Riaperture scuole, la mappa delle nuove ordinanze regionali

Il governo valuta concessioni sulla didattica a distanza, ma intanto da domani cambiano le regole per gli studenti di alcune regioni

Lombardia, Piemonte e Calabria approdano a partire da oggi dalla zona rossa a quella arancione, mentre Liguria e Sicilia vanno nella gialla. Con il passaggio di fascia di rischio epidemiologico da Covid-19, cambiano in questi territori soprattutto le regole riguardanti didattica, ma sulla scuola ogni Regione ha la sua ordinanza.

Di base, per gli studenti delle scuole superiori è prevista la didattica a distanza in tutta Italia, ad eccezione delle attività di laboratorio e di quelle per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Nelle zone rosse la didattica in presenza è permessa fino alla prima media, mentre fino alla terza media nelle zone gialle e arancioni.

La mappa delle regole a scuola: le ordinanze regionali

Da regione a regione variano però poi le regole a seconda delle ordinanza specifiche.

Il Piemonte ad esempio, nonostante passi in zona arancione, manterrà le limitazioni anche per le seconde e terze medie: Ho riunito tutti gli epidemiologi e abbiamo deciso che per la seconda e terza media in Piemonte continuerà la didattica a distanza” ha spiegato il governatore Alberto Cirio.

L’ultima ordinanza del governatore Stefano Bonaccini in vigore dal 28 novembre al 3 dicembre, prevede in Emilia Romagna il ritorno alle lezioni di educazione fisica a scuola, purché si tengano all’aperto. Restano sospese le lezioni di canto e quelle di strumenti a fiato. La Regione ha aggiornato inoltre il protocollo per la gestione dei casi Covid confermati a scuola, prevedendo la sospensione della frequenza per tutti i contatti stretti.

L’educazione fisica riprende anche in Veneto, dove però saranno permesse le lezioni di canto e strumento a fiato.

In Umbria, come stabilito dall’ordinanza firmata dalla presidente Donatella Tesei in vigore fino al 6 dicembre, gli studenti delle medie tornano a scuola dal 30 novembre.

L’ordinanza firmata il 19 novembre dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli prevede la sospensione nelle scuole di primo ciclo delle lezioni di educazione fisica al chiuso se non è possibile rispettare la distanza di due metri, così come per le lezioni di canto e quelle di strumenti a fiato.

Dopo due sentenze di segno contrastante e il passo indietro del presidente Michele Emiliano sulla chiusura totale delle scuole, in Puglia il Tar ha stabilito la validità dell’ordinanza 413: viene quindi confermata la didattica in presenza fino alla terza media, ma le famiglie sono libere di scegliere la Dad.

In Basilicata le attività didattiche delle scuole primarie e delle secondarie di primo grado riprendono in presenza.

In Campania il presidente Vincenzo De Luca ha prorogato fino al 7 dicembre la didattica a distanza dalla seconda classe della scuola primaria.

Mentre in Sicilia il governatore Nello Musumeci, con la nuova ordinanza si è limitato a confermare la didattica a distanza per le scuole superiori, già in vigore col Dpc.

Scuola, il governo valuta Dad ridotta da dicembree

Nel dibattito interno al governo si starebbe discutendo, intanto, una riduzione graduale della didattica a distanza per le superiori già da dicembre, probabilmente dal 14 dicembre, per cominciare riportare gli studenti a scuola nelle aree a più basso contagio, dove ad oggi per le superiori c’è didattica a distanza al 100%.

L’altra possibilità emersa nel vertice tra il presidente del consiglio Conte e i capi delegazione dei partiti di maggioranza è quella di un ritorno alle superiori dal 7 di gennaio. “La discussione sulla scuola è ancora aperta”, ha detto fonti di maggioranza.

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