Delta, quali regioni vanno verso la zona gialla e i dati del report settimanale ISS

Per la prima volta, i monitoraggi trovano la variante B.1.617.2 predominante in Italia

Allertano i dati raccolti dal Ministero della Salute insieme all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, che rilevano per la prima volta una prevalenza della cosiddetta ‘variante Delta’ di SARS-CoV-2 al 94,8% il 20 luglio. Le informazioni sono contenute nel consueto report settimanale dell’ISS. Alla stessa data, la variante ‘Alfa’ aveva una prevalenza pari al 3,2% (con un range tra 0 e il 14,7%), mentre la variante ‘brasiliana’ è all’1,4% (0-16,7%). L’indagine, rapida, integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione.

Quali sono le regioni in cui la variante Delta è più presente

In ben otto regioni, il lignaggio B.1.617.2, isolato per la prima volta in India, è stato rilevato sulla totalità dei test sequenziati: si tratta di Basilicata, Liguria, Molise – che tuttavia resta l’unica regione considerata a “rischio basso” mentre tutte le altre sono a “rischio moderato”, – Provincia Autonoma di Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta. Non va molto meglio nelle altre zone d’Italia: la regione con meno casi di Delta è la Puglia che si attesta comunque all’80%. Anche qui, la mutazione del coronavirus più contagiosa del 60% rispetto alla variante Alfa (che, a sua volta, era del 50% più trasmissibile rispetto al ceppo di Wuhan) è destinata a acquistare nuovi margini di diffusione. La Delta è inoltre “è associata ad un rischio relativamente più elevato di infezione in soggetti non vaccinati o parzialmente vaccinati”, si legge nel monitoraggio reso pubblico il 30 del mese corrente.

Dal 19 al 25 luglio aumenta l’incidenza dei casi di positività, a 50 per ogni 100mila abitanti, un dato che si confronta con i 31 casi di positività per 100mila abitanti relativi alla settimana dal 12 luglio al 18 luglio. Si segnala che le regioni che riportano un’incidenza settimanale superiore alla media italiana sono: Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. “L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,57 (range 1,34– 1,82), in forte aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno”, queste le parole messe nero su bianco dal rapporto ISS-Ministero della Salute.

Quali regioni vanno verso la zona gialla e quando

In particolare, ieri 30 luglio, in Sicilia, sono stati riportati 724 casi e 4 decessi, a fronte di una percentuale di occupazione di posti letto in area non critica del 9% e di un’occupazione dei posti letto in terapia intensiva del 4%. I numeri del Lazio di 24 ore fa vedono 845 nuovi contagi e 4 morti, con un’occupazione dei posti letto negli ospedali del 5% sia per quanto riguarda le terapie intensive, sia nel caso dei posti letto in area non critica. Le stesse cifre, nel caso della Sardegna, sono, rispettivamente, del 6% e del 4%. Nell’isola si sono avuti 308 nuovi test positivi al coronavirus a fronte di un decesso. Sono queste le regioni che, sulla base di dati superiori alla media italiana, vanno verso una zona gialla. Nonostante i parametri rimodulati dal ministero, l’aumento del rischio potrebbe far scattare nuove limitazioni già ad agosto.

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