covid.

È doveroso spiegare che già oltre 6,8 milioni di persone sono state immunizzate con il vaccino americano monodose Johnson & Johnson, ed altre 9 milioni di dosi sono state esportate all’estero.

Una misura di “estrema precauzione” dunque quella delle autorità sanitarie Usa, in attesa che domani venga convocato l’Advisory Committee on Immunization Practices, comitato del Cdc per le vaccinazioni, che dovrà analizzare i casi di trombosi che hanno colpito 6 donne vaccinate.

I 6 casi di trombosi hanno riguardato donne di età compresa tra 18 e 48 anni. I sintomi sono emersi tra 6 e 13 giorni dopo la somministrazione. Va anche precisato che solo un caso su questi 6 è stato mortale, e un’altra paziente si trova al momento in condizioni critiche.

Gli effetti collaterali durante la sperimentazione clinica sono stati generalmente lievi o moderati e sono stati risolti entro un paio di giorni dalla vaccinazione. I più comuni: dolore al sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e nausea.

Eventi di rarità assoluta, che però incidono fortemente sul sentire comune e sulla campagna vaccinale. Per questo l’unico approccio sensato è guardare i numeri, senza inutili allarmismi. La stessa EMA-Agenzia europea del farmaco ha spiegato che la sicurezza di J&J, come per gli altri vaccini, è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto oltre 44mila persone dai 18 anni in sui negli Stati Uniti, Sudafrica e America Latina. Lo studio ha dimostrato un’efficacia del 67%.

Anche gli esperti Usa hanno spiegato che il “pattern”, cioè la struttura, degli eventi rarissimi osservati in pazienti vaccinati con il vaccino Johnson & Johnson negli Usa è simile a quella di AstraZeneca in Europa. Troppo presto per fare “dichiarazioni generali”, ma sia il vaccino di J&J che quello di AstraZeneca sono a vettore virale, i cosiddetti adenovirus. La “probabile causa” di questi eventi rari potrebbe essere una risposta immunitaria che viene scatenata “molto raramente” e che attiva questi coaguli “estremamente rari”.

Dal canto suo il colosso Usa Johnson & Johnson ha ammesso di essere consapevole che “eventi tromboembolici, inclusi quelli associati a trombocitopenia, sono stati segnalati con i vaccini Covid-19. Ma al momento non è stata stabilita una chiara relazione causale tra questi rari eventi e il vaccino Janssen (J&J) Covid-19″. L’azienda ha comunque deciso di ritardare la distribuzione del suo siero in Europa.

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