Quando finirà il coprifuoco e perché è un problema per il governo

La scelta di mantenere il divieto di uscita anche in zona gialla nella forma prevista dai precedenti dpcm ha scatenato le polemiche

Aprono i ristoranti, anche a cena, e i cinema. Ma resta il coprifuoco, nella forma stabilita dai precedenti dpcm. Cioè dalle 22 alle 5. Non sono stati in pochi a notare una contraddizione nelle scelte annunciate dal governo nel corso della conferenza stampa di venerdì sulle riaperture.

Le cene fuori casa infatti dovrebbero rientrare nei tempi stabiliti dal divieto straordinario di uscita, e così gli spettacoli, che non potrebbero presumibilmente essere programmati, per la fascia serale, in modo da terminare oltre la linea rossa delle dieci di sera.

Quando finirà il coprifuoco

Sui tempi di una delle più contestate scelte in continuità con quanto disposto dai precedenti provvedimenti anti-Covid, predomina l’incertezza. Se, infatti, l’Italia potrà colorarsi di giallo dal 26 aprile, e dal 15 maggio gli italiani potranno ritornare in piscina o al mare, sull’abolizione del coprifuoco si sa molto poco: “Si valuterà settimana dopo settimana“, ha chiarito il ministro della Salute Roberto Speranza ai giornalisti. Un po’ come i colori delle regioni, quindi: aggiornamenti regolari e scadenze settimanali.

Proprio per il cortocircuito che si sarebbe venuto a creare tra l’obbligo di rientrare a casa e il prolungamento delle attività nei settori ristorazione spettacolo, alcuni retroscena pubblicati sui giornali nei giorni scorsi ipotizzavano una scadenza spostata in avanti, alla mezzanotte. Così non è stato.

Le reazioni della politica

Sul tema interviene il leader della Lega Matteo Salvini, dalle posizioni notoriamente aperturiste e spesso in conflitto con il governo: “Visto che la vita all’aperto comporta un rischio contenuto, anche il limite di orario delle 22 conto che possa essere rivisto”, ha dichiarato, preannunciando che il tema sarà portato in Consiglio dei Ministri.

Per il presidente della Conferenza delle Regioni, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, la misura potrebbe essere abbandonata successivamente. Favorevolmente all’abbandono del coprifuoco si era espresso anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Nelle stesse ore del dibattito italiano, oltralpe Angela Merkel difendeva il coprifuoco, a fronte di un aumento di contagi in Germania: “Il quadro molto grave, il Covid non perdona”, queste le parole della cancelliera tedesca.

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