Piemonte in zona rossa, tutte le scuole chiuse? La decisione di Cirio

La variante Covid inglese è diventata prevalente e i contagi aumentano. Il governatore sta valutando la chiusura di tutte le scuole e il ritorno in lockdown

AGGIORNAMENTO: Visto il peggioramento della situazione epidemiologica in Piemonte, il governatore Cirio ha deciso di attuare l’ultimo Dpcm in materia di Coronavirus rafforzando l’arancione con le misure previste per la scuola, ovvero didattica a distanza anche per materne ed elementari, in 20 distretti su 38. Qui tutti gli aggiornamenti al 5 marzo.

La variante inglese è cresciuta a ritmi preoccupanti. In Piemonte, al 1° marzo, la sua diffusione si attesta del 48,2%. Il risultato è il frutto di un’indagine coordinata dall’Istituto superiore di Sanità in collaborazione con i laboratori della Regioni. Sono stati 41 su 85 i campioni piemontesi prima analizzati e selezionati il 18 febbraio dai 14 laboratori della Regione e poi sequenziati dall’Istituto superiore di sanità individuati come casi di variante inglese. Nessun caso invece di varianti brasiliana e sudafricana.

E subito sono scattate nuove zone rosse. Il Piemonte, da lunedì 1° marzo in zona arancione per 15 giorni, come disposto dall’apposita ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, aumenta anche il numero di territori in lockdown.

Zone rosse nel VCO

Da sabato 27 febbraio alle ore 18 sono in zona rossa, oltre al Comune di Re già dal 20 febbraio per un focolaio da variante inglese, i Comuni della Val Vigezzo nel VCO di:

  • Craveggia
  • Villette
  • Toceno
  • Malesco
  • Santa Maria Maggiore
  • Druogno.

Nonostante le misure restrittive aggiuntive, nell’area si rileva ancora un tasso di incidenza molto elevato e doppio rispetto a quello medio delle tre settimane precedenti.

Zone rosse nel Cavourese e in Valle Po

Zona rossa dal 27 febbraio al 5 marzo anche a Cavour, in provincia di Torino, a causa di un sospetto focolaio da variante su cui sono in corso ulteriori approfondimenti.

Dalle ore 19 del 3 marzo fino a tutto il 12 marzo, con una nuova ordinanza il presidente Alberto Cirio ha stabilito la zona rossa per altri 14 Comuni collegati al focolaio di Cavour:

  • Barge
  • Bagnolo Piemonte
  • Crissolo
  • Envie
  • Paesana
  • Gambasca
  • Revello
  • Martiniana Po
  • Oncino
  • Ostana
  • Rifreddo
  • Sanfront in Valle Po (Cuneo)
  • Bricherasio (Torino)
  • Scalenghe (Torino).

In questi Comuni è sospesa l’attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado ed è disposta la didattica a distanza per gli studenti che vivono nell’area ma frequentano le lezioni in altri centri non inseriti in zona rossa.

Previsto anche il potenziamento del tracciamento attraverso i tamponi e la messa in priorità per la vaccinazione degli anziani over 80 domiciliati in zona rossa.

Zona rossa a Crescentino (VC)

Da venerdì 5 marzo alle 19 scatta la zona rossa anche il comune di Crescentino, in provincia di Vercelli. La decisione si è resa necessaria, a scopo precauzionale, alla luce di una crescita repentina di casi nell’ultima settimana rispetto alle tre precedenti: in 28 giorni sono stati segnalati 101 casi, di cui 71 negli ultimi sette giorni.

Sospesa l’attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado: tutti in Dad anche gli studenti che vivono nell’area ma frequentano le lezioni in altri Comuni non inseriti in zona rossa. Previsto anche il potenziamento del tracciamento attraverso i tamponi e la messa in priorità per la vaccinazione degli anziani over80 domiciliati in zona rossa.

Sarà inoltre potenziata l’attività di sorveglianza epidemiologica e di contact tracing a Verolengo, Brandizzo e VerruaSavoia. In quest’ultimo è stato identificato un caso di variante inglese. L’ordinanza sarà valida fino al 19 marzo.

Vaccinazioni a insegnanti, over 80, disabili e non residenti

La buona notizia è che le vaccinazioni, in Regione, proseguono. Si va avanti con la vaccinazione di over 80 e insegnanti, e il 16 marzo inizierà quella degli oltre 6mila disabili presenti all’interno delle comunità residenziali e semi residenziali del Piemonte.

La politica del Piemonte, inoltre, concordata in sede di Conferenza delle Regioni, è vaccinare tutti coloro che sono presenti sul territorio, anche i non residenti dunque: si passa dal concetto di residente a quello di assistito, cioè con medico di base sul territorio, ha spiegato l’assessore alla Sanità piemontese Luigi Icardi.

In brevissimo tempo e “senza particolare aggravio burocratico” chiunque si trovi sul territorio per qualche motivo può chiedere di avere l’assegnazione di un medico di base. Coloro che per qualche motivo non lo facessero vengono comunque vaccinati e registrati. Questo serve per chiedere alla struttura commissariale il reintegro dei vaccini, ha chiarito Icardi.

I nuovi parametri del Governo Draghi

Ottime notizie. Ma a destare enorme preoccupazione tra le famiglie piemontesi, con un tam tam social che da ore rimbalza ovunque, tra chat di classe e organi di stampa, è che tutte le scuole, di ogni ordine e grado, potrebbero chiudere in tutta la Regione per almeno 15 giorni, a partire da sabato 6 marzo (ma c’è chi parla addirittura di venerdì 5).

Mentre da ieri si rincorrono voci riguardo a una decisione generalizzata, che dunque prescinderebbe dalla situazione epidemiologica specifica di ciascun territorio regionale, il governatore Cirio ha poi chiarito di aver commissionato uno studio che, Comune per Comune, verifica l’eventuale esistenza di uno dei tre presupposti indicati dal Cts. Se ce ne sarà anche solo uno, in automatico le scuole chiuderanno sulla base di quello che ha deciso il Governo.

Per la prima volta il Cts ha detto al di sopra di quale valore le scuole diventano pericolose. “Oggi è la giornata in cui si fanno le valutazioni tecniche per ogni Comune per verificare se sussiste uno dei tre casi” ha detto Cirio, che approva la modalità indicata dal Governo nel nuovo Dpcm 2 marzo, “perché è su basi scientifiche e è innanzitutto preventiva”. Si dice anche soddisfatto del coinvolgimento delle Regioni. “Non siamo solo più un organismo che viene sentito, ma la Conferenza delle Regioni è un organismo che viene anche ascoltato, cioè che può fare le proprie istanze e segnalazioni”.

Scuole chiuse in Piemonte: dove e quando

Alle 19 di oggi è poi arrivata la decisione del governatore, comunicata tramite i suoi profili social. A partire da lunedì 8 marzo in Piemonte si svolgerà in Dad al 100%, per 15 giorni, l’attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori.

Venerdì 5 marzo, alla luce dei dati degli oltre 30 distretti sanitari del Piemonte, si procederà con misure più restrittive estendendo la didattica a distanza anche per gli ordini e gradi scolastici inferiori nelle aree dove l’incidenza dei contagi supera la soglia di allerta (250 casi ogni 100mila abitanti) o sono presenti gli altri parametri in attuazione del nuovo Dpcm (presenza certificata di casi da variante con azioni restrittive già attuate e incremento improvviso di contagi nell’ultima settimana, anche in zona arancione e gialla).

Oltre alla soglia di 250 casi ogni 100 mila abitanti definita dal Governo, gli epidemiologi dell’Unità di crisi hanno segnalato, spiega Cirio, una allerta dove la media dell’ultima settimana è almeno doppia rispetto alle tre settimane precedenti. Il contagio in questa terza fase pandemica ha colpito maggiormente la parte occidentale del Piemonte, mentre dati migliori si registrano nella parte orientale.

Sono osservate speciali le aree del Torinese, Cuneese, Vercellese e Vco. Si aggiunge poi il tema della variante inglese, presente in modo diffuso in tutto il Piemonte nella metà dei casi e che ha una elevatissima velocità di diffusione e colpisce di più anche le fasce giovani della popolazione.

Cirio assicura che, pur nella necessità di tutelare la salute, la Regione cercherà di salvaguardare il più possibile la didattica in presenza nella fascia dagli 0 ai 6 anni, per gli studenti disabili e i laboratori. “Sappiamo quanto sia difficile per le famiglie e lo sforzo che devono affrontare tutti i genitori. Abbiamo ricevuto garanzie dal Governo sull’attivazione immediata dei congedi parentali e dei bonus baby sitter”.

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