Regali sgraditi a Natale? I consigli su come comportarsi

Parte la corsa al cambio dei regali di Natale sgraditi: dal rimborso ai buoni, come comportarsi quando un dono natalizio è indesiderato

Il 2022 volge ormai al termine e l’attenzione degli italiani è rivolta principalmente all’organizzazione del Capodanno, tra il cenone del 31 dicembre e il pranzo del 1° gennaio come tradizione vuole. Ma tra un messaggio e l’altro agli amici e ai parenti, per sapere location ed eventuali menù per la tavola, c’è anche chi in questi giorni si trova a fare i conti con i regali ricevuti per Natale che, forse per la fretta di ringraziare chi li ha donati o anche per la poca attenzione, potrebbero non andare bene.

Tra vestiti fuori misura, troppo grandi o troppo piccoli, o regali sgraditi, subito dopo le festività natalizie parte infatti l’assalto ai negozi per il cambio, anche se troppo spesso alcune attività rifiutano il ritorno della marce. Come fare valere i propri diritti?

Regali indesiderati, cosa fare?

Aduc, l’Associazione Utenti e Consumatori, ha redatto un vademecum per cercare di aiutare chi si trova in difficoltà nell’orientarsi a capire se esiste un modo per rispondere alle attività che rifiutano i cambi. Nella guida, parlando dei regali non funzionanti, è specificato che “se l’oggetto è guasto o non corrisponde a quanto descritto in confezione e/o pubblicità, vale la Garanzia legale a carico del venditore. Il venditore deve riparare o sostituire il bene entro tempi congrui, da pattuire insieme al consumatore”. Se questo non è possibile, si ha dunque diritto alla restituzione dei soldi in quanto l’associazione spiega che questo tipo di garanzia vale due anni e che bisogna fare la segnalazione entro due mesi dalla scoperta del guasto (qui vi abbiamo parlato dei rincari folli sui giocattoli).

Per quanto riguarda gli errori o i regali sgraditi, invece, la legge non prevede il diritto di recesso per l’acquisto fatto in un negozio fisico, a meno che questo non sia stato pattuito. Il negoziante, infatti, può acconsentire alla sostituzione del prodotto e subordinare il cambio a determinati limiti di tempo e/o alla presentazione dello “scontrino di cortesia”, ma non si ha comunque diritto alla restituzione dei soldi. Diversa la situazione degli acquisti online, in cui il diritto di recedere è consentito entro 14 giorni dall’acquisto.

Gli italiani riciclano i regali

E per tutte le altre situazioni? La via maestra, gli italiani insegnano, è il riciclo. Come vi abbiamo già raccontato in passato, infatti secondo i dati di Confcooperative sui regali di Natale gli italiani confermano la tendenza a essere “riciclatori seriali“. Lo segnala una ricerca che riporta come nonostante l’aumento delle tredicesime (+4% dai 44 miliardi del 2021, ai 45,7 di quest’anno) e il recupero, seppur parziale del lavoro, si afferma la “contro spesa”, con un riciclo di doni ricevuti per 3,2 miliardi di euro pari a un aumento di 400 milioni rispetto all’anno scorso.

Cinque persone su dieci, infatti, ricicleranno i doni ricevuti queste festività o conserveranno durante l’anno per utilizzarli al momento opportuno (53% donne e 47% uomini). Ci sono addirittura quelli che guadagnano dalla vendita del regalo ricevuto attraverso la vendita sulle piattaforme online, mentre altri scambieranno i doni ricevuti nei negozi di acquisto per trasformarli in buoni da spendere o prendere altri oggetti da regalare a loro volta.

Tra i regali “vittime” di riciclo troviamo in pole position i generi alimentari per il 45% (vini, spumanti, salumi, formaggi, prosecchi, grappe, amari, panettoni, pandori, cioccolato, torroni, miele, marmellata, dolci regionali e altri prodotti enogastronomici). Seguono al 29% sciarpe, guanti, cappelli, calzini e prodotti personali come cosmetici e creme. Per il 15% libri, articoli di cancelleria e pelletteria, 11% giocattoli.