Covid, in un Paese si pensa già alla quarta dose: ecco quale

In Italia il dibattito sull'obbligo vaccinale, mentre Usa e Gran Bretagna testimoniano approcci diversi al nuovo round di immunizzazioni

In Italia il dibattito è fermo alla necessità o meno di una terza dose di vaccino, mentre, nell’ultima conferenza stampa, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha manifestato anche l’intenzione di rendere obbligatorio l’essere immunizzati contro il coronavirus. Per il momento, come tra l’altro hanno ricordato alcune forze politiche, l’obbligo vaccinale è in vigore solo in un piccolo numero di paesi: nessuno dei quali è europeo – qui un elenco completo.

Terza dose, chi è pro e chi è contro nel mondo

All’estero, non manca chi si è espresso favorevolmente a una terza dose di vaccino. La Germania è in effetti passata dalle parole ai fatti: qui la terza puntura per i cittadini è prevista a settembre. Indecisa la Gran Bretagna. Contrari invece gli Stati Uniti.

C’è tuttavia un Paese che non solo si è portato avanti con il terzo round di immunizzazioni, ma sta anche discutendo di un eventuale quarta dose, continuando a rivestire, così, quel ruolo di apripista che in effetti si è conquistato all’inizio della campagna vaccinale globale.

Di quale paese si tratta?

Quale Paese discute di somministrare ai cittadini la quarta dose

Si tratta di Israele. Per gli esperti del Paese, il vaccino dovrà essere una sorta di richiamo periodico. Va ricordato che Israele si è portato avanti anche con la somministrazione di una terza dose agli abitanti, dopo aver completato con successo, e prima di tutti, l’immunizzazione della popolazione con la prima dose e con il richiamo.

Diverse sono state però le criticità che si è potuti osservare seguendo il saliscendi della curva dei contagi, delle ospedalizzazioni e delle terapie intensive in Israele. Sembra che la strategia dei virologi nazionali, fondata unicamente sulla campagna vaccinale per arginare la diffusione del coronavirus, non si sia dimostrata efficace: in assenza di restrizioni capaci di rafforzare lo scudo offerto dai vaccini, i contagi sono saliti nonostante gli obiettivi raggiunti.

C’è di più, come ribadito anche in Italia, e in Israele dal virologo-vip Salman Zark è possibile che in vista delle prossime dosi i vaccini vengano aggiornati per tenere il passo col la maggiore contagiosità delle varianti: si sa, ad esempio, che la Delta è in grado di ridurre – ma non di molto – l’efficacia del preparati. Compreso il Pfizer, che in Israele è stato adoperato quasi in esclusiva.

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