Perché più aumentano i contagi, più rischiano di salire i prezzi

Dipende da una stortura della domanda innescata dai vari lockdown e misure di contenimento delle infezioni

Con la pandemia sono aumentati i prezzi: si tratta dell’inflazione, definita come l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi in un determinato intervallo di tempo.

Le istituzioni nazionali e internazionali, come la Banca Centrale Europea (BCE) e la Federal Reserve (FED) degli Stati Uniti hanno deciso di non far nulla per invertire la tendenza. Sarebbe ad esempio possibile alzare i tassi di interesse e rendere il denaro in prestito meno conveniente per ribaltare il tavolo, o almeno tentarci.

Cosa c’entra l’aumento dei prezzi con i contagi? E, prima ancora, si tratta di un elemento del quale dobbiamo preoccuparci?

L’inflazione buona e quella cattiva

La risposta non è così scontata perché esiste un livello di inflazione, vicino ma inferiore al 2%, considerato dalla Banca Centrale Europea “salutare” e quindi addirittura raccomandato. Non è quello che un po’ tutto il mondo sta vivendo, l’aumento dei prezzi benefico. Ma neanche si tratta della spirale tra costo di beni e servizi e salari che ha generato una crisi economica durante buona parte degli anni Settanta (è questa l’inflazione cattiva).

Si tratta invece di una stortura della domanda creatasi in tutto il mondo a causa delle misure anti contagio e dei numerosi lockdown. La chiusura dei ristoranti, delle palestre, delle discoteche, secondo l’interpretazione degli economisti, ha dirottato i consumi da questi e altri servizi sui beni: significa ad esempio che con i soldi risparmiati delle cene al ristorante si è deciso di comprare una sedia o una nuova tv.

Davanti a una maggiore domanda, i fornitori hanno reagito riempiendo i magazzini. Si è trattato di una mossa preventiva, compiuta per aggirare le strozzature, che però quelle strozzature le ha aggravate. Da qui l’aumento dei prezzi.

Cosa c’entra l’aumento dei prezzi con i contagi

Il motivo per cui le banche centrali non sono intervenute è che si considera questo sbilanciamento un fenomeno temporaneo: man mano che i cittadini riprenderanno a vivere come prima la domanda correggerà i propri squilibri e l’inflazione tenderà a spegnersi.

Tuttavia con la nuova variante Omicron e la quarta ondata europea la domanda su quando si tornerà alla normalità è più che lecita. Ed ecco perché contagi e aumento dei prezzi sono direttamente proporzionali (o, almeno, lo sono stati fino ad ora).

Uno scenario più fosco: ecco in cosa consiste lo “tsunami di inflazione” che qualcuno ha previsto. Ecco invece perché si parla di stangata delle bollette di Natale.

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