Quando finisce la pandemia? Il nuovo monitoraggio Iss: 3 Regioni a rischio

Prosegue la discesa dei nuovi contagi in Italia e si inizia davvero a vedere la fine della pandemia, ma 3 Regioni italiane sono a rischio moderato

Mentre i portuali di Trieste e i lavoratori di altre realtà italiane provano a bloccare il Paese contro il green pass, prosegue la discesa dei nuovi contagi in Italia e si inizia davvero a vedere la fine della pandemia, grazie all’evidente effetto dei vaccini, che ci hanno permesso di riprendere una vita quasi normale mantenendo un livello alto di sicurezza.

L’efficacia del vaccino contro l’infezione da Covid è risalita al 77,6% e si conferma estremamente elevata nel ridurre le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (92,5%) e in terapia intensiva (94,8%), per non parlare dei decessi (94,6%).

Covid Italia, incidenza e ricoveri in discesa

Stando all’ultimo monitoraggio Iss, scende infatti ancora l‘incidenza nazionale dei nuovi casi Covid a livello nazionale: 29 per 100mila abitanti nel periodo 08-14 ottobre, contro i 34 della settimana precedente. L’incidenza, sottolinea nel suo nuovo monitoraggio settimanale, si trova al di sotto della soglia settimanale di 50 casi ogni 100mila abitanti, che può consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento o sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

Nel periodo 22 settembre-5 ottobre, sale invece leggermente l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici, pari a 0,85, contro 0,83 della settimana scorsa. Ma come su QuiFinanza ribadiamo da inizio pandemia, in realtà l’Rt è un dato poco utile perché fuorviante, mentre è molto meglio guardare all’incidenza, oltre naturalmente a ricoveri e terapie intensive.

Anche l’occupazione dei posti letto in ospedale infatti è calata. Diminuisce il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale, al 4,6%, mentre la scorsa settimana era al 5,1%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in calo da 2.968 a 2.665.

Mentre escono i dati relativi alle Regioni in cui si muore di più (ecco quali sono, 4 in particolare), stesso discorso vale per il tasso di occupazione in terapia intensiva, pari al 4,1%, rispetto al 4,8% della scorsa settimana, con una lieve diminuzione del numero di persone ricoverate da 433 a 370.

Quanti sono i non vaccinati in Italia

Al 13 ottobre il 77,5% della popolazione italiana ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 73,3% ha completato il ciclo vaccinale. Il numero di vaccinati con almeno una dose cresce dell’1,2% nelle fasce 20-29 e 30-39, dello 0,9% nelle fasce 12-19 e 40-49, dello 0,7% nella fascia 50-59, mentre il problema vero riguarda gli over 60, dove l’incremento è appena dello 0,3%.

Nell’ultima settimana scende ancora il numero di somministrazioni. In particolare, sono ancora 3,2 milioni (ben l’11,8%) gli over 50 che non hanno completato il ciclo vaccinale, di cui 2,48 milioni non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino.

Attualmente nelle terapie intensive ci sono per la quasi totalità pazienti non vaccinati. Putroppo, ad oggi, giorno di entrata in vigore delle nuove regole sul green pass (qui una guida veloce e definitiva con tutte le regole sul lavoro), l’introduzione del certificato verde non è bastato a convincere quello spicchio di popolazione non intenzionata a vaccinarsi.

Secondo quanto riportato dall’analisi degli ultimi dati della Fondazione Gimbe, il numero di nuovi vaccinati, ovvero delle persone che hanno deciso di effettuare la prima dose di vaccino anti-Covid, è sceso da 493mila a 378mila. È il secondo calo settimanale consecutivo, che fa registrare un -23,2% in 7 giorni.

Perché i non vaccinati sono un problema per tutti

Gimbe stima che i lavoratori senza protezione vaccinale siano ancora 3,8 milioni: quindi, da venerdì 15 ottobre il fabbisogno settimanale stimato di tamponi antigenici rapidi è compreso tra 7,5 e 11,5 milioni, un numero molto lontano dai 1,2 milioni effettuati nell’ultima settimana.

Non solo. I non vaccinati ci costano tanto, anzi tantissimo: oltre 63 milioni di euro al mese. La stima è stata calcolata nell’ultimo Instant Report Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) dell’Università Cattolica, che sottolinea come ad oggi siamo di fronte a due pandemie “che corrono insieme”: quella dei vaccinati e non e quella che riguarda i non vaccinati che generano un impatto economico sul Servizio sanitario nazionale.

Nel periodo tra il 20 agosto e il 19 settembre gli ospedalizzati non vaccinati che avrebbero evitato il ricovero in area Medica, se immunizzati, sono pari a 5.798, mentre quelli dell’area critica sono pari a 691. Il totale dei costi ammonta a 63.811.181 milioni di euro di cui 46.501.415,30 per le ospedalizzazioni in area medica e 17.309.766,11 per le ospedalizzazioni in terapia intensiva.

Il problema in aggiunta, spiega Federfarma, è che circa due terzi dei test vengono eseguiti nelle farmacie private, ma di queste meno della metà – 8.331 su circa 19mila – oltre a 327 centri privati, hanno aderito all’accordo che garantisce i tamponi a prezzo calmierato.

“Per far fronte all’aumento del fabbisogno di test – spiega il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – è urgente sia ampliare il numero di farmacie e altre strutture autorizzate che aderiscono all’accordo, sia potenziare l’attività per aumentare il numero di tamponi”.

3 Regioni a rischio moderato Covid

Tornando ai contagi, la scorsa settimana 4 Regioni erano classificate a rischio moderato: Basilicata, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta. Questa settimana scendono a 3: confermata la Valle d’Aosta e si aggiungono Marche e Molise.

Le altre Regioni risultano tutte classificate a rischio basso. La Provincia autonoma di Bolzano e la Sardegna riportano  però un’allerta di resilienza legata ai servizi sanitari territoriali.

Mappe Ecdc, le Regioni messe meglio e peggio

Guardando invece le nuove mappe Covid elaborate dall’Ecdc europeo, quasi tutto il Nord-Italia è in verde nella mappa aggiornata sull’incidenza in Europa, con l’eccezione di Veneto, Emilia Romagna e Provincia di Bolzano.

Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in Italia le aree con bassa incidenza di nuovi contagi sono sempre di più. Lo stesso trend si registra, finalmente, anche in Francia e Spagna.

La Germania resta invece colorata di rosso. Le regioni Ue dove la situazione è più seria si trovano in Slovenia, Romania, parte meridionale della Bulgaria e Repubbliche baltiche. Romania e Bulgaria, non a caso, sono i Paesi europei con i tassi di vaccinazione più bassi.

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