Report Iss di Capodanno: sale ancora indice Rt, 3 Regioni a rischio elevato

L'Italia si trova in una situazione in cui c'è una diminuzione dell'incidenza del Covid, ancora però elevata, ma una tendenza all'incremento dell'indice Rt

L’emergenza Covid in Italia dà alcuni segnali di miglioramento, ma siamo ancora lontanissimi dal poterci dire fuori pericolo. L’attenzione è e deve essere ancora massima.

Probabilmente, come sostengono moltissimi esperti, uno su tutti il consulente del Ministero della Salute Walter Ricciardi, le misure di contenimento contro la diffusione del Coronavirus ci accompagneranno ancora per tutto il 2021: almeno fino a quando non avremo raggiunto l’immunità di gregge, dovremo continuare a indossare la mascherina e mantenere in distanziamento sociale, nonostante il vaccino, rispetto a cui peraltro si discute in merito alla possibilità di introdurre un passaporto sanitario obbligatorio in alcuni contesti.

Posto che, come ha sottolineato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, i dati di Capodanno vanno presi con le pinze visto che nel periodo natalizio il numero dei tamponi è più contenuto, e dunque una vera valutazione dell’andamento durante le festività ce l’avremo intorno al 14-15 gennaio, l’incidenza dell’epidemia rimane ancora molto elevata e l’impatto è sostenuto nella maggior parte del Paese.

Capodanno, sale ancora indice Rt

Ci troviamo cioè in una situazione in cui c’è una diminuzione dell’incidenza del Covid, ancora però elevata, ma una tendenza all’incremento dell’indice Rt.

Inoltre, si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni un rischio moderato o alto di una epidemia non controllata e non gestibile. Situazione che conferma la necessità di mantenere la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie.

La situazione ad oggi 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno della pandemia, l’indice Rt nazionale sale ancora. L’indicatore di trasmissibilità arriva a toccare 0,93, in aumento per la terza settimana consecutiva. Tuttavia, la curva è in lieve decrescita un po’ in tutto il Paese, anche se rallentata. L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali.

Questo è quanto emerge dalla bozza del monitoraggio della cabina di regia dell’Iss relativo all’emergenza Covid per il periodo di riferimento 22-27 dicembre (quello di settimana scorsa lo trovate qui). Diversa la situazione dei Paesi intorno a noi, che mostrano invece una curva in ricrescita, motivo che desta particolare preoccupazione.

Le Regioni a rischio

Anticipando i dati durante la conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia, emerge come 5 Regioni hanno una probabilità superiore al 50% di superare la soglia critica di occupazione posti letto in area medica in 30 giorni e 3 regioni per le terapie intensive.

9 Regioni e province autonome sono classificate a rischio basso, 11 sono classificate a rischio moderato, di cui 3 hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto a gennaio 2021 nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità, e cioè:

  • Emilia-Romagna
  • Valle d’Aosta
  • Veneto.

La Sardegna ha una classificazione del rischio “non valutabile” (ed equiparato a rischio alto) data la bassa percentuale di completezza dei dati.

3 Regioni già oggi hanno un indice Rt che sfiora l’1, cioè la soglia critica, mentre altre 3 superano già a fine 2020 il valore di allarme di 1. Si tratta di:

  • Calabria
  • Liguria
  • Veneto.

Proprio come la settimana scorsa, la situazione più preoccupante è proprio quella del Veneto, che oltre ad un Rt puntuale maggiore di 1 fa registrare un’incidenza particolarmente elevata. Il vecchio “modello Veneto”, quindi, in questa seconda ondata è chiaramente tramontato.

Pressione sugli ospedali

Si osserva una diminuzione generale dell’impatto della epidemia nei servizi assistenziali, con i tassi di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche sotto la soglia critica a livello nazionale per la prima volta dalla fine di ottobre. Ancora 10 Regioni hanno però un tasso di occupazione in terapia intensiva o aree mediche sopra la soglia critica.

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2.731 (21/12/2020) a 2.565 (28/12/2020); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 25.145 (21/12/2020) a 23.932 (28/12/2020). Questa tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali.

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