Report Iss, scende l’indice Rt. Ma 10 Regioni sono ad alto rischio

Da domenica 29 novembre 5 Regioni cambiano colore, ma l'ultimo report dell'Iss indica che 10 di loro hanno ancora una situazione molto critica legata al Covid

Non siamo ancora sotto l’1 ma poco ci manca. Come anticipato dal premier Conte, oggi è una giornata importante, perché ben 5 Regioni cambiano colore e vengono promosse.

Scende Rt ma il rischio resta alto

Stando al nuovo report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, relativo alla settimana dal 16 al 22 novembre, con aggiornamenti al 25 novembre, che fotografa la situazione dei contagi Covid in Italia, e la pressione sul sistema sanitario, l’indice di contagio Rt scende a 1,08.

Un buon risultato, segno che le misure restrittive introdotte dal Governo qualche frutto lo hanno dato. Ma nella settimana di monitoraggio quasi tutte le Regioni o Province autonome sono ancora classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio, o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. In particolare, 10 Regioni o Province autonome sono classificate a rischio alto di una trasmissione di Sars-CoV-2.

Secondo il documento nel periodo 4-17 novembre l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,08 e si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni e Province italiane. In 4 Regioni l’Rt è inferiore a 1 anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità.

Diminuzione dei contagi per la prima volta dopo settimane

Questa settimana si osserva per la prima volta dopo molto tempo una diminuzione nell’incidenza a livello nazionale delle infezioni da Coronavirus: negli ultimi 14 giorni (706,27 per 100mila abitanti nel periodo 9-22 novembre vs 732,6 per 100mila abitanti nel periodo 2-15 novembre), sebbene questa rimanga a livelli molto alti.

In diverse Regioni, tuttavia, si continua a segnalare un’incidenza in aumento. Motivo per cui, ammoniscono gli esperti, non ci deve essere adesso un rilassamento prematuro delle misure o un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti.

Per questo “si conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie, e di rimanere a casa il più possibile”.

L’Iss ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Stesso discorso per isolamento e quarantena.

Le 10 Regioni a rischio alto

Le 10 Regioni a rischio alto o equiparato ad alto sono:

  • Abruzzo
  • Calabria (non valutabile in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza insufficiente)
  • Campania
  • Emilia Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lombardia
  • Provincia Autonoma di Bolzano
  • Puglia
  • Sardegna
  • Toscana.

Fra le 10 Regioni, 9 sono state classificate a rischio alto o equiparate a rischio alto per 3 o più settimane consecutive, 5 presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 e le 5 restanti hanno uno scenario di tipo 1, tranne in un caso, la Calabria appunto, in cui la classificazione non è considerata affidabile per incompletezza dei dati.

Le altre 10 Regioni

Le rimanenti 10 sono classificate a rischio moderato, di cui 7 con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, e presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 in 2 di queste e con uno scenario di tipo 1 per la rimanente.

Data la trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto, l’Iss raccomanda ancora alle autorità sanitarie delle 7 Regioni o Province autonome con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese di valutare la opportunità di adottare, anche a livello sub-regionale, ulteriori misure di mitigazione.

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