Quarantena, cambiano i giorni: le nuove regole per vaccinati e non

Novità in arrivo per la quarantena Covid: ecco le nuove direttive adottate dal Cts-Comitato Tecnico Scientifico, con differenze tra chi ha ricevuto il vaccino e chi no

Non solo green pass (qui tutti i luoghi in cui è obbligatorio dal 6 agosto). Novità in arrivo anche per la quarantena Covid: ad annunciarlo il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha anticipato le nuove direttive adottate dal Cts-Comitato Tecnico Scientifico.

Quarantena e isolamento, quali differenze

Ricordiamo che quarantena e isolamento sono misure di salute pubblica essenziali e obbligatorie attuate per evitare l’insorgenza di ulteriori casi di positività al Covid.

La quarantena è quella che fa una persona sana che sia un contatto stretto di una persona risultata positiva al Covid, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi.

L’isolamento consiste invece nel separare quanto più possibile le persone affette da Covid da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità.

Fino ad oggi, la quarantena durava almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, di cui, se con sintomi, almeno gli ultimi 3 giorni senza.

Al termine, era necessario avere un tampone negativo: in caso di variante Delta il test doveva essere necessariamente molecolare, mentre per le altre varianti era sufficiente anche solo il tampone rapido, cosiddetto antigenico.

Quarantena, le nuove regole

Ora, le regole cambiano, ma non per tutti. La quarantena infatti passa da 10 giorni a 7 ma solo per i vaccinati (qui tutte le informazioni sulla copertura da vaccino). I vaccinati che hanno quindi un contatto con una persona positiva al Covid dovranno fare una quarantena di 7 giorni, anziché di 10. Al termine dei 7 giorni dovranno comunque fare un tampone molecolare (non vale il rapido).

Resta invece la quarantena di 10 giorni per i non vaccinati.

Nulla cambia invece per le persone che continuano a risultare positive per lungo tempo al tampone, che in caso di assenza di sintomatologia da almeno 7 giorni, fatta eccezione per perdita o alterazione di gusto o olfatto, possono interrompere l’isolamento al termine del 21° giorno.

I casi positivi a lungo termine possono sempre interrompere l’isolamento solo dopo l’avvenuta negativizzazione al test molecolare.

Quarantena, cosa fare per rientrare in comunità e al lavoro

La fine del periodo di isolamento/quarantena può essere certificata, a seconda dell’organizzazione adottata dalle singole Regioni:

  • dal medico del Dipartimento di Prevenzione o Servizio di Igiene Pubblica (SISP) della ASL competente per territorio
  • dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

Per rientrare al lavoro, al termine del periodo di quarantena, se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare direttamente e il periodo di assenza risulta coperto dal certificato.

Qualora durante il periodo di quarantena la persona dovesse sviluppare invece dei sintomi, il Dipartimento di Sanità Pubblica, che si occupa della sorveglianza sanitaria, provvederà all’esecuzione del tampone.

In caso di esito positivo bisognerà attendere la guarigione clinica ed eseguire un test molecolare dopo almeno 3 giorni senza sintomi. Se il test molecolare risulterà negativo la persona potrà tornare al lavoro, altrimenti proseguirà l’isolamento.

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