Le Regioni che cambiano colore il 1 febbraio

Come ogni venerdì, anche il 29 gennaio arrivano i cambi di colore che interessano ancora una volta le Regioni italiane. Ecco le novità

Come ogni venerdì, sono arrivati puntuali i cambi di colore che interessano le Regioni italiane. Diverse quelle che “si aggiudicano” la tanto agognata zona gialla, dopo una settimana che ha visto un generale, seppur lieve, miglioramento della situazione contagi.

Cala ancora l’indice di contagio Rt e per la seconda settimana consecutiva è sotto 1, piazzandosi a 0,84. La Cabina di regia parla di fase ancora delicata, con rischio di un aumento dei casi nelle prossime settimane possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale.

Cinque Regioni vanno in fascia arancione, tutte le altre in zona gialla. Tutte le Regioni tranne l’Umbria nel periodo tra il 18 e il 24 gennaio hanno dati da zona gialla, cioè un Rt inferiore a 1 e un rischio basso o moderato.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firma le nuove ordinanze che entrano in vigore a partire non da domenica 31 gennaio come tutti si aspettavano guardando alle settimane scorse, ma da lunedì 1 febbraio.

Com’è colorata ad oggi l’Italia

In base alle ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza del 22 e del 23 gennaio 2021, oggi l’Italia è così divisa:

  • zona gialla (qui tutte le regole in vigore): Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana;
  • zona arancione (qui tutte le regole in vigore): Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta;
  • zona rossa (qui tutte le regole in vigore): Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.

I nuovi criteri per il rischio Covid

Ricordiamo che dopo le modifiche volute dal Governo, in seguito alle nuove indicazioni della Cabina di regia, sono cambiati i criteri di assegnazione delle zone.

L’assegnazione a una determinata fascia dura almeno due settimane prima che si possa passare alla fascia inferiore. Al contrario, in caso di peggioramento della situazione epidemiologica, le Regioni possono essere declassate in una zona con misure più restrittive anche prima delle due settimane:

  • zona rossa: con Rt pari o sopra 1,25 nel suo valore minimo;
  • zona arancione: con Rt pari o sopra 1 nel suo valore minimo;
  • zona gialla: Rt inferiore a 1
  • zona bianca: Rt inferiore a 0,5.

Ma non esiste solo l’Rt, cioè l’indice di contagiosità, motivo per cui talvolta, pur con un Rt basso, alcune Regioni finiscono in zona arancione o rossa.

Sono infatti 21 gli indicatori (qui l’elenco completo) per il controllo del rischio. Tutti i dati raccolti vengono analizzati da due algoritmi di valutazione, che a loro volta generano la cosiddetta matrice del rischio, definita come la combinazione della probabilità e dell’impatto di una minaccia sanitaria.

Si determina, così, la probabilità di un peggioramento della situazione sanitaria: se la probabilità risulta alta, il rischio è considerato “molto elevato”.

Gli indicatori sono divisi in tre ambiti:

  • il primo misura la capacità di raccolta dati delle singole Regioni;
  • il secondo la capacità di testare tutti i casi sospetti e di garantire adeguate risorse per contact tracing, isolamento e quarantena;
  • il terzo valuta la capacità “ricettiva” dei servizi sanitari e il monitoraggio del contagio.

Le Regioni che cambiano colore il 29 gennaio

Regioni in zona arancione

Nessuna Regione in zona rossa. Scendono invece in arancione Sicilia e Provincia di Bolzano, assieme a Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria. Tutte le altre in giallo, con grande stupore da parte dei cittadini.

La Sardegna ha deciso di impugnare la decisione del Governo. “Un provvedimento immotivato”, l’ha definito il presidente Christian Solinas, “che danneggia gravemente il nostro tessuto economico e produttivo”.

Il ricorso, pronto da giorni, è stato presentato al Tar Sardegna. Solinas contesta in particolare il mancato conteggio dei nuovi dati inviati sulle terapie intensive effettivamente occupate nelle settimane monitorate, il cui numero è ora inferiore alla soglia minima richiesta, e nemmeno l’apertura di 30 nuovi posti.

Regioni in zona gialla

Quasi tutta Italia, tranne 5 Regioni quindi, diventa zona gialla. La Basilicata potrebbe invece presto diventare, a partire da febbraio, la prima zona bianca d’Italia. Il territorio si sta avvicinando ad avere un Rt inferiore a 1 e un’incidenza settimanale della malattia inferiore a 50 casi per 100mila abitanti nella settimana. Per ora però resta gialla.

Grande novità per il Piemonte. Dopo un lungo tira e molla che aveva fatto ipotizzare fino all’ultimo che Torino e le altre città piemontesi sarebbero rimaste in zona arancione ancora per una settimana, seppur con dati favorevoli, il governatore Alberto Cirio è riuscito a spuntarla con il ministro della Salute Speranza. Il Piemonte torna quindi in zona gialla, ma a partire da lunedì 1 febbraio e non da domenica 31 gennaio.

Stesso scenario per la Lombardia. Dopo il caos dati causato da un errore della stessa Regione guidata da Fontana, era quasi scontato ormai che la Lombardia rimasse zona arancione. E invece, colpo di scena. Milano e tutti gli altri territori lombardi vengono promossi: da lunedì 1 febbraio scatterà ovunque la fascia gialla.

Scenario identico per il Lazio, che rischiava ancora la zona arancione e invece viene promosso anch’esso a giallo.

Guadagnano un colore migliore, passando a giallo, anche Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Valle d’Aosta e Veneto. 

Restano in zona gialla, come la settimana scorsa, anche le Regioni Campania, Molise Toscana e la Provincia autonoma di Trento.

Cos’è cambiato nei dati

Ma come mai le Regioni che rischiavano il colore arancione sono finite in fascia gialla? Il ministro Roberto Speranza ha chiesto ai tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute di valutare se applicare il Dpcm in modo diverso da come è stato fatto finora.

Prima, infatti, per passare da una zona con più restrizioni a una zona con maggiori aperture, si dovevano aspettare due settimane con dati compatibili con la classificazione inferiore, ma il conteggio iniziava dalla prima settimana in cui il monitoraggio rilevava il miglioramento dei dati Covid.

Così, di fatto, ci volevano ben tre settimane di indice Rt e parametri compatibili con la fascia gialla per diventare gialli. Adesso invece i 14 giorni sono netti, cioè con due monitoraggi da zona gialla si abbandona la fascia arancione, e con due da arancione quella rossa.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Le Regioni che cambiano colore il 1 febbraio