Le Regioni cambiano colore? Chi rischia di più

Dopo la suddivisione dell'Italia in tre macro-aree di colore giallo, arancione e rosso con il Dpcm 3 novembre, altre Regioni rischiano di cambiare colore

AGGIORNAMENTO: Nella serata di lunedì 9 novembre sono state annunciate le 5 nuove Regioni che passano da zona gialla a arancione a partire da mercoledì 11, e una provincia che diventa zona rossa. Vi rimandiamo qui per tutte le notizie aggiornate.

Sono 32.616 i nuovi casi di Coronavirus in Italia nella giornata di ieri domenica 8 novembre, a fronte di 191.144 tamponi.I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.749, con un incremento di 115 unità. 331 in più i morti, che portano il totale delle vittime da Covid a 41.394 dall’inizio della pandemia.

Situazione esplosiva, “ampiamente” fuori controllo, come dichiarato anche da Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco-Università Statale di Milano. Tra modelli matematici mai seguiti e approcci valutati troppo blandi, che hanno lasciato correre il virus in questi mesi senza un reale piano preventivo o di gestione dell’emergenza, che avrebbero invece consentito agli ospedali di reggere l’onda d’urto e di farlo preparati.

Lockdown immediato in arrivo?

L’Ordine dei Medici, attraverso le parole del suo presidente Filippo Anelli, chiede al Governo “lockdown immediato” in tutta Italia. Perché l’obiettivo è uno solo: evitare che il sistema sanitario collassi sotto il peso dei ricoveri causati dal Covid.

Nonostante lo stesso Anelli avesse salutato con favore le misure inserite nel Dpcm 3 novembre, affermando che si trattava di “provvedimenti opportuni, che vanno nella direzione giusta, quella della mediazione tra l’esigenza di non sfaldare il tessuto produttivo del Paese e quella di assumere provvedimenti più drastici”, il presidente nazionale dell’Ordine dei medici invoca ora misure più restrittive.

A destare maggiore preoccupazione sono i dati relativi ai ricoveri in ospedale e nei reparti di terapia intensiva. La crescita esponenziale dei contagi ha portato a riempire piuttosto velocemente i posti letto Covid, ingolfando l’intera struttura ospedaliera. Il rischio è che gli ospedali non siano più in grado di accogliere nuovi pazienti, Covid e non.

“Le misure adottate devono essere applicate con estrema attenzione ed efficacia se vogliamo sperare di invertire una tendenza in tempi ragionevoli e non trovarci in una situazione ancora più complessa a brevissimo termine” ha detto Galli, che si dice pronto ad accettare ancora in questa fase di valutare chiusure localizzate e non un lockdown generalizzato. “Può essere ancora ragionevole considerare alcune differenze regionali, ma con estrema attenzione per non correre il rischio di vanificare le posizioni prese e di non avere risultato” spiega.

Lockdown totale o no, sono diverse le Regioni che già a partire da oggi 9 novembre potrebbero cambiare colore (qui la mini-guida di QuiFinanza su cosa si può fare e cosa no nelle tre aree rossa, arancione e gialla).

Come si decide quando una Regione cambia colore

Al momento l’unico dato certo è che il monitoraggio è costante, e il passaggio da una zona all’altra scatta al raggiungimento di determinati parametri (qui trovate i 21 indicatori utilizzati per la suddivisione).

Il nuovo Dpcm 3 novembre prevede che il monitoraggio regionale per eventuali cambi di valutazione del livello del rischio sia fatto ogni 14 giorni. Ciò vuol dire che, per esempio, qualora si registrasse un’inversione del trend dei contagi, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria potrebbero passare dalla zona rossa a quella arancione. Ovviamente vale il discorso opposto: chi è in una zona gialla può entrare in una arancione o rossa in caso di criticità.

A deciderlo sarà un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo aver sentito il presidente della singola Regione. Il premier ha specificato che le ordinanze non saranno arbitrarie, ma si baseranno alla luce del monitoraggio periodico.

Le Regioni a rischio

Come vi abbiamo già anticipato, in primis la Liguria. Il governatore Giovanni Toti ha detto di non essere contrario se il Governo dovesse “chiederci qualche sforzo in più per il bene di tutti”, perché la pressione sugli ospedali soprattutto nell’area metropolitana di Genova “è molto forte, perché il numero dei contagi è molto alto”.

Situazione che potrebbe portare la Regione, attualmente in zona gialla, a diventare arancione, con l’introduzione come sappiamo di nuove misure restrittive, le stesse al momento previste per le uniche due in zona arancione, e cioè Puglia e Sicilia.

Tra le altre Regioni che potrebbero molto presto colorarsi di arancione ci sono anche Campania, Veneto, Umbria, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano, ad oggi tutte gialle.

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