Positivo in volo: è un contatto stretto? Scatta la quarantena? Le indicazioni del Governo

Cosa fare in caso di viaggi a contatto con una persona risultata positiva: quando è un contatto "stretto" e per chi scatta la quarantena

Aumentano a dicembre i viaggi e gli spostamenti, sia in Italia che all’estero. Le persone che si muovo, sfruttando le pause a lavoro, sono sempre di più. Che sia per andare a trovare la famiglia o, semplicemente, per una vacanza, le partenze tra Natale e Capodanno sono decisamente maggiori che nei mesi precedenti. Questa tendenza, però, combinata al crescente numero dei contagi preoccupa gli esperti, perché di fatto non fa altro che far aumentare le probabilità di contagio. Insomma, dati alla mano e dando un’occhiata ai numeri della curva pandemica, potrebbe capitare a chi prende o ha preso un aereo, un treno o autobus entri in contatto con un positivo. Cosa bisogna fare, allora, in questi casi?

Come funziona il “contact tracing”: il tracciamento dei contatti da parte del Governo

Identificare e gestire i contatti dei casi confermati di COVID-19 permette al Governo di individuare e isolare rapidamente gli eventuali casi secondari e interrompere così la catena di trasmissione. Il tracciamento dei contatti, cd. “contact tracing”, è l’attività di ricerca e gestione dei contatti di un caso confermato.

Un contatto di un caso COVID-19 è qualsiasi persona esposta ad un caso probabile o confermato COVID-19 in un lasso di tempo che va da 48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del caso.

Se il caso non presenta sintomi, si definisce contatto una persona che ha avuto contatti con il caso indice in un arco di tempo che va da 48 ore prima della raccolta del campione che ha portato alla conferma e fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del caso.

Quando una persona si considera “contatto stretto”

A seconda dell’esposizione al virus, una persona che ha viaggiato insieme a qualcuno risultato poi positivo al Coronavirus può essere considerato un “contatto stretto” oppure un “contatto a basso rischio“. È importante capire in quale categoria si rientra perché, come spiegano le linee guida fornite dal Governo, da questo dipenderanno i giorni di quarantena e isolamento.

Il “contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è una persona che:

  • vive nella stessa casa di un caso COVID-19;
  • ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
    una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei;
  • ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19.

In questa categoria rientrano anche gli operatori sanitari o altre persone che forniscono o hanno fornito assistenza diretta ad un caso COVID confermato, oppure ancora il personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei.

Quando il viaggio con un positivo è considerato a “basso rischio”

Come abbiamo visto, un volo (o qualsiasi altro spostamento) può esporre il passeggero a contatto con il positivo ai rischi e le conseguenze di chi è considerato un contatto stretto. Un viaggiatore, per essere considerato a “basso rischio”, è una persona che ha avuto una o più delle seguenti esposizioni:

  • contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti;
  • si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) o che ha viaggiato con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti;
  • tutti i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso COVID-19, ad eccezione dei passeggeri seduti entro due posti in qualsiasi direzione rispetto al caso COVID-19, dei compagni di viaggio e del personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto che sono infatti classificati contatti ad alto rischio.

Positivo in volo: quando scatta la quarantena?

Le indicazioni del Ministero della Salute sono molto chiare: “In caso in cui si venga identificati come contatto stretto di caso confermato COVID-19, nessun test con esito negativo permette di essere esonerati dal sottoporsi ad un periodo di quarantena della durata di almeno 7 o 10 giorni (a seconda dello stato vaccinale) dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo”.

I contatti stretti di un caso confermato COVID-19, una volta ricevuta la comunicazione del positivo in volo da parte del Ministero della Salute, devono allertare il proprio medico, che avviserà o fornirà tutte le indicazioni per contattare il Dipartimento di prevenzione della ASL o ATS competente per territorio che disporrà la quarantena e la sorveglianza. In linea generale, possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena della durata di almeno 7 giorni (per chi ha completato il ciclo vaccinale) 10 giorni (se non si è vaccinati) a partire dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test antigenico o molecolare con risultato negativo.

Il “contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) di un caso confermato COVID-19 nell’ambito di treni, aerei o altro mezzo di trasporto, è definito come “una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto”.

I test ammessi sono:

  • molecolari;
  • antigenici rapidi;
  • sierologici.

Come riportato sul sito del Governo: “I test antigenici rapidi su saliva, sulla base delle evidenze disponibili, NON sono al momento raccomandati come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei, in quanto non raggiungono i livelli minimi accettabili di sensibilità e specificità”.

Qui l’elenco delle farmacie convenzionate, i nuovi prezzi dei tamponi e le regole di validità del Green pass per chi viaggia.

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