Record di vaccini, ma il Covid non molla: dove colpisce di più, gli indici Rt delle Regioni

Per la prima volta, l'Italia raggiunge il traguardo di 15 milioni di vaccinazioni anti-Covid. I dati migliorano perché riflettono i dati della fine di marzo. Ecco tutti i numeri

Record di vaccini in Italia: per la prima volta, l’Italia raggiunge il traguardo di 15 milioni di vaccinazioni anti-Covid somministrati. E mentre il ministro Speranza annuncia la nuova data dell’immunizzazione per gli under 60, l’altra buona notizia è che l’Ue ha comunicato che arriveranno più dosi del previsto, ben 6,5 milioni di dosi in più.

Vaccini record in Italia

Siamo passati da 150mila a 350mila vaccinazioni, come spiegato dalla ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini. 15 milioni di somministrazioni, 1 milione solo negli ultimi tre giorni, facendo registrare un’accelerazione proprio mentre il 70% degli italiani, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza, era in zona rossa.

L’87,2% delle dosi consegnate alle Regioni è stato ad oggi somministrato, e sono state trasferite oltre 400mila dosi di vaccino Moderna arrivate nell’hub nazionale di Pratica di Mare. L’obiettivo fissato dal commissario Figliuolo è arrivare tra fine aprile e i primi di maggio a 450-500mila somministrazioni al giorno.

Immunità di gregge, quando?

“Dopo le difficoltà iniziali le Regioni stanno correndo sulle categorie prioritarie, stanno vaccinando a ritmo serrato”. Questo, assicura Gelmini, ci consentirà di raggiungere l’immunità di gregge tra agosto e settembre. Un dato che, però, ad oggi pare un miraggio secondo gli esperti. Su queste basi Draghi e la sua squadra hanno costruito i primi tasselli della road map delle riaperture. Un punto di equilibrio, necessario, “un rischio ragionato” l’ha chiamato il premier.

Ma la situazione dell’epidemia in Italia, seppur in lieve miglioramento perché riflesso dei contagi avvenuti negli ultimi 10 giorni di marzo, non è per nulla rassicurante. Restano ancora nettamente al di sopra della soglia critica sia l’occupazione in terapia intensiva (39%) che quella nelle aree mediche (41%).

La diminuzione dell’incidenza settimanale (160,5 per 100mila abitanti contro 210,8 della settimana scorsa), l’Rt in calo a 0,85 e la diminuzione generale del rischio per le Regioni vanno interpretati con cautela, spiega l’Istituto Superiore di Sanità nel suo ultimo monitoraggio, perché i numeri sono influenzati dal basso numero dei tamponi effettuati nel periodo delle festività pasquali.

L’indice Rt delle Regioni

Nel periodo 24 marzo-6 aprile l’indice di contagio Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,71– 0,97), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto l’1 anche nel limite superiore.

5 Regioni/Province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1. Tra queste, una Regione (Sardegna) ha una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Due Regioni (Sicilia e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Ma ecco tutti gli indici Rt nel dettaglio.

Regioni con Rt inferiore a 1

  • Friuli Venezia Giulia: 0,72
  • Piemonte: 0,75
  • Lombardia: 0,78
  • Emilia-Romagna: 0,78
  • Lazio: 0,79
  • Molise: 0,79
  • Provincia autonoma di Bolzano: 0,87
  • Provincia autonoma di Trento: 0,87
  • Puglia: 0,89
  • Calabria: 0,9
  • Marche: 0,9
  • Abruzzo: 0,92.

Regioni con Rt superiore a 1

  • Campania: 1
  • Liguria: 1
  • Basilicata: 1,08
  • Sardegna: 1.38.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Record di vaccini, ma il Covid non molla: dove colpisce di più, gli i...