Riaperture, il protocollo delle Regioni per bar e ristoranti: tutte le regole

Mentre in Italia si registra un ulteriore calo dei contagi, il Governo deve prendere una decisione in merito al nodo delle riaperture. Ecco la bozza delle Regioni

Mentre in Italia si registra un ulteriore calo dei contagi (l’indice Rt nazionale, stando agli ultimi dati della Cabina di regia, è sceso da a 0.92 della scorsa settimana a 0.85), il Governo deve prendere una decisione in merito al grande nodo delle riaperture. Dopo le proteste che hanno infuocato le piazze di Roma, e quelle più pacifiche da nord a sud, è evidente che intere categorie di lavoratori, dopo un anno e più di restrizioni, sono allo stremo.

Ristoranti, palestre, piscine, cinema e spettacoli dal vivo torneranno presto. Sì, ma quando esattamente? E come? Dai governatori delle Regioni sono arrivate le proposte per le riaperture a maggio contenute in una bozza che verrà discussa oggi durante la cabina di regia con il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza.

Bar e ristoranti aperti, quando e come

La nuova bozza parte da una considerazione essenziale: gli indirizzi contenuti nella prima versione di maggio 2020 delle Linee Guida per la riapertura delle attività si sono dimostrati efficaci per favorire l’applicazione delle misure di prevenzione e contenimento, consentendo una ripresa delle attività economiche e ricreative compatibile con la tutela della salute di persone e lavoratori.

Per questo, le Regioni propongono di mantenerne quella impostazione generale, ma con alcune nuove regole legate all’evoluzione dell’epidemia e della conoscenza che abbiamo di essa. Ad esempio, sempre più studi dimostrano che il contagio all’aperto è molto raro, soprattutto se vengono mantenute le distanze di sicurezza e viene indossata la mascherina.

Il documento va nell’ottica di una semplificazione: i primi settori indicati sono stati individuati in quanto più penalizzati dal meccanismo delle chiusure in base ai colori, e perché qui il rispetto delle misure previste è più concretamente realizzabile e controllabile rispetto ad altri contesti. Si tratta soprattutto di bar e ristoranti, palestre e piscine, cinema, spettacoli e teatri

I governatori chiariscono anche che la presentazione del certificato vaccinale non sostituisce il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio, come il distanziamento, la mascherina e l’igienizzazione di mani e superfici.

Ecco le regole proposte dalle Regioni per i ristoranti (qui le Regioni che potrebbero riaprire prima, e perché). Queste indicazioni si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie, anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali, nonché per l’attività di catering.

Questo protocollo, se rispettato, può consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo che della cena, ed essere valido anche in zona arancione e rossa se integrato con strategie di screening e testing.

Le regole per bar e ristoranti: la bozza del nuovo protocollo

Ecco le regole per bar e ristoranti:

  • fornire adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensibile anche per i clienti di altre nazionalità
  • potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura >37,5 °C
  • rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno
  • adottare misure al fine di evitare assembramenti al di fuori del locale e delle sue pertinenze
  • negli esercizi che somministrano pasti, privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni (è comunque consentito l’accesso, anche in assenza di prenotazioni, qualora gli spazi lo consentano)
  • possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere
  • almeno 2 metri di distanza tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e almeno 1 metro all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)
  • le distanze possono essere alternativamente ridotte solo con barriere fisiche di separazione, come il plexiglas
  • i clienti dovranno indossare la mascherina in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo;
  • favorire la consultazione online del menù tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei usa e getta
  • al termine di ogni servizio al tavolo, assicurare pulizia e disinfezione delle superfici
  • nei ristoranti che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di distanza
  • dove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro
  • per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 2 metri tra i clienti
  • possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina. Il self-service può essere eventualmente consentito per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. No ad assembramenti e almeno 1 metro durante la fila
  • il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti, prima di ogni servizio al tavolo
  • mantenere aperte, il più possibile, porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni
  • per gli impianti di condizionamento è obbligatorio, se possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria
    vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto
  • la postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo
  • sono consentite le attività ludiche che prevedono l’utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (quali ad esempio carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra giocatori dello stesso tavolo e almeno 2 metri tra tavoli adiacenti (nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi).

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