Influencer, pubblicità occulta per integratori e pastiglie: a cosa stare attenti

Sui social si moltiplicano i post di influencer e celebrità che promuovono sostituiti del pasto, integratore e pastiglie, con grossi rischi per la salute

Altroconsumo lancia l’allarme per gli influencer che spesso pubblicano post ingannevoli su integratori alimentari, tisane, prodotti dietetici. Per questo ha organizzato un webinar in cui diversi esperti hanno spiegato come difendersi da ciò che si vede sui social, e che spesso cela pratiche illegali o al limite di quanto previsto dalla legge.

L’incontro è stato finanziato dalla Commissione Europea e fa parte del progetto FoodSuppAds, e si pone come obiettivo quello di contrastare i casi di pubblicità occulta sui social e la disinformazione per quanto riguarda l’alimentazione e la salute.

La pubblicità, in base a quanto stabilito dalle norme vigenti nell’Unione Europea, deve essere sempre riconoscibile e distinguibile da altre forme di comunicazione. Ogni post non esplicitamente pubblicato con intento commerciale è dunque da considerarsi ingannevole.

Influencer, pubblicità occulta per integratori e pastiglie: l’uso dell’hashtag

Quando vengono venduti direttamente o promossi prodotti per conto di aziende, è necessario utilizzare un hashtag apposito, come #ad, #advertising, #pubblicità, #sponsorizzato seguito dal nome del brand.

Questo sistema è stato consigliato dall’Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza sui social con lo scopo di permettere agli utenti di identificare facilmente video e foto promozionali, e non far incorrere gli influencer nelle sanzioni previste per la pubblicità occulta.

Tuttavia, secondo i dati in possesso di Adnkronos solo il 29,9% dei post sponsorizzati nel campo della moda contiene un hashtag che fa riferimento esplicito alla natura promozionale del contenuto. La percentuale scende addirittura sotto il 6% per la categoria che riguarda cibo e bevande.

La causa del mancato utilizzo degli hashtag è da trovare non tanto negli intenti truffaldini degli influencer, quanto nel fatto che l’algoritmo di Instagram, ad esempio, nasconde i post che contengono testi che rimandano alla pubblicità, premiando invece quelli organici.

Solo un numero compreso tra il 5% e il 10% di follower verrebbe raggiunto con gli hashtag, secondo quanto ha riferito l’esperto Luca Macellari Palmieri nel corso del webinar.

Una fetta così piccola di pubblico non fa gola alle aziende, e per questo molti influencer cercano di aggirare questa raccomandazione dell’Antitrust, a volte esplicitamente parlando di promozione nei video e nelle stories, altre omettendo totalmente la natura del post.

Influencer, pubblicità occulta per integratori e pastiglie: i codici sconto

Tra le pratiche scorrette rilevate da Altroconsumo, viene evidenziato che molte celebrità del web regalano codici sconto ai propri seguaci spacciandoli per una grande conquista dalle aziende. In realtà sono proprio queste ultime a fornirli da contratto.

Nelle tante segnalazioni arrivate all’associazione dei consumatori, sono presenti anche le marche Herbamour e Juice Plus, che promuovevano il proprio prodotto in maniera poco trasparente assoldando falsi testimonial.

Influencer, pubblicità occulta per integratori e pastiglie: i rischi per la salute

L’allarme più rilevante riguarda quello annunciato dall’avvocata Marisa Marrafino dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, che ha sottolineato l’importanza delle parole usate dagli influencer nella promozione di determinati prodotti.

Integratori, pastiglie e sostituti del pasto sono infatti prodotti che, se usati nel modo scorretto, possono minare la salute. E per questo modificare la percezione del consumatore su un prodotto utilizzando termini inesatti o diffondendo vere e proprie fake news può rivelarsi molto pericoloso.

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