Regione Lombardia, Fontana spinge per il coprifuoco: come funziona e quali eccezioni ci sono

La situazione in Lombardia preoccupa così tanto le istituzioni che il governatore ha deciso di emanare una nuova ordinanza, più restrittiva rispetto alle misure già contenute nel Dpcm 18 ottobre

Volano i contagi in Lombardia. Lunedì 19 ottobre la Regione ha registrato 1.687 nuovi contagi su 14.577 tamponi effettuati: l’11,5%. La metà arriva dalla capitale finanziaria, Milano. Dove, peraltro, l’Ats ha ammesso di non essere più in grado di tracciare i contagi e ha chiesto a chiunque abbia il sospetto di essere entrato in contatto con un positivo di chiudersi in casa.

La situazione Covid in Lombardia

Più 3 le persone ricoverate in terapia intensiva, che salgono a 113, mentre i ricoverati non in terapia intensiva attualmente sono 1.136, cioè +71 rispetto al giorno prima.

Secondo la previsione della Commissione indicatori istituita dalla Direzione generale Welfare, al 31 ottobre solo in Lombardia potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4mila in terapia non intensiva. Nelle ultime 24 ore ci sono state altre 6 vittime, tra cui due nomi celebri dell’arte e del design, Enzo Mari e, a distanza di appena 24 ore, anche la moglie Lea Vergine.

La situazione preoccupa così tanto le istituzioni che il governatore Attilio Fontana ha deciso di emanare una nuova ordinanza, più restrittiva rispetto alle misure già contenute nel Dpcm 18 ottobre firmato dal premier Conte.

Appena travolto dal caso mediatico che lo vedrebbe al centro di un presunto “sistema Lombardia” fatto di affari di famiglia, conflitti di interessi e inflitrazioni mafiose, Attilio Fontana ha già incassato l’ok informale dell’Esecutivo, in particolare del ministro della Salute Roberto Speranza.

Regione Lombardia, scatta il coprifuoco

Se arriverà quindi l’ok ufficiale del Governo alla richiesta del governatore, che fa seguito a quella dei sindaci lombardi, a partire da giovedì 22 ottobre in Lombardia non si potrà più uscire di casa dalle 23 alle 5 di mattina, salvo casi eccezionali dimostrabili.

“Credo sia opportuno prendere un’iniziativa come questa che è simbolicamente molto importante”, ha detto il presidente Fontana. La decisione “non dovrebbe avere delle conseguenze di carattere economico particolarmente gravi che non lasciare che la situazione peggiori”.

Il numero uno della Regione Lombardia sostiene da settimane che l’Italia non si può permettere un nuovo lockdown, esattamente come detto dal premier Conte in conferenza stampa domenica sera. Per questo “dal punto di vista economico ma anche psicologico dobbiamo evitarlo e dobbiamo trovare la strada migliore per evitarlo”.

Un coprifuoco di sei ore, notturne, una finestra temporale dunque entro cui sarà possibile uscire solo per esigenze particolari: motivi di salute, con prescrizione medica o necessità di recarsi al pronto soccorso o in altri centri di primo soccorso, per motivi di lavoro – il permesso riguarda tutti coloro che iniziano o finiscono il turno nell’intervallo di tempo – o altri motivi di comprovata necessità.

La Regione Lombardia ha chiesto a Conte anche di valutare la chiusura dei centri commerciali di media e piccola distribuzione nei weekend, cioè sabato e domenica. Continuerebbero invece a restare aperti i supermercati e tutti i negozi di generi alimentari e di prima necessità. I gestori dei centri commerciali sono già sul piede di guerra.

La fase 2 a cui si prepara la Lombardia

Fontana ha spiegato che la decisione è legata alle proiezioni realizzate dagli esperti che “ci inducono a essere molto cauti, ad avere timore che entro 15 giorni si possa verificare una situazione che non sarebbe ancora da collasso ma che sarebbe sicuramente impegnativa”.

La proposta di un coprifuoco era già arrivata dal virologo Fabrizio Pregliasco, che aveva invitato le istituzioni a ragionare su una chiusura anticipata nelle grandi città italiane “per evitare un lockdown a Natale”.

Se si dovessero superare i 150 ricoveri per Covid in terapia intensiva, nei prossimi giorni sarebbe pronta la cosiddetta “fase 2” del piano ospedaliero lombardo, con l’attivazione anche delle terapie intensive alla Fiera di Milano e di Bergamo, per i quali in queste ore si lavora anche al reclutamento del personale.

L’ospedale in Fiera è quello della discordia: aperto anche grazie alla raccolta fondi di Fedez e Chiara Ferragni, a cui ora Conte ha chiesto una mano per sensibilizzare i più giovani sui social all’uso delle mascherine, secondo molti era stato un flop.

“Noi lo useremo entro pochi giorni, entro la fine di questa settimana, al massimo all’inizio della prossima sarà perfettamente pronto a ricevere dei malati”, ha detto Fontana. “Dio non voglia ce ne sia necessità – ha proseguito – spero che rimanga una garanzia, una sicurezza per i cittadini lombardi, qualcosa che abbiamo fatto per prevedere”.

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