Riapertura degli stadi, lo stop del CTS: prima valutare l’impatto della scuola

Il Comitato Tecnico-Scientifico ha bocciato, per ora, la proposta arrivata dalla Conferenza delle Regioni

La scorsa settimana, complice anche un colpo di coda di alcuni presidenti di regione, sembrava che la situazione fosse vicina allo sblocco. Invece le società di calcio dovranno continuare ad attendere: prima di poter aumentare il numero di persone che possono assistere agli eventi dal vivo dovranno attendere ancora qualche settimana.

Il Comitato Tecnico-Scientifico nominato dal Governo, infatti, ha bocciato la proposta arrivata dalle Regioni (e supportata dalle società della Serie A di calcio) di aumentare il numero degli spettatori dagli attuali 1.000 al 25% della capienza degli impianti. Secondo il CTS, infatti, al momento non ci sarebbero né le condizioni né informazioni sufficienti per consentire una più ampia riapertura degli stadi senza che i rischi di contagio aumentino.

Riapertura stadi, le linee guida della Conferenza delle Regioni

Nei giorni passati la “Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome” aveva approvato nuove linee guida per la partecipazione del pubblico agli eventi e alle manifestazioni sportive. Diverse le misure di prevenzione che, secondo i presidenti di Regioni e Province, avrebbero consentito una riapertura in piena sicurezza degli impianti sportivi.

Nello specifico, le Regioni e le Province autonome avevano proposto la riapertura degli impianti al pubblico a patto che:

  • fosse stata misurata la temperatura in ingresso;
  • esclusivamente in posti assegnati e nominali, adeguatamente distanziati;
  • nei limiti massimi del 25% della capienza degli stessi impianti.

Un protocollo inviato al Governo e al Comitato Tecnico-Scientifico nonostante all’interno della stessa Conferenza si fossero levate voci di dissenso. La Regione Lazio, in particolare, ha contestato la capienza al 25%, una misura che avrebbe portato alla creazione di assembramenti in ingresso e in uscita dagli impianti sportivi.

Riapertura stadi, lo stop del CTS

Dopo aver analizzato la proposta della Conferenza, però, il Comitato Tecnico-Scientifico ha fatto valere il proprio “diritto di veto”. Al momento, infatti, non ci sarebbero le condizioni per una riapertura così ampia degli impianti sportivi.

“Il Cts, pur comprendendo le aspettative di un ritorno graduale degli spettatori alla fruizione in presenza degli eventi sportivi, ritiene – si legge in una nota – che la proposta operata dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome potrà essere riconsiderata sulla base dei risultati del monitoraggio di impatto delle riaperture della scuola e della pubblica amministrazione“.

Insomma, prima che i tornelli degli stadi possano essere riaperti, il CTS dovrà valutare l’impatto che la riapertura delle scuole ha avuto sull’andamento dell’epidemia. Prima della metà di ottobre, dunque, non sarà possibile procedere in questa direzione.

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