Riapertura spiagge 2021: il calendario con le date Regione per Regione

Stagione balneare al via, nonostante il Covid. Il decreto legge sulle Riaperture delle attività del 22 aprile non fissa una regola univoca per tutta Italia

Che estate sarà? Mentre il Governo potrebbe rimettere mano al calendario riaperture già questa settimana (qui tutte le date ad oggi), ritoccando anche l’orario del coprifuoco, che forse dal 16 o 17 maggio potrebbe allungarsi (qui tutte le ipotesi sul tavolo), e allentando ulteriormente le misure in zona gialla, l’avvio della stagione balneare di fatto è già partita in diverse spiagge italiane.

Spiagge aperte: come funziona l’estate 2021

Tuttavia, il decreto legge sulle Riaperture delle attività del 22 aprile si limita a disciplinare specificamente solo alcune attività – scuola, ristorazione, spettacoli dal vivo, teatri, cinema, palestre, piscine, fiere, ecc. – rinviando, per quelle non espressamente contemplate, alle disposizioni dello scorso anno.

L’articolo 1 del decreto legge del 18 maggio 2020 stabiliva che “le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome”.

Anche per gli stabilimenti balneari, dunque, il decreto sulle riaperture rinvia alle disposizioni regionali (ordinanze balneari e sanitarie) dello scorso anno o eventualmente a quelle già emanate dalle Regioni quest’anno. Sempre nel rispetto dei protocolli sanitari già adottati la scorsa estate.

Al momento, come spiega il Sindacato Italiano Balneari (SIB), non risultano esserci disposizioni che limitino o impediscano le attività sulle spiagge. Non c’è, insomma, nessuna regola nazionale.

Quindi, in assenza di specifiche ordinanze regionali, al momento è consentita l’attività di balneazione secondo le modalità operative dello 2020. Tutte le attività accessorie alla balneazione, quali somministrazione, ristorazione, piscine, ecc., sono invece disciplinate dal decreto legge 22 aprile sia riguardo agli orari che alle modalità operative.

Spiagge aperte: la stagione balneare nelle varie Regioni

In base a quanto riportato dal SIB, sono già tantissimi gli stabilimenti balneari aperti in:

  • Campania: dal 26 aprile
  • Liguria: dal 1° maggio
  • Toscana: molti già aperti altri ancora chiusi
  • Emilia Romagna: circa il 40-50% degli stabilimenti aperti, l’altra metà aprirà a metà maggio
  • Lazio: San Felice Circeo, Ponza, Sperlonga dal 1° maggio, Sabaudia dall’8 maggio, Ostia, Fiumicino, Gaeta e Fondi dal 15 maggio, come confermato dall’ordinanza della sindaca di Roma Virginia Raggi
  • Veneto: dall’8 maggio Chioggia, Jesolo e Caorle, ma molti apriranno dal 15 maggio e altri dal 22 maggio.

Nelle prossime settimane si dovrebbe procedere così:

  • Puglia: dal 15 maggio
  • Abruzzo: 1° giugno
  • Marche: 5-6 giugno.

In bilico invece ancora Sicilia e Sardegna, ancora in zona arancione, e dunque soggette a restrizioni più forti, anche se le ipotesi potrebbero essere:

  • Sicilia: dal 16 maggio
  • Sardegna: dal 17 maggio.

Balneari, PNRR e direttiva Bolkenstein: cosa succederà

Il Sindacato dei balneari è sull’attenti riguardo alle tensioni fra la Commissione europea e il Governo sui contenuti del PNRR per l’utilizzo dei fondi straordinari europei. Pare infatti, secondo alcune indiscrezioni, che nell’oggetto del contendere rientri anche la questione Bolkestein.

Bruxelles, spiega il SIB, avrebbe infatti avanzato la richiesta di inserire, nelle riforme del PNRR, anche l’applicazione della direttiva Bolkestein alle spiagge italiane, opzione cui il Governo avrebbe risposto con un sonoro “no”. Lo stesso premier Draghi, che si è sentito con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, avrebbe respinto le richieste provenienti dall’Europa.

Con la tanto contestata direttiva Bolkenstein (la 123/2006/CE) l’Unione europea ha dettato disposizioni in materia di libertà di stabilimento dei prestatori di servizi, nonché la libera circolazione dei servizi, intendendo per servizi “qualsiasi attività economica non salariata”.

Qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali, gli Stati membri sono tenuti ad applicare una procedura di selezione pubblica, un bando pubblico insomma, imparziale e trasparente tra i candidati potenziali, per il rilascio di un’autorizzazione di durata limitata, non rinnovabile automaticamente.

Guardando alla legislazione italiana, nel 2018 la durata delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo è stata estesa per 15 anni, quindi fino al 1° gennaio 2034. Lo scorso luglio l’allora governo Conte ha ribadito questa linea per la la data ultima di scadenza delle attuali concessioni ed è stata sancita l’impossibilità per le amministrazioni comunali di intraprendere o proseguire procedure di scelta dei nuovi concessionari.

Anche il Consiglio di Stato in una recente sentenza ha ribadito “l’invalidità di norme nazionali che prevedano proroghe automatiche in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati”, fissando ancora una volta il principio della spiaggia come bene pubblico demaniale, inalienabile e impossibilitato a formare oggetto di diritti a favore di terzi, tali da generare uno sfruttamento economico senza limiti.

Il testo del PNRR italiano inviato al Parlamento per la sua approvazione alla fine non contiene alcun riferimento alla questione Bolkestein. Una buona notizia per le oltre 30mila aziende, perlopiù a conduzione familiare, che gestiscono le spiagge italiane, pur tuttavia con una legislazione che è sempre stata estremamente favorevole nei loro confronti, a fronte di canoni irrisori e tassazione bassissima.

Green pass, come funziona e quando

Ad aiutare il turismo arriverà comunque a breve anche il tanto atteso green pass varato dal governo Draghi, che prenderà il via nel Belpaese già da metà maggio, consentendo di muoversi liberamente, anche tra Regioni di diverso colore, in presenza di, alternativamente:

  • guarigione da Covid
  • vaccinazione effettuata (ciclo vaccinale completato con entrambe le dosi)
  • tampone antigenico negativo effettuato nelle ultime 48 ore.

Bisognerà attendere invece la metà di giugno per il green pass europeo, che consentirà di spostarsi liberamente anche in tutta Europa.

Vaccini per le isole Covid-free: la mappa

Intanto, è partita la campagna vaccinale per rendere Covid-free le isole minori (qui tutti i dettagli). Si tratta nello specifico di:

in Liguria:

  • Portovenere

in Sardegna:

  • Calasetta
  • Carloforte
  • La Maddalena
  • Porto Torres (Asinara)
  • Sant’Antioco.

in Sicilia:

  • Alicudi
  • Filicudi
  • Stromboli
  • Vulcano
  • Panarea
  • Lipari
  • Lampedusa
  • Linosa
  • Ustica
  • Favignana
  • Leni
  • Malfa
  • Pantelleria.

in Campania:

  • Anacapri
  • Barano d’Ischia
  • Capri
  • Casamicciola Terme
  • Forio
  • Ischia
  • Lacco Armeno
  • Procida
  • Serrana Fontana

in Puglia:

  • Tremiti

in Toscana:

  • Campo nell’Elba
  • Capoliveri
  • Capraia
  • Giglio
  • Marciana
  • Marciana Marina
  • Porto Azzurro
  • Portoferraio
  • Rio.

nel Lazio:

  • Ponza
  • Ventotene.

Vaccinazioni al mare (e forse anche in montagna)

Il Governo è comunque al lavoro con nuove proposte. Il commissario all’emergenza Covid Figliuolo sta valutando la possibilità di effettuare le vaccinazione nei luoghi di vacanza, come preannunciato, il che consentirebbe a chi ha già fatto la prima dose del vaccino, e deve fare la seconda nel periodo di estivo, di non dover tornare a casa apposta per la somministrazione, potendola invece fare al mare.

Dalle Regioni arriva anche una richiesta simile per la montagna, prevedendo hub vaccinali anche lì secondo modalità simili.

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