Prenotazione vaccino anti-Covid per gli over 80: le date per Regione

Dopo la Fase 1 che ha visto coinvolti medici, infermieri e anziani nelle Rsa, prende il via in buona parte dell'Italia la cosiddetta Fase 2 del piano vaccinazione nazionale

Dopo la Fase 1 che ha visto coinvolti medici, infermieri e anziani nelle Rsa, prende il via in buona parte dell’Italia la cosiddetta Fase 2 del piano vaccinazione nazionale. Ora è la volta degli over 80 (categoria in cui generalmente rientrano anche tutti i nati nel 1941), anche se si tratta di una pianificazione al momento molto disordinata, visto che ogni Regione fa da sé.

Cosa sapere sul vaccino anti-Covid

L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è prevenire le morti da Covid e raggiungere al più presto l’immunità di gregge per il SARS-CoV2. La campagna è partita il 27 dicembre, vista l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti Covid di Pfizer/BioNTech.

Dopo una fase iniziale, limitata per il numero di dosi consegnate, si svilupperà in continuo crescendo. I vaccini saranno offerti a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione, per questo sono sicuri. In ogni caso il profilo di sicurezza viene continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.

Ricordiamo che al momento non è intenzione del Governo rendere il vaccino obbligatorio, ma nel corso della campagna sarà valutato il tasso di adesione dei cittadini ed eventualmente si potrebbe considerare anche questa eventualità, come peraltro già avviene per altri vaccini in età pediatrica.

Una volta effettuato il vaccino viene rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione. Le istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’OMS stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale.

Il piano vaccini in Italia

L’Italia, in base agli accordi stipulati inizialmente, potrà contare sulla disponibilità di 215 milioni di dosi. Le tempistiche e le cifre potranno essere soggette a variazioni in funzione dei processi di autorizzazione e assegnazione delle dosi.

Il primo vaccino ad essere autorizzato in Unione Europea è stato Comirnaty di Pfizer-BioNtech il 21 dicembre. Le vaccinazioni con il Comirnaty sono iniziate con il Vaccine day, il 27 dicembre, in Italia e in Europa.

Il 6 gennaio è stato autorizzato dall’EMA anche il vaccino Moderna, autorizzato da AIFA il 7 gennaio. In aggiunta, il 7 gennaio la Commissione Europea ha comunicato la sottoscrizione di un ulteriore accordo con Pfizer/BioNtech per altre 300 milioni di dosi che saranno successivamente ripartite in quota parte alla popolazione di ogni Paese membro.

Gli studi clinici su Comirnaty e Moderna hanno dimostrato un’efficacia molto elevata del vaccino, rispettivamente, dopo una settimana e dopo due settimane dalla seconda dose. Il massimo della protezione si ha, quindi, dopo questo periodo. Sebbene anche dopo la prima dose è verosimile che ci sia una certa protezione dal virus, questa non è immediata dopo l’inoculazione del vaccino, ma si sviluppa progressivamente dopo almeno 7-14 giorni dall’iniezione. La seconda dose del vaccino, effettuata ad almeno 21 giorni dalla prima dose per Comirnaty e a 28 per Moderna, ha il compito di rinforzarla e renderla più prolungata.

Chi si vaccina per primo

Secondo quanto riportato nel Piano strategico vaccini messo a punto dal super commissario all’emergenza Covid Arcuri (aggiornato tuttavia solo al 12 dicembre 2020), questo il numero di persone interessate, per categoria:

  • operatori sanitari e sociosanitari: 1.404.037
  • personale ed ospiti delle RSA per anziani: 570.287
  • anziani over 80 anni: 4.442.048
  • persone dai 60 ai 79 anni: 13.432.005
  • popolazione con almeno una comorbidità cronica: 7.403.578.

Naturalmente, con l’aumento delle dosi di vaccino si era già previsto di iniziare a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazioni, fra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali:

  • insegnanti e personale scolastico
  • forze dell’ordine
  • personale delle carceri
  • personale dei luoghi di comunità.

I bambini al momento non si possono vaccinare contro il Covid. Comirnaty, il vaccino di Pfizer/BioNThec, e Moderna, non sono attualmente raccomandati per i bambini di età inferiore rispettivamente, a 16 e 18 anni. L’Agenzia europea, così come le altre agenzie internazionali, attendono ulteriori studi per poter autorizzare la vaccinazione sulla popolazione pediatrica.

Nel corso dell’epidemia come ovvio si potrà attuare una strategia di tipo adattativo, qualora venissero identificate particolari categorie a rischio o gruppi di popolazione in grado di sostenere la trasmissione dell’infezione nella comunità, o nel caso in cui si sviluppassero focolai epidemici rilevanti in specifiche aree del Paese, destinando eventuali scorte di vaccino a strategie vaccinali di tipo “reattivo” (la cosiddetta reactive vaccination).

Quanti e quali vaccini per l’Italia

Guardando a quali e quanti vaccini avrebbero dovuto essere disponibili in Italia, in base ad accordi preliminari d’acquisto sottoscritti dalla Commissione europea e previa AIC, ecco la stima in milioni nel 2021, seppur evidentemente disattesa, sia per i ritardi di Pfizer sia per l’assenza, al momento, di Sanofi e Curevac (Johnson & Johnson potrebbe arrivare invece arrivare presto):

  • AstraZeneca: totale 40,38 (16,155 primo trimestre 2021; 24,225 secondo trimestre 2021)
  • Pfizer/BioNTech: totale 26,9 (28,749 primo trimestre 2021; 8,076 secondo trimestre 2021; 10,095 terzo trimestre 2021)
  • Johnson & Johnson: totale 53,84 (14,806 secondo trimestre 2021; 32,304 terzo trimestre 2021; 6,73 quarto trimestre 2021)
  • Sanofi/GSK: totale 40,38 (20,19 primo trimestre 2022; 20,19 secondo trimestre 2022)
  • Curevac: totale 30,285 (2,019 primo trimestre 2021; 5,384 secondo trimestre 2021; 6,73 terzo trimestre 2021; 8,076 quarto trimestre 2021; 8,076 primo trimestre 2022)
  • Moderna: totale 10,768 (1,346 primo trimestre 2021; 4,711 secondo trimestre 2021; 4,711 terzo trimestre 2021).

Le prenotazioni nelle Regioni

Ma cosa stanno facendo le Regioni per mettere in pratica in piano vaccini nazionale? C’è chi ha deciso di coinvolgere i medici di base, chi le farmacie, chi ha preferito il tradizionale Cup (Centro Unico di Prenotazione), chi si è affidato alla piattaforma realizzata da Poste Italiane (la Sicilia è stata la prima ad aderirvi) e anche chi ne ha realizzate di proprie. Insomma, un piano nazionale, ma all’italiana.

Ciò che si può già fare oggi in alcune Regioni – e via via nei prossimi giorni in tutte le altre – è prenotarsi su una piattaforma online dando di fatto la propria adesione. Una volta registrati però non si ottiene di solito già un appuntamento, ma a indicazioni successive che verranno fornite alla persona prenotata da parte delle Asl.

  • Campania: sabato 30 gennaio
  • Lazio: lunedì 1 febbraio
  • Sicilia: lunedì 8 febbraio
  • Friuli Venezia Giulia: mercoledì 10 febbraio
  • Trentino Alto Adige: giovedì 11 febbraio
  • Puglia: giovedì 11 febbraio
  • Umbria: venerdì 12 febbraio
  • Toscana: lunedì 15 febbraio
  • Veneto: lunedì 15 febbraio
  • Emilia Romagna: lunedì 15 febbraio
  • Liguria: lunedì 15 febbraio
  • Lombardia: martedì 16 febbraio
  • Abruzzo: giovedì 18 febbraio
  • Piemonte: nessuna prenotazione, la farà il medico di famiglia.

Non sono invece ancora stati definiti i tempi per Basilicata, Calabria, Marche, Sardegna e Valle D’Aosta.

Dal 31 dicembre 2020 è attiva una dashboard dove sono raccolti i dati e le statistiche relativi alla somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale. La potete consultare qui.

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