Recovery Plan, cos’è McKinsey e perché se ne parla

Secondo alcuni quotidiani il Mef avrebbe chiesto una consulenza alla società americana McKinsey: il Ministero ha diffuso una precisazione

Nelle ultime ore si è diffusa l’indiscrezione relativa a una consulenza che il Ministero dell’Economia avrebbe chiesto a una società per la stesura del Recovery Plan. Il ministro Daniele Franco, secondo Il Fatto Quotidiano e La Repubblica, dovrebbe dunque avvalersi dell’esperienza di McKinsey, gigante americano della consulenza strategica aziendale. Cosa sappiamo fino ad ora.

Recovery Plan, cos’è McKinsey e perché se ne parla

Stando alle indiscrezioni della stampa, McKinsey (gigante americano della consulenza strategica aziendale) dovrebbe affiancare il Mef nella stesura del Recovery Plan. Il piano deve essere presentato alla Commissione europea entro il 30 aprile 2021.

Secondo La Repubblica sarebbe stato il Ministero dell’Economia a contattare McKinsey: il contratto di collaborazione sarebbe già stato firmato. L’obiettivo, vista la prossimità della scadenza, sarebbe quello di riscrivere il Recovery Plan: una corsa contro il tempo anche per via del ritardo accumulato nei mesi scorsi, anche a causa della crisi di governo.

Quanto sarà pagata la consulenza di McKinsey? Secondo le indiscrezioni, il Mef dovrebbe corrispondere alla società solo una sorta di rimborso spese. McKinseky otterrebbe i ritorni a operazione conclusa, quando si dovranno avviare tutti i progetti inseriti nel Recovery Plan, ossia dopo l’approvazione.

Il Mef avrebbe chiesto a McKinsey di esaminare i progetti degli altri Paesi: per il resto, la collaborazione dovrebbe essere esclusivamente tecnica, legata dunque alla valutazione dei costi e dell’impatto dei singoli progetti.

Inoltre, nella società americana ha lavorato in passato il neo ministro della Transizione digitale, Vittorio Colao.

Recovery Plan, McKinsey consulente? La nota del Mef

In seguito alle indiscrezioni relative alla consulenza di McKinsey, il Mef ha diffuso una nota in cui precisa che “la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano (PNRR) è in capo alle Amministrazioni competenti e alle strutture del Mef, che si avvalgono di personale interno degli uffici”.

“McKinsey – prosegue il comunicato -, così come altre società di servizi che regolarmente supportano l’Amministrazione nell’ambito di contratti attivi da tempo e su diversi progetti in corso, non è coinvolta nella definizione dei progetti del PNRR”.

Questo però non esclude il coinvolgimento della McKinsey, cui il Mef ha chiesto “supporto per l’elaborazione di uno studio sui piani nazionali ‘Next Generation’ già predisposti dagli altri paesi dell’Unione Europea e un supporto tecnico-operativo di project-management per il monitoraggio dei diversi filoni di lavoro per la finalizzazione del Piano”.

Il Mef ha aggiunto che il contratto con McKinsey:

  • ha un valore di 25 mila euro (più Iva);
  • è stato affidato ai sensi dell’art. 36, comma 2, del Codice degli Appalti, ovvero dei cosiddetti contratti diretti ‘sotto soglia’.

Le informazioni relative al contratto saranno rese pubbliche, ha precisato il Mef, nel rispetto della normativa sulla trasparenza.

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