Le Regioni che rischiano di perdere la zona gialla: tutti gli indici Rt

Rallenta il virus in Italia, stando all'ultimo monitoraggio Iss. Ma alcune Regioni sono già vicine a Rt 1, che segnerebbe il passaggio automatico in zona arancione

Rallenta il virus in Italia. Stando all’ultimo monitoraggio Iss, il Covid continua la sua lenta discesa nel Belpaese. Diminuiscono i contagi e anche il numero di pazienti ricoverati, anche se l’allerta deve necessariamente restare alta, visto che il quadro complessivo, sottolinea la Cabina di regia, resta ancora ad un livello definito “impegnativo”.

I dati relativi al periodo 19-25 aprile 2021 fotografano una situazione in miglioramento, ma che ancora non può dirci fuori dal pericolo. Per quanto le vaccinazioni abbiano subito una notevole accelerata, e il commissario Figliuolo ora punti al milione di somministrazioni al giorno, la variante inglese continua a diffondersi (in Italia è al 91,6%).

Massima attenzione anche per quella indiana (qui i rischi principali), che in India ha travolto il subcontinente portando a quella che da più parti viene descritta come una catastrofe umanitaria, proprio come in Brasile.

Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al virus e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, molti dei casi notificati questa settimana hanno probabilmente contratto l’infezione nella prima decade di aprile.

I dati Covid in Italia

Scende ancora l’incidenza settimanale che si fissa a 146 casi ogni 100mila abitanti, contro i 157della settimana scorsa. Migliora anche il livello generale di rischio, con nessuna Regione a rischio alto, 11 a rischio moderato, di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e 10 a rischio basso, con solo 1 ad alto rischio di progressione a rischio moderato.

Scende, ma rimane ancora alto, il numero di Regioni/Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o aree mediche sopra la soglia critica: 8 contro le 12 della settimana precedente.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è uguale alla soglia critica del 30%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 3.151 a 2.748. Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica, al 32%: il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 23.255 a 20.312.

Indice Rt Covid

L’indice Rt è a 0,85 (range 0,80-0,91), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente ma comunque sotto l’1 anche nel limite superiore. 3 Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1. Tra queste, due hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Ecco gli indici Rt Regione per Regione, e quali rischiano di più (qui trovate la mappa a colori da lunedì 3 maggio).

Per quanto l’Rt venga indicato sempre di più come un parametro poco attendibile per via del ritardo che si porta dietro, è al momento quello che il ministero utilizza per fissare i colori delle Regioni. Ricordiamo che con Rt a 1 scatta automaticamente la zona arancione.

Regioni con indice Rt sotto 1

  • Friuli Venezia Giulia: 0.71
  • Calabria: 0.75
  • Abruzzo: 0.78
  • Piemonte: 0.78
  • Emilia-Romagna: 0.81
  • Marche: 0.81
  • Sardegna: 0.81
  • Valle d’Aosta: 0.82
  • Liguria: 0.83
  • Provincia autonoma di Trento: 0.84
  • Lombardia: 0.84
  • Lazio: 0.85
  • Veneto: 0.86
  • Umbria: 0.89.

Regioni con Rt vicini a 1 che rischiano la zona arancione

  • Toscana: 0.92
  • Puglia: 0.92 (già in zona arancione)
  • Provincia autonoma di Bolzano: 0.99.

Regioni con indice Rt sopra 1

  • Molise: 1
  • Basilicata: 1.02
  • Campania: 1.08
  • Sicilia: 1.05.

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