Palestre, riapertura anticipata nel nuovo decreto: quando e come ripartono le attività

Centri fitness e palestre riaprono in anticipo e non si dovrà più attendere il 1° giugno, come previsto nel precedente decreto-legge

20 milioni gli italiani che praticano una qualche forma di sport: 1 su 4 si dedica a ginnastica, fitness, body building o aerobica. Un settore importantissimo in Italia, che solo nel Belpaese dà lavoro a 120mila operatori in oltre 16mila strutture, da Nord a Sud.

Il comparto del wellness, fra aziende, associazioni e cooperative sportive, vale circa 10 miliardi l’anno di fatturato, ma causa pandemia ha potuto lavorare solo 6 mesi, con perdite economiche ingentissime, e riflessi sociali altrettanto rilevanti.

Dati chiarissimi di una situazione esplosiva quelli elaborati dall’Unione europea delle cooperative (Uecoop) lo scorso febbraio, in vista del decreto che avrebbe dovuto fissare la road map per le riaperture. Che ora il governo Draghi prende in mano stabilendo, nel nuovo decreto Riaperture appena varato il 17 maggio (qui il calendario con tutte le aperture aggiornato), un anticipo sulla ripartenza delle attività delle palestre.

Quando riaprono le palestre

Non solo dunque le novità sul coprifuoco, ma anche un anticipo di diverse attività. Centri fitness e palestre riaprono infatti lunedì 24 maggio e non si dovrà più attendere il 1° giugno, come previsto nel precedente decreto-legge.

Il protocollo sanitario per le palestre: le regole per tornare ad allenarsi

Ma come si torna in palestra? Il Governo, in accordo con le associazioni del settore, aveva già fissato un protocollo sanitario per la ripresa in sicurezza di tutti gli sport e le attività anche indoor. Ecco quali sono:

  • fornire adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare
  • redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni
  • potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura >37,5 °C
  • organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate) o separare le postazioni con apposite barriere
  • regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza:
    almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica;
    almeno 2 metri durante l’attività fisica
  • dotare la struttura di dispenser con prodotti igienizzanti per l’igiene delle mani dei, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e in uscita
  • dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, disinfezione della macchina o degli attrezzi usati (gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non devono essere usati)
  • frequente pulizia e disinfezione dell’ambiente, di attrezzi e macchine (anche più volte al giorno, ad esempio tra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione di spogliatoi (compresi armadietti) a fine giornata
  • non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti oggetti quali asciugamani, accappatoi o altro
  • apposite calzature per la palestra
  • tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti
  • mantenere aperte, il più possibile, porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni
  • per gli impianti di condizionamento è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria.

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