Piemonte zona rossa? Da quando e cosa cambia: le regole

Il Piemonte tornerà con molta probabilità in zona rossa. A preannunciarlo è l'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi

Mentre a livello nazionale Draghi e la sua squadra discutono dell’eventualità di una super zona rossa nazionale o, in alternativa, altre formule con maggiori restrizioni (sono 5 le proposte sul tavolo del Governo), da lunedì prossimo 15 marzo il Piemonte tornerà con molta probabilità in zona rossa. A preannunciarlo è l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi. Ancora nulla di certo – bisognerà come sempre attendere i dati elaborati dall’Iss venerdì prossimo sulla base delle rilevazioni della Cabina di regia – ma il rischio è elevatissimo.

Martedì sera ci sarà la prima elaborazione dei dati regionali e mercoledì mattina sarà già possibile tracciare una proiezione. “È probabile che avvenga. Il rischio è piuttosto concreto”. Il territorio regionale, pur con delle differenze marcate tra Piemonte orientale e occidentale e tra i diversi Comuni, si sta avvicinando ai 250 positivi ogni 100mila abitanti, la soglia ritenuta critica. Il contagio in questa terza fase pandemica ha colpito maggiormente la parte occidentale del Piemonte, mentre nella parte orientale si registrano dati migliori.

Icardi prova a rassicura i piemontesi spiegando che “la situazione al momento non è grave, ma vi sono tutte le premesse perché lo diventi, per la grande contagiosità della variante inglese che è prevalente sul nostro territorio, così come su tutto il territorio nazionale”.

La contagiosità molto elevata della variante inglese sta infatti facendo aumentare in modo molto significativo i numeri dei positivi e dei ricoveri, tanto che è stato anche riaperto l’ospedale da campo allestito a novembre all’intero del parco del Valentino e utilizzato solo per pochi giorni.

Piemonte da zona arancione scuro a rossa

Per quanto il governatore Alberto Cirio appena qualche giorno fa spiegasse che il Piemonte non era da zona rossa, in poche ore il dato dei contagi è andato così peggiorando da imporre una riflessione. Non è bastato passare in zona arancione scuro/rafforzato e adottare l’approccio del doppio binario per le scuole, dividendo il territorio in due e chiudendo le scuole di ogni ordine e grado in numerose province.

“Il nuovo Dpcm indica le situazioni in cui anche in zona gialla o arancione, come nel caso del Piemonte, è necessario intervenire sulle scuole per contenere il rischio di rapida diffusione del contagio” avevano commentato Cirio e l’assessore a Lavoro, Istruzione e Formazione Elena Chiorino.

Già la settimana scorsa gli epidemiologi dell’unità di crisi piemontese avevano segnalato un’allerta dove la media dell’ultima settimana era almeno doppia rispetto alle tre settimane precedenti. Se pensiamo che i dati ufficiali registrano sempre un ritardo di almeno 2/3 settimane, è probabile che la diffusione del Covid sia anche più elevata.

Cosa potrebbe cambiare dal 5 marzo

Cosa potrebbe cambiare dunque da lunedì 15? Con il lockdown la vera novità riguarderebbe la scuola. Al di là dei negozi chiusi – grande differenza tra zona arancione e rossa – in zona rossa a chiudere sarebbero anche le scuole di ogni ordine e grado. Verrebbero infatti sospese tutte le attività in presenza, dai servizi educativi dell’infanzia fino alle attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado.

Gli studenti tornerebbero in Dad, con solo la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Per quanto riguarda gli spostamenti, sarebbe vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all’interno dei territori stessi, salvo che quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. Sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza a scuola, nei casi in cui sia ammessa.

Per tutte le regole in zona rossa vi rimandiamo qui.

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