Perché adesso si parla di “pandemia dei non vaccinati”

Le persone non vaccinate rischiano infinitamente di più di contrarre il Covid e ammalarsi, anche gravemente, o persino la morte. I nuovi dati Iss parlano chiaro

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Non 4 volte, ma addirittura 6. I non vaccinati si contagiano 6 volte di più dei vaccinati. A differenza di quanto emerso dai dati Iss di settembre 2021, che fissavano il rapporto a 1:4, ora è persino salito. La differenza tra chi si è sottoposto all’intero ciclo vaccinale, calcolato sinora su 2 dosi e non ancora 3, rispetto a chi non si è immunizzato è evidente: i numeri parlano chiaro.

Mentre arrivano ottime notizie sul fronte farmaci – con la prima pillola orale anti-Covid al via in Gran Bretagna – qui da noi in Italia chi non è vaccinato rischia di contagiarsi 6 volte in più dei vaccinati se ha meno di 39 anni e all’incirca 4 volte in più dai 40 in anni in su. Chi non si immunizza rischia di essere ricoverato 20 volte in più fino a 59 anni, 12 volte in più dai 60 anni in su, e 8 volte se over 80.

Mentre il generale Figliuolo torna a premere l’acceleratore sulle vaccinazioni (“Quanto sta avvenendo in alcuni Paesi europei indica con forza la necessità di incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi e di proseguire con il completamento dei cicli primari”) è questa la nuova analisi dell’Istituto superiore di Sanità, effettuata calcolando l’incidenza dei nuovi positivi al Covid su 100mila abitanti.

L’epidemia Covid in Italia a inizio novembre

Secondo i dati dell’ultimo monitoraggio Iss, l’incidenza settimanale a livello nazionale infatti nel frattempo, come atteso, è risalita: 53 per 100mila abitanti tra il 29 ottobre e il 4 novembre, contro 46 della settimana precedente. Per quanto – lo ribadiamo sempre – poco attendibile, anche l’Rt medio, calcolato sui soli casi sintomatici e in ritardo, è stato pari a 1,15, in aumento rispetto alla settimana precedente e per la prima volta dopo mesi al di sopra della soglia epidemica dell’1%.

Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 5,3%, dal 4,5% al 28 ottobre, e quello di occupazione in terapia intensiva è al 4%, contro il 3,7% precedente. Tutte le Regioni lasciano il rischio basso e risultano classificate a rischio moderato.

In forte aumento, scrive l’Istituto Superiore di Sanità, il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione. Il virus ha ripreso a correre, ma come abbiamo già detto, con molta probabilità questa quinta ondata sarà, come la quarta che abbiamo avuto in estate, una piccola ondata. E secondo diversi esperti, dati alla mano, questa corsa avrebbe già iniziato a rallentare. Il merito? Proprio dei vaccini.

Perché l’Italia è messa meglio degli altri e cosa succede in Germania

La fotografia che l’Iss scatta è nitida: in Italia occhi aperti, ma la nostra fortuna è che, proprio grazie all’ampissima copertura vaccinale e alla gradualità nelle riaperture dei mesi scorsi, siamo messi molto meglio che il resto d’Europa. La Russia ad esempio sta facendo i conti con una situazione drammatica: solo nelle ultime 24 ore sono morte 1.189 persone a causa del Covid, il numero più alto dall’inizio dell’epidemia.

Ciò che appare ormai evidente – se ci fossero ancora dubbi – è che questa, come ha detto il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, è diventata la “pandemia dei non vaccinati”. Una pandemia che in diversi Paesi europei, come la Germania (dove soltanto il 66,8 % delle persone ha ricevuto una doppia dose di vaccino), è “enorme”.

Spahn ha chiarito che “voler chiudere lo stato di emergenza pandemico non significa affatto che la pandemia sia finita”. “La quarta ondata è qui con piena forza” ha aggiunto (da noi è la quinta). “Viviamo una pandemia dei non vaccinati ed è massiccia, con numeri di contagio in aumento”.

Nelle ultime 24 ore in Germania si sono registrati 194 decessi “con e per Covid”, una settimana fa erano stati 114. A lanciare l’allarme è stato il presidente dell’istituto tedesco Robert Koch, Lothar Wieler, in conferenza stampa a Berlino. “La quarta ondata si sviluppa esattamente come immaginavamo proprio perché molti non si sono vaccinati”. Per questo ora il Paese, proprio sulla scia del governo italiano, vuole accelerare sui richiami del vaccino con la terza dose, ha detto il ministro Spahn, prendendo come modello Israele, “che è riuscita a far abbassare la curva dei vantaggi grazie alla terza dose”.

Le differenze tra vaccinati e non vaccinati: tutti i numeri su contagi, ricoveri e decessi

Ma vediamo nel dettaglio i numeri forniti dall’Iss relativi all’epidemia in Italia. Ecco la differenza tra vaccinati e non vaccinati contagiati dal Covid:

  • nella fascia d’età 12-39 anni ci sono stati in un mese 404 nuovi contagiati tra i non vaccinati, contro 70 tra i vaccinati. Le persone ricoverate in area medica sono state 13, contro 0,7; in terapia intensiva 0,75 contro 0
  • nella fascia d’età 40-59 anni, tra i nuovi contagiati 354 erano no vax mentre 89 erano immunizzati. In area medica il rapporto è stato di 28 contro 1,3; in terapia intensiva 3 contro 0
  • nella fascia d’età 60-79 anni i nuovi contagiati non immunizzati sono stati 300 e quelli vaccinati 77; sono stati ricoverati 65 no vax contro 5 in area medica; 12 contro 0,5 in terapia intensiva
  • tra gli over 80 i contagiati non vaccinati sono stati 388, quelli immunizzati 95; in ospedale sono finite 160 contro 21; in terapia intensiva 8 contro 1.

Per quanto riguarda le terapie intensive, si legge sempre nel rapporto Iss, i non immunizzati rischiano:

  • fino a 59 anni 30 volte in più
  • tra i 60 e i 79 anni 21 volte in più
  • gli over 80 8 volte in più.

L’incidenza dei decessi su 100mila abitanti dimostra infine che:

  • nella fascia 60-79 anni ci sono state 16 vittime tra i non vaccinati contro 1 di chi ha fatto due dosi
  • tra gli over 80 i morti tra chi non era immunizzato sono stati 93, mentre soltanto 8 tra chi aveva completato il ciclo di vaccino.

Dati, conclude l’Iss, “sovrapponibili a quelli già registrati nelle scorse settimane, a riprova che per il momento l’efficacia dei vaccini anche a distanza di tempo resta in ogni caso altissima”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Perché adesso si parla di “pandemia dei non vaccinati”