Acquisti e resi online: ecco cosa accade ai restitutori seriali

Se un prodotto acquistato non piace o è difettoso si può richiedere il reso online, ma ecco cosa può accadere ai restitutori seriali

Veloce e a portata di click: cosa c’è di più semplice dell’acquistare gli articoli desiderati online?

Grazie all’ampia offerta fornita dai sempre più numerosi e-commerce, i consumatori hanno solo l’imbarazzo della scelta tra accessori, indumenti, elettrodomestici, scarpe, oggettistica. Come nei negozi fisici, anche negli store online è possibile usufruire di buoni sconto o di offerte speciali pagando ad esempio con una carta di credito in pochi minuti.

Proprio questo meccanismo molto semplice, può portare però a compiere acquisti “compulsivi”: abbagliati da prezzi convenienti, prodotti super scontati e offerte last minute, il consumatore spesso si rende conto solo più tardi, di aver comprato articoli superflui o non strettamente necessari.

Un fenomeno questo, sempre più amplificato proprio dalla possibilità di poter acquistare online. Gli utenti che si approcciano all’acquisto di prodotti online hanno diritti di cui spesso ignorano l’esistenza e quasi tutte le più grandi piattaforme di e-commerce, forniscono ad esempio anche il servizio del reso.

Zalando, Amazon e potremmo andare avanti ancora a lungo, permettono al consumatore di effettuare il reso dell’articolo qualora questo sia difettoso o anche, più semplicemente, se non è di suo gradimento. Un servizio sicuramente molto comodo soprattutto nel settore dell’abbigliamento e dove, a differenza di un classico negozio fisico, non è possibile provare il capo desiderato. Tuttavia, non sono pochi i casi di consumatori, che approfittando di questo servizio, fanno un uso spropositato del reso. Possiamo definirli “restitutori seriali” e questa loro abitudine è al vaglio dei più grandi e-commerce, in quanto, se si presenta di frequente, rischia di danneggiare seriamente i venditori.

A confermarlo è anche una ricerca condotta da Barclaycard e secondo la quale almeno un quarto dei commercianti nel Regno Unito, ha visto aumentare i resi negli ultimi due anni, mentre la metà degli abiti e degli accessori acquistati online ritorna al mittente.

Come si stanno comportando dunque i più grandi e-commerce nei confronti dei restitutori seriali? Per evitare di danneggiare i consumatori che richiedono il reso solo quando davvero necessario, le piattaforme hanno iniziato a “bannare” i restitutori seriali. Più in generale gli e-commerce hanno messo su un processo per monitorare le abitudini di reso dei propri clienti, al fine di individuare quelli più recidivi e agire di conseguenza.

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