Covid, novità sugli anticorpi monoclonali Regeneron: la decisione Oms

Nelle nuove linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle terapie contro il Covid, è stata inserita la raccomandazione all'uso del mix di anticorpi casirivimab e imdevimab

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato l’inserimento di un nuovo farmaco nel sempre più nutrito “arsenale” contro la pandemia di Covid. Si tratta di un mix di anticorpi monoclonali prodotto da Regeneron e Roche Pharmaceutical, che, però, ha ancora costi molti alti e risente della mancanza di piani di produzione estensiva.

La terapia combinata è ora oggetto di un negoziato tra il programma Unitaid e le due aziende per abbassarne il prezzo e garantirne una distribuzione equa a livello internazionale anche per i Paesi più poveri.

L’Oms ha fatto sapere di essere in trattativa con la compagnia anche per un canale di distribuzione che riguarderà un numero di dosi gratuite e destinate ai bambini attraverso l’Unicef.

L’ente ha inoltre lanciato una campagna per permettere ad altre aziende di candidarsi per la produzione di versioni biosimilari del mix di anticorpi monoclonali, al fine di garantire l’accesso alle cure a una platea più vasta possibile di pazienti.

Covid, via libera Oms all’uso del mix di anticorpi monoclonali di Regeneron: cos’è

Il via libera per l’uso di questo mix di anticorpi è arrivato nella giornata di venerdì 24 settembre da parte del comitato che si occupa dello sviluppo delle linee guida dell’Oms, che consiglia il trattamento a base di casirivimab e imdevimab a due specifici gruppi di pazienti Covid.

Il mix dei due anticorpi monoclonali si lega alla proteina Spike del Sars-Cov-2, neutralizzando la capacità del coronavirus di infettare le cellule umane, ma solo a determinate condizioni.

Gli esperti consigliano il preparato di Regeneron per pazienti con Covid non grave ma ad alto rischio di ospedalizzazione e quelli invece che hanno contratto la malattia in forma severa ma risultano sieronegativi. Cioè non hanno sviluppato una risposta anticorpale al patogeno.

Gli studi su cui si basano le raccomandazioni dell’Oms sono stati pubblicati sul British Medical Journal. Si tratta di tre trial clinici, non ancora sottoposti a revisione, che dimostrano che la combinazione di casirivimab e imdevimab può ridurre i ricoveri e la durata dei sintomi per le persone più a rischio.

Si tratta delle seguenti categorie.

Una delle ricerche mostra inoltre una riduzione della mortalità e della necessità di essere sottoposti a respirazione assistita per i pazienti sieronegativi.

Per tutti gli altri pazienti Covid, tuttavia, non sono stati riscontrati miglioramenti rilevanti e né particolari benefici dopo il trattamento con il mix di anticorpi monoclonali di Regeneron e Roche.

Covid, Oms raccomanda l’uso del mix di anticorpi monoclonali di Regeneron: criticità

Oltre agli elevati costi di produzione, è necessario sottolineare che la cura con questo preparato può risultare particolarmente onerosa anche perché implica, ad esempio, l’utilizzo di test sierologici rapidi per identificare i pazienti gravi che potrebbero beneficiare del trattamento.

Il mix deve inoltre essere somministrato per via endovenosa utilizzando strumenti specifici e il paziente deve essere costantemente monitorato durante e dopo l’iniezione per possibili reazioni allergiche.

Tra gli altri punti deboli della terapia c’è la possibilità che, con l’insorgere di nuove varianti e la possibilità che diventino endemiche come è successo con la variante Delta, diventi più debole o abbia un effetto ridotto.

Tuttavia le nuove linee guida dell’Oms offrono uno spunto per continuare la ricerca di una cura efficace contro il Covid-19. È ora raccomandato anche l’uso di inibitori dell’IL-6 e l’uso sistemico dei corticosteroidi, mentre è sconsigliato l’uso di ivermectina idrossiclorochina per tutti i pazienti positivi al virus.

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