Pass Covid, come funziona il certificato per spostarsi tra le regioni e partecipare agli eventi

Il premier, Mario Draghi, ha annunciato che dal 26 aprile servirà un certificato per spostarsi da regioni di colori diversi e per partecipare a eventi. Come funziona il "pass Covid"

Mario Draghi, venerdì 16 aprile, ha annunciato in conferenza stampa che sarà lanciato un pass vaccinale che consentirà non solo di spostarsi tra le regioni, ma anche di accedere a grandi eventi, a partire da lunedì 26 aprile. Ma come funzionerà il certificato e quali requisiti saranno richiesti?

Pass Covid, come funziona il certificato per spostarsi tra le regioni e partecipare agli eventi

Al momento non ci sono, però, grandi certezze relative al funzionamento del pass. Per esempio, non è chiaro se si tratterà di un certificato rilasciato dalla Regione, dall’Asl o comunque da un altro ente sanitario. Il motivo è che non c’è un’omologazione tra i vari territori, almeno per ora.

L’ipotesi più accreditata, comunque, è che possa ricalcare il modello studiato dall’Unione europea, quel ‘green pass‘ che consentirà ai cittadini di spostarsi tra i vari Paesi dal 1° giugno. Il pass ‘italiano’, che quasi sicuramente sarà disponibile anche in versione digitale (accessibile a chi dovrà controllarne la validità magari attraverso un semplice QR code), dovrà ‘provare’ una delle seguenti condizioni, stando a fonti governative citate dall’Ansa:

  • avvenuta somministrazione del vaccino;
  • avvenuta guarigione dal Covid, qualora si sia stati infettati;
  • effettuazione del tampone nelle 48 ore che precedono lo spostamento.

Green pass europeo, come funziona e quanti soldi può fruttare all’Italia

Se il ‘pass italiano’ permetterà gli spostamenti all’interno del Paese, il ‘green pass’ dell’Ue consentirà quelli tra nazioni dell’Unione. Ed è altrettanto importante, come sostiene Coldiretti, perché si tratta di un mezzo per salvare il turismo estivo di provenienza straniera, che in Italia vale 11,2 miliardi.

La stima comprende le spese dei forestieri per alloggio, cibo, trasporti, eventi, shopping e souvenir. La scorsa estate i turisti da fuori che hanno dovuto rinunciare alla vacanza in Italia a causa del Covid sono stati 23,3 milioni. Un vuoto pesante nel periodo da giugno a settembre, soprattutto per le mete più gettonate, come ad esempio le città d’arte (su tutte, Firenze, Roma e Venezia).

I mancati introiti dell’estate scorsa hanno colpito anche le casse di oltre 24 mila agriturismi: gli stranieri in alcune regioni, secondo Campagna Amica, rappresentano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti.

Adesso si confida nell’accelerazione della campagna vaccinale per consentire alle attività della ristorazione di ripartire sia a pranzo sia a cena. Secondo Coldiretti, infatti, il cibo rappresenta la principale voce di spesa degli italiani in vacanza. Circa un terzo della spesa di italiani e stranieri è infatti destinato alla tavola per mangiare in ristoranti, pizzerie, trattorie e agriturismi, ma anche per lo street food e le specialità enogastronomiche.

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