Covid, è scontro Italia-Pfizer. Sale ancora indice Rt: le Regioni più a rischio

Peggiora anche l'andamento dei contagi Covid nel nostro Paese tra il 4 e il 10 gennaio, ultima settimana di rilevazione dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute

Anche in Cina il Covid torna a fare paura: si sono registrati più di 100 contagi di Coronavirus al giorno per il sesto giorno consecutivo. A riferirlo sono le stesse autorità sanitarie cinesi, che mettono sotto accusa un gelato.

In particolare, il governo di Pechino ritiene di aver individuato il Coronavirus su un gelato prodotto nella Cina orientale, poi ritirato dal mercato. La Daqiaodao Food Company che lo produce e che si trova a Tianjin, vicino a Pechino, è stata sigillata e i suoi dipendenti sono stati sottoposti tutti a tampone.

Mente negli Usa il virus galoppa, anche in Europa aumenta il numero di casi in molti Paesi e la circolazione di varianti virali con una potenziale maggiore capacità di trasmissione.

Caos vaccini, Pfizer e la decisione “unilaterale”

In Italia, dove l’epidemia sembra ancora lontanissima da possibili svolte ottimistiche, il piano vaccini prosegue secondo il Piano nazionale, nonostante i tagli alla fornitura unilaterali da parte del colosso della Pfizer: con 1,12 milioni il nostro Paese è oggi il primo in Ue (dove in media sono state vaccinate 1,09 persone su 100) e il nono al mondo per vaccinati.

Come approfondito qui, la Pfizer, azienda produttrice del primo vaccino anti-Covid sviluppato in collaborazione con BioNTech, ha ridotto di circa 165mila dosi il nuovo invio di vaccini verso il nostro Paese.

La conferma è arrivata nei giorni scorsi direttamente dall’ufficio stampa del Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, in un comunicato in cui si ribadisce chiaramente che la decisione della multinazionale farmaceutica è stata “unilaterale” e che Pfizer ha “unilateralmente redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano”.

Di conseguenza, “e in modo del tutto arbitrario”, oggi lunedì 18 gennaio 2021, a fronte delle 562.770 dosi previste, ne verranno consegnate ben il 29% in meno, cioè solo 397.800. Calcolandone 6 per ogni fiala, anziché 5, si tratta esattamente di 164.970 in meno di quelle pattuite.

Contro la decisione unilaterale di Pfizer, che comunque ha promesso che tra una settimana ci ridarà tutto, il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia e ne invierà uno all’Antitrust europeo per abuso di posizione dominante. Intanto, c’è il sospetto che le dosi mancanti possano finire agli Stati del Golfo pronti a pagare di più, ipotesi di fronte alla quali Arcuri taglia secco: “Posso fare un sorriso…”.

Ipotesi passaporto vaccinale in Ue

Da Bruxelles arriva l’ok al passaporto vaccinale per viaggiare. Il presidente del Consiglio Ue Charles Michel si è detto favorevole all’introduzione di una sorta di “passaporto” per tornare a viaggiare liberamente: E’ un dibattito molto pertinente e lo inizieremo al Consiglio europeo del 21 gennaio, un tema delicato in molti Paesi ma va affrontato e credo che ci stiano pensando anche fuori dall’Ue”.

Intanto, peggiora anche l’andamento dei contagi Covid nel nostro Paese tra il 4 e il 10 gennaio, ultima settimana di rilevazione dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute.

L’epidemia Covid in Italia al 15 gennaio

Pur con forti variazioni inter-regionali, l’epidemia resta in una fase delicata e, se non venissero mantenute rigorose misure di mitigazione, sarebbe molto probabile un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane. Aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio.

Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al Coronavirus e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella seconda metà di dicembre in coincidenza con le feste di Natale.

Si osserva, per la seconda settimana consecutiva, un aumento dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni (368,75 per 100mila abitanti vs 313,28, qui i dati di settimana scorsa).

Come si legge nell’ultimo report, si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. In particolare, preoccupa il valore elevato di incidenza in Veneto (365,21 per 100mila abitanti), Provincia autonoma di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64), e Friuli Venezia Giulia (270,77).

Indice Rt e la situazione delle Regioni

L’indice di trasmissione nazionale Rt è in aumento per la quinta settimana consecutiva e sopra 1. Nel periodo 23 dicembre -5 gennaio, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (qui trovate tutti gli indici Rt Regione per Regione).

11 Regioni/Province autonome si trovano ora a una classificazione di rischio alto (contro le 12 di settimana scorsa), 10 a rischio moderato (di cui 4 ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso.

Regioni con Rt > 1,25 in scenario 3

Due Regioni/PPAA hanno un Rt maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3:

  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Lombardia

Regioni con Rt > 1 in scenario 2

Altre 9 hanno un Rt puntuale maggiore a 1 nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2:

  • Abruzzo
  • Emilia-Romagna
  • Lazio
  • Liguria
  • Piemonte
  • Puglia
  • Sicilia
  • Umbria
  • Valle d’Aosta.

Regioni con Rt vicino a 1 in scenario 1

Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo 1 ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra 1 o appena sotto:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Friuli Venezia Giulia
  • Marche
  • Molise
  • Sardegna
  • Toscana
  • Trentino Alto Adige
  • Veneto.

L’incidenza su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

Il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100mila in 7 giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate. Quindi ci potrebbe dire relativamente tranquilli solo quando riusciremo a tornare sotto questa soglia.

Il tasso di occupazione posti letto negli ospedali

Guardando al tasso di occupazione dei letti in ospedale, sono 12 le Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o in aree mediche sopra la soglia critica (contro le 13 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere sopra la soglia critica del 30%.

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.579 a 2.636. Il numero di persone ricoverate in aree mediche aumenta anche lievemente, passando da 23.317 a 23.712.

Leggendo il report Iss si osserva infine una lieve diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (39.970 vs 40.487 la settimana precedente), un aumento nella percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,5% vs 26,8% la settimana precedente) e una lieve diminuzione nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,4% vs 32,8% la settimana precedente). Infine, il 26,5% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 13,6% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

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