Vaccino Covid, ipotesi passaporto sanitario: quando e dove servirebbe

Apertura del Governo sul passaporto sanitario, una app che potrebbe diventare indispensabile per spostarsi in aereo e non solo, dimostrando di essere vaccinati

Il Governo apre alla possibilità di istituire un passaporto sanitario, o almeno non opporsi alla proposta di istituire un documento internazionale per identificare chi ha ricevuto il vaccino anti Covid. Il cambiamento di linea da parte dell’esecutivo, che finora è sempre stato contrario a misure simili quando sono state proposte dai presidenti di Regione, è stato annunciato da Pierpaolo Sileri. Il viceministro della Salute ha dichiarato che non si tratta di un’ipotesi da escludere.

Passaporto sanitario dopo il vaccino, Sileri: “È uno sviluppo possibile”

“È molto probabile che nel prossimo futuro per svolgere diversi tipi di attività sarà richiesto di comprovare l’avvenuta somministrazione del vaccino“, ha chiarito il numero due di Roberto Speranza.

“Non è però un tema di competenza esclusivamente interna: istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’Organizzazione Mondiale della Sanità stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale. Già ora, una volta effettuata, viene rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione”, ha spiegato Pierpaolo Sileri.

“Da questo documento al passaporto sanitario c’è ancora molta strada da fare, ma è senz’altro uno sviluppo possibile“, ha dichiarato ancora, confermando le voci secondo cui Palazzo Chigi potrebbe approvare misure simili per garantire la sicurezza su voli, hotel e posti di lavoro.

Passaporto sanitario dopo il vaccino anti Covid: l’idea di Zaia e Fontana

Anche a livello regionale c’è chi spinge per l’istituzione di un passaporto sanitario. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha dichiarato: “Credo che ormai i tempi siano maturi per un passaporto sanitario. Le compagnie aeree hanno iniziato a dire che vogliono passeggeri con la garanzia del vaccino, ma presto cominceranno a chiederlo le strutture ricettive, gli spazi per congressi e via dicendo. In Veneto, certamente, potremo provvedere rapidamente”.

Alle parole del Doge hanno fatto eco quelle del collega Attilio Fontana, governatore della Lombardia, che ha definito il passaporto sanitario “una scelta che potrebbe essere molto intelligente e utile”.

Passaporto sanitario per il vaccino Covid: potrebbe essere una app

Ma come potrebbe funzionare un passaporto sanitario? La risposta arriva da un progetto sviluppato tra Stati Uniti, Svizzera, Giappone e Cina, con il lancio di CommonPass, una app per certificare il proprio stato di salute in vista di spostamenti aerei. Sviluppata da The Common Project, associazione non profit che si occupa di sviluppare tecnologie per la salute e il welfare, permetterebbe di viaggiare in sicurezza.

Accedendo alle informazioni caricate dall’utente sull’applicazione o prelevate dai registri vaccinali e dai laboratori certificati, l’applicazione permetterà ai passeggeri delle linee aeree di dimostrare di non essere affetti da Covid-19. CommonPass potrebbe permettere alle compagnie aree di sapere se i risultati di tamponi e test sierologici provengono da fonti verificate, se il passeggero si è sottoposto alla vaccinazione e se in generale risponde ai requisiti sanitari previsti dal Paese in cui si sta dirigendo.

Altre applicazioni sono in fase di sviluppo in questo momento. Ad esempio Travel Pass della Iata, organizzazione internazionale di compagnie aeree, e Digital Health Pass, del colosso informatico Ibm.

Passaporto sanitario per gli spostamenti e non solo: i dubbi

Se queste applicazioni sono in fase di sviluppo solo in vista di spostamenti aerei, non c’è dubbio che simili soluzioni possano essere applicate ad altri aspetti del settore turistico, come i pernottamenti in alberghi e bed and breakfast, alla vita sociale, con l’obbligo di presentare una certificazione in ristoranti, stadi, cinema e teatri, o addirittura all’ambito lavorativo, discutendo del proprio stato di salute durante i colloqui.

Si tratta di uno scenario improbabile, vista la resistenza all’app Immuni in Italia e alle varie app di tracciamento nel resto del globo, considerate troppo invasive dalla maggior parte degli utenti. Inoltre la legislazione di molti Paesi non permetterebbe una tale violazione della privacy. Tuttavia non sembra così assurda la possibilità che si riesca a pensare a un sistema universale che tuteli i dati dei cittadini e allo stesso tempo permetta loro di volare e vivere senza la paura dei contagi.

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