Covid, lockdown o zone a colori? Le prime mosse di Draghi

Il nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi, è chiamato a gestire la crisi sanitaria oltre a quella economica: quali potrebbero essere le sue scelte

Una delle parole più ricorrenti nel primo discorso di Mario Draghi al Senato è stata “pandemia“, pronunciata 27 volte. Il nuovo presidente del Consiglio è chiamato, oltre all’amministrazione dei 209 miliardi del Next Generation EU, alla gestione della crisi sanitaria. C’è grande attesa per le sue prime mosse: l’ultimo Dpcm firmato dal suo predecessore scadrà il 5 marzo e all’orizzonte c’è il rischio di una terza ondata dovuta all’aumento di varianti del coronavirus, che sembrano più contagiose di quelle con cui l’Italia ha avuto a che fare sino a poche settimane fa.

Covid, lockdown o zone a colori? Le prime mosse di Draghi

Nelle ultime ore le dichiarazioni di Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, hanno riacceso il dibattito sulla necessità di ricorrere a un nuovo lockdown. Sul tema sono intervenuti esperti, contrari (come ad esempio Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma) e favorevoli (come Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe), mentre la politica è sembrata contraria in blocco, almeno nelle parole dei leader che si sono esposti (su tutti, Matteo Salvini).

Difficile che Mario Draghi scelga di partire con un lockdown nazionale, ma anche il sistema delle zone a colori è stato criticato da più parti (lo ha fatto, per esempio, Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano). Una strategia considerata troppo blanda, che rischierebbe di cedere sotto la spinta delle nuove varianti, compresa quella scoperta a Napoli.

Potrebbe quindi nascere una sorta di sistema misto: accanto ai colori delle Regioni (il nuovo monitoraggio è atteso venerdì 19 febbraio) potrebbe farsi strada la possibilità di un lockdown nazionale durante i festivi e i pre-festivi se la curva dovesse confermare il trend di crescita.

Allarme varianti Covid, quali Regioni possono cambiare colore

Il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità di venerdì servirà da bussola per le nuove scelte del governo Draghi, chiamato poi a decidere se procedere con altri Dpcm (quello attuale scade il 5 marzo). Per quel che riguarda i dati dell’Iss, sarebbero ben cinque le Regioni che rischiano di cambiare colore. In arancione potrebbero finire:

Oltre a queste, sarebbero in bilico:

  • Abruzzo
  • Liguria
  • Toscana
  • Umbria (la Regione tutta, compresa le attuali zone rosse, diventerebbe arancione)
  • provincia autonoma di Trento
  • provincia autonoma di Bolzano.

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